<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655</id><updated>2012-01-30T11:37:58.697+01:00</updated><title type='text'>Silvio non farmi astenere più</title><subtitle type='html'>il blog di Silvioconvincimi</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>177</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-116481336910121276</id><published>2006-11-29T16:14:00.000+01:00</published><updated>2006-11-29T16:18:10.286+01:00</updated><title type='text'>Tutti i buchi nella manovra dell’Unione</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Per far digerire agli italiani la stangata fiscale, il governo Prodi continua a parlare di questa Finanziaria come della terapia d'urto indispensabile a riassestare i conti pubblici. In realtà, dalla manovra continuano a venire fuori punti interrogativi proprio sui numeri del bilancio. I dubbi non sono i soliti - «parziali» - dell'opposizione, ma portano la firma del servizio bilancio del Senato, organo tecnico cui spetta una valutazione accurata e obiettiva degli effetti del disegno di legge finanziaria sull'erario. Ecco un elenco sommario dei principali punti oscuri individuati dai tecnici di Palazzo Madama.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Spesa sanitaria&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il governo ha messo in campo oltre 3 miliardi per prevenire gli sforamenti da parte delle Regioni, ma nella finanziaria non vengono specificate le misure strutturali che dovrebbero consentira il raggiungimento di questo obiettivo. Il rischio è che questa ulteriore spesa possa servire a scopo clientelare. Intanto sulla sanità graverà il regalo dell'Unione ai sindacati sul pubblico impiego. Il rinnovo del contratto di questa categoria è infatti superiore, rispetto all'inflazione programmata del biennio, di ben un miliardo e 171 milioni di lire, 512 dei quali saranno spesi per i dipendenti del comparto sanitario nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Assegni familiari&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Non sono infatti chiari i meccanismi che consentirebbero il risparmio di spesa pari a circa 470 milioni di euro, che rappresenta la differenza tra la stima originaria contenuta nel testo approvato dal Cdm (1.400 mln euro) e quella attuale prevista dalla manovra uscita dalla Camera (930 mln).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Irpef &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La modifica alla tassa di scopo per i Comuni per finanziare opere pubbliche rischia di produrre costi aggiuntivi a causa del rimborso dell'imposta ai contribuenti per il mancato inizio dell'opera. Incertezza anche sulle detrazioni Irpef del 55% per le spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici. Secondo gli esperti c'è il rischio concreto che un aumento di queste spese, favorito dal beneficio fiscale, possa causare una diminuzione del gettito superiore a quanto previsto. Il pericolo non è da poco. E si aggiunge all'insieme di timori che stanno portando i Comuni a rinviare l'approvazione del proprio bilancio nei termini previsti, entrando in esercizio provvisorio. È quello che ha appena deciso per esempio Sergio Cofferati, rompendo una tradizione che da venti anni vedeva il comune di Bologna approvare i bilanci con largo anticipo. Ma del resto, al di là di ogni intento politico, come può un sindaco pianificare il proprio budget se a monte non vengono definite le spese che dovrà sostenere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cuneo &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente i calcoli restano in sospeso anche per il taglio del cuneo fiscale. Innanzitutto perchè non esiste allo stato attuale alcuna ipotesi in merito all' utilizzo delle deduzioni vigenti e quindi del benefit per l'economia in termini di competitività. Lo sconto - l'unico - sugli oneri contributivi alle imprese rischia insomma di non innescare quegli investimenti in innovazione sperati perché non c'è nessun vincolo corrispondente per le aziende. Ma quel che è peggio è che il testo della manovra non indica il numero di lavoratori dipendenti sulla cui base è stato quantificato il minor gettito Irap. Un altro numero col segno meno ancora da definire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tfr &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Sull'erario infine graverà una nuova tegola appesa al placet dell'Eurostat sulla misura che prevede il trasferimento del Tfr all'Inps. La stessa relazione tecnica del governo, pur riconoscendo la necessità del parere favorevole delle autorità europee, non stabilisce infatti esplicitamente la riduzione delle spese connesse al Tfr. Inoltre non va dimenticato che l'effetto del trasferimento potrà comunque essere calcolato con precisione soltanto quando saranno definitive le scelte dei lavoratori sulla destinazione del proprio trattamento di fine rapporto. Il quantum potrà quindi essere valutato solo a consuntivo. E intanto? Intanto tutti gli interventi legati ai cinque miliardi che l'esecutivo spera di raccogliere con questo strumento - di finanza creativa o distruttiva? - saranno comunque finanziati. Ma è mai possibile che il ministro Padoa Schioppa, sempre così ansioso di curare il deficit, non si preoccupi di risolvere queste incognite? Verrebbe proprio da dire, con Totò: «Ragioniè, voi dovete ragionà!».&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-116481336910121276?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/116481336910121276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=116481336910121276' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/116481336910121276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/116481336910121276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/11/tutti-i-buchi-nella-manovra-dellunione.html' title='Tutti i buchi nella manovra dell’Unione'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-116309315502788549</id><published>2006-11-09T18:18:00.000+01:00</published><updated>2006-11-09T18:25:55.520+01:00</updated><title type='text'>Midterm: la sconfitta certa è quella dei teocon</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Dopo il report della Cia sull'aumento del terrorismo a seguito della missione irakena arrivano le elezioni di midterm a condannare finalmente la politica messianica dei teocon. C'è ancora qualcuno a destra diposto a gettare la croce di antiamericano su chi da tempo nutriva dubbi sulla religionpolitica di Bush? Il fanatismo di una religione può essere battuto solo dal pragmatismo della ragione. A mandare Rumsfled a casa prima che la Pelosi è stata l'ala realista dei repubblicani che non ci sta a perdere le presidenziali. Era ora che ci riuscissero!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-116309315502788549?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/116309315502788549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=116309315502788549' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/116309315502788549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/116309315502788549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/11/midterm-la-sconfitta-certa-quella-dei.html' title='Midterm: la sconfitta certa è quella dei teocon'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-116222607301148544</id><published>2006-10-30T17:33:00.000+01:00</published><updated>2006-10-30T17:39:06.033+01:00</updated><title type='text'>Un Mastellum per servire le toghe rosse</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La Camera ha approvato la settimana scorsa in via definitiva il ddl Mastella, che blocca la riforma liberale della giustizia varata dal centrodestra, destinata ad entrare in vigore questo mese. Il provvedimento annacqua infatti le misure relative agli illeciti disciplinari e alla gerarchizzazione delle procure, ma soprattutto congela - fino al 31 luglio 2007 - il punto nevralgico della riforma Castelli: la separazione della funzione requirente da quella giudicante. A nulla sono valsi, su questo punto, i tentativi dell'opposizione di emendare il testo del governo. Vane anche le perplessità manifestate dai deputati della Rosa nel Pugno - da sempre sostenitrice della separazione delle carriere - che, pur tra mille mugugni, hanno finito per inchinarsi agli oneri di coalizione, dimostrando una volta di più di essere soltanto una «espressione geografica» all'interno della maggioranza. &lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Oltre alla distinzione delle funzioni, la nuova normativa congela anche le modifiche ai criteri di progressione delle carriere e ai concorsi per l'accesso alla magistratura. La precaria tenuta di Prodi al Senato ha permesso alla CdL di strappare solo un parziale mantenimento delle altre novità introdotte dalla Castelli. Rispetto alla riforma del centrodestra, è stato infatti escluso il coinvolgimento del Guardasigilli nel procedimento disciplinare, sul quale resterà competente &lt;?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /&gt;&lt;st1:personname productid="la sola Cassazione" st="on"&gt;la sola Cassazione&lt;/st1:personname&gt;, e sono state ristrette ed attenuate le ipotesi di illecito. Per quanto concerne l'assetto interno alle procure, viene invece abrogata la responsabilità esclusiva del procuratore capo e l'inserimento del provvedimento di revoca nel fascicolo personale del sostituto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L'ansia della maggioranza di disinnescare le novità approvate nella precedente legislatura ha già provocato intanto due inconvenienti tecnici. Anche se per pochi giorni, infatti (prima che trascorra la vacatio legis per il Mastellum), entrerà in vigore l'obbligo per i magistrati di optare per la funzione di pm o di giudice. Le toghe, come forma di protesta, hanno intasato il Csm con numerosissime domande on line di assegnazione dell'incarico. Danno ben più grave invece è stato commesso sul processo disciplinare, dove il mancato riferimento al codice di procedura civile ha l'effetto di applicare le regole del processo penale al giudizio davanti alle sezioni unite civili della Cassazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Così, mentre le procure si trovano a fronteggiare l'ulteriore emergenza creata dal decreto Bersani col blocco dei pagamenti delle consulenze, l'Unione partorisce un altro papocchio che aggiunge confusione al caos che già assilla il sistema giustizia. Lo stesso titolo del provvedimento è di per sé estremamente eloquente: «Sospensione dell'efficacia delle disposizioni dell'ordinamento giudiziario». Il Mastellum, cioè, non rimpiazza la riforma del centrodestra con una legittima controriforma, ma maldestramente rinvia qualsiasi tipo di rinnovamento della macchina della giustizia, ferma alla disciplina del 1941. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il rinvio cela in realtà le opposte sollecitazioni che agitano la maggioranza anche sul fronte giustizia. Da un lato le pressioni di Magistratura Democratica e Movimento per la Giustizia, le due correnti di sinistra della magistratura che da sempre invocano la cancellazione in toto della riforma Castelli. Dall'altro le tendenze più garantiste che attraversano la Margherita e la corrente riformista dei Ds, i dalemiani per intenderci. La stessa attribuzione del dicastero di Via Arenula al «moderato» leader dell'Udeur e il lungo scontro interno che ha sbarrato l'accesso di Luciano Violante al Csm, hanno indicato, fin dalla nascita del governo Prodi, l'intenzione di porre un freno alle intemperanze giustizialiste e conservatrici della sinistra togata. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il Mastellum varato lunedì scorso è, in questo scenario, il figlio naturale di un esecutivo la cui unica preoccupazione è quella di non scontentare nessuno, di non mettere a rischio gli equilibri delicati della coalizione, di non decidere e quindi di preservare lo status quo. Pur con tutti i difetti propri di ogni legge, &lt;st1:personname productid="la riforma Castelli" st="on"&gt;la riforma Castelli&lt;/st1:personname&gt; tentava di scrostare le ataviche anomalie delle nostre procure, riaffermando il principio costituzionale della terzietà del giudice e limitando l'eccessiva arbitrarietà dei pm nell'esercizio dell'azione penale. Non era forse la migliore riforma possibile, ma era certamente un primo passo che cercava peraltro un compromesso tra le opposte istanze di avvocati e magistrati. La stessa separazione delle funzioni, requirente e giudicante, tendeva a sintetizzare le richieste dell'Unione Camere Penali - favorevole alla separazione delle carriere - e quelle dell'Associazione Nazionale dei Magistrati, aperta all'ipotesi d'incompatibilità territoriale. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il governo Prodi ha invece scelto ancora una volta di non scegliere, di lasciare tutto com'è, sposando così la grottesca teoria Borrelli per la quale la separazione delle funzioni esisterebbe già nel nostro ordinamento dal momento che i pm non scrivono le sentenze dei giudici. L'Unione ha scelto di evitare il percorso di una vera sinistra riformista, aperta ad una visione liberale della giustizia, che pone le garanzie individuali sullo stesso piano di quelle collettive. Mastella promette di rimettere presto mano alla separazione delle carriere ma Magistratura Democratica, già insoddisfatta per la cancellazione completa della Castelli, è pronta ad alzare le barricate su ogni ulteriore cedimento verso il garantismo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-116222607301148544?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/116222607301148544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=116222607301148544' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/116222607301148544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/116222607301148544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/10/un-mastellum-per-servire-le-toghe.html' title='Un Mastellum per servire le toghe rosse'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-116074099408661098</id><published>2006-10-13T14:01:00.000+02:00</published><updated>2006-10-13T14:05:28.896+02:00</updated><title type='text'>Per Confindustria non è questione solo di Tfr</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;“La manovra finanziaria è debole e insoddisfacente, priva dei preannunciati interventi strutturali sui grandi capitoli di spesa pubblica”. Non è l’ennesima critica proveniente dalle file dell’opposizione ma il giudizio durissimo espresso dal vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei, sul testo presentato dal governo nell’audizione di mercoledì davanti alla commissione Bilancio della Camera. Non è dunque solo il trasferimento del Tfr, come vorrebbe far credere il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa, a sollevare le critiche di Confindustria alla finanziaria presentata dal governo. A preoccupare è l’intento complessivo della manovra troppo sbilanciato, secondo Viale dell’Astronomia, sull’obiettivo “redistribuzione” a danno dell’obiettivo “crescita” che semmai finisce per essere sfavorito da un aumento del carico fiscale. Nell’intervento in commissione Bilancio Bombassei ha infatti sottolineato l’importanza di ridistribuire le opportunità e non solo il potere d’acquisto investendo su scuola, università e formazione. Pur apprezzando lo sforzo sul cuneo fiscale la grande industria considera la manovra incapace di affrontare il problema del contenimento della spesa. In particolare Bombassei ha lamentato la mancanza di riforme strutturali sulla spesa sanitaria destinata a crescere rispetto allo scorso anno da 91 a 103 miliardi di euro con un incremento di ben il 13%! Un aggravio notevole per l’erario che potrà essere coperto solo con l’aumento delle addizionali puntualmente sbloccate dal governo. Ed è proprio questo punto ad irritare gli industriali. La copertura integrale della spesa sanitaria infatti potrà consentire anche lo sblocco dell’addizionale Irap, oltre l’uno per cento attualmente previsto, scaricando così sulle imprese la gestione poco oculata della sanità da parte degli amministratori locali.&lt;br /&gt;Rebus sic stantibus risulta evidente come la rottura dell’idillio tra Unione e vertici degli industriali vada ben oltre l’intervento del Tfr. I numeri della manovra sono chiarissimi nell’indicare l’impronta dirigista del governo che in questo modo non aiuterà certo ad accelerare la pur timida ripresa del Paese.&lt;br /&gt;A Montezemolo ora non resta che spiegare alla sua base come fosse possibile attendersi da una coalizione con una componente massimalista così consistente una politica economica differente. Su 35 miliardi di manovra meno di 15 serviranno a correggere il disavanzo e ben 20 serviranno invece a soddisfare le aspirazioni di “giustizia sociale” del centrosinistra. Aspirazioni destinate peraltro a non portare alcun concreto risultato. Quale giustizia sociale infatti garantisce una manovra che abbassa la soglia dell’aliquota massima a 75 mila euro di reddito lasciandola invariata per i redditi oltre i 100 mila? Quale giustizia sociale realizza una manovra che introduce il ticket per il pronto soccorso e sblocca le addizionali comunali, aumentando di fatto imposte che colpiscono senza distinzione di censo? Quale giustizia sociale rende possibile una manovra che dimentica i lavoratori precari per i quali in campagna elettorale si erano sprecati fiumi di promesse? La coperta è corta si continua a ripetere. Verissimo. Sbagliare in certe situazioni è terribilmente facile. Proprio per questo però un governo saggio dovrebbe mettere da parte gli intenti moralistici di vana redistribuzione evitando di mettere la mani nelle tasche dei cittadini.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-116074099408661098?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/116074099408661098/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=116074099408661098' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/116074099408661098'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/116074099408661098'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/10/per-confindustria-non-questione-solo.html' title='Per Confindustria non è questione solo di Tfr'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-116049000640831495</id><published>2006-10-10T16:20:00.000+02:00</published><updated>2006-10-11T18:34:46.853+02:00</updated><title type='text'>L’Istat sconfessa un'altra bugia: dal 2004 cresciamo in innovazione</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Dopo l’aumento del gettito fiscale e l’inversione di tendenza nel rapporto deficit/Pil, arriva dall’&lt;a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20061009_00/"&gt;Istat&lt;/a&gt; un nuovo tassello di verità sui risultati del governo Berlusconi, quello relativo all’andamento degli investimenti in ricerca e sviluppo. Per il 2004 l’Istituto nazionale di statistica ha registrato rispetto all’anno precedente una crescita della spesa in R&amp;S intra muros (cioè svolta da imprese e istituzioni al loro interno) del +3,3% in termini monetari, con un ammontare complessivo pari a oltre 15 miliardi. Non è tutto. Nello studio appena diffuso l’Istat prevede sulla stessa spesa un aumento anche per il 2005 e il 2006 rispettivamente del 5,6 per cento e del 4,1 per cento.&lt;br /&gt;Insomma una volta di più viene svelata la grave distorsione della realtà rappresentata da quanti, tabelle e grafici alla mano, continuano a strapparsi i capelli per le gravi mancanze del governo Berlusconi. È lo stesso Istat del resto che, nella relazione introduttiva, indica nelle misure adottate due anni fa dal governo la causa principale dell’incremento della spesa in R&amp;amp;S.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;Ed infatti al 2004 risale la Tecnotremonti, il decreto legge che defiscalizzava le spese sostenute dalle imprese in innovazione. Nello stesso periodo inoltre il governo di centrodestra varava tre interventi fondamentali per la modernizzazione del sistema paese: il Fondo Centrale di Garanzia, con una dotazione di 160 milioni di euro per innescare investimenti in innovazione digitale per almeno 3,2 miliardi di euro da parte di oltre 16 mila piccole e medie imprese; gli Accordi di Programma Quadro, con 100 milioni di euro per quelle zone del sud già pronte per progetti innovativi; il Fondo High Tech, con cui il Cipe stanziava 100 milioni di euro per la nascita di piccole e medie imprese ad alta tecnologia nel Sud. Come sorprendersi allora oggi dei dati Istat? Ma soprattutto quanto pesa la “innocente approssimazione” di una certa stampa sulla democraticità delle nostre istituzioni?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Ad una manciata di giorni dall’elezioni politiche (per l’esattezza il 29 marzo 2005), il &lt;a href="http://www.ragionpolitica.it/testo.5299.html"&gt;Sole24ore&lt;/a&gt; pubblicò nelle prime pagine una serie di tabelle sullo stato degli investimenti in innovazione nel nostro Paese basato su una fonte indiscutibilmente autorevole: il Factbook 2006 dell’Ocse. Dati alla mano l’inchiesta sembrava bocciare in toto la politica del governo Berlusconi nel campo dell’innovazione, leva fondamentale per il rilancio della competitività. Il Paese risultava indietro in particolare negli investimenti nella ricerca e nella formazione di laureati in materie scientifiche. E tuttavia nelle didascalie a margine delle tabelle Ocse, in un corsivo minuscolo, si nascondeva un’indicazione tutt’altro che marginale. Molte di quelle cifre erano riferite al 2002 e al 2003. Insomma all’esecutivo in carica dal 2001 venivano affibbiati risultati che evidentemente non potevano essere maturati sotto i suoi interventi. Com’è possibile infatti pensare che in due anni un governo possa aumentare il numero dei laureati in ingegneria? Da un punto di vista strettamente analitico bisognerebbe capire una volta per tutte come gli effetti di alcuni interventi normativi non possono essere valutati con precisione nell’immediato. I dati pubblicati ieri dall’Istat mostrano oggi quanto la pioggia di cifre negative fosse subdola e abbia fornito, in un momento cruciale per una sfida elettorale giocata su un pugno di voti, una visione distorta della realtà a tutto svantaggio del governo uscente e dell'Italia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-116049000640831495?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/116049000640831495/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=116049000640831495' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/116049000640831495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/116049000640831495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/10/listat-sconfessa-unaltra-bugia-dal.html' title='L’Istat sconfessa un&apos;altra bugia: dal 2004 cresciamo in innovazione'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-116047092575342937</id><published>2006-10-10T11:00:00.000+02:00</published><updated>2006-10-10T11:59:58.313+02:00</updated><title type='text'>L’ambiguità croce e delizia di Prodi</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/prodimic.3.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/prodi06p.8.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 135px; CURSOR: hand; HEIGHT: 137px" height="170" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/200/prodi06p.4.jpg" width="114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/prodi06p.9.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 126px; CURSOR: hand; HEIGHT: 137px" height="168" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/200/prodi06p.5.jpg" width="120" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/prodi06p.11.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 130px; CURSOR: hand; HEIGHT: 137px" height="130" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/200/prodi06p.7.jpg" width="138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/prodi06p.12.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 119px; CURSOR: hand; HEIGHT: 137px" height="135" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/200/prodi06p.8.jpg" width="137" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/prodi06p.13.jpg"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/prodimic.2.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/prodimic.1.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Le ataviche contraddizioni interne all’attuale maggioranza hanno uno snodo ben preciso che risiede nel non programma varato dal centrosinistra un anno fa circa. Quando da questa parte si dileggiava quel grazioso e ilare volumetto, ostentato da Prodi &amp; Co. come la soluzione di tutti i problemi, come quel che avrebbe fatto il Bene dell’Italia, fummo tacciati di superficialità, di approccio preconcetto e partigiano. Oggi è chiaro in realtà come la falla della Tav non fu certo una semplice svista ma l’indicatore della linea politica perseguita dall’ammucchiata antiberlusconiana: quella del non scelta. Ecco quindi un programma ricchissimo di grandi propositi, di ottimi slogan elettorali ma privo di qualsiasi linea strategica. Così le domande sul taglio del cuneo fiscale: in quanto tempo? per chi? e soprattutto con quali risorse? Così le domande sugli stanziamenti a scuola, sanità e ricerca? Così le domande sulla politica estera al grido fuori dall’Iraq. Ovunque ambiguità dettata da indecisione prima che da strategia. Perché se c’è qualcosa di cui a detta di tutti questo governo è sprovvisto è appunto una linea politica chiara. Non si tratta qui di sapere esattamente con quali misure e in quale modo ma quali leve vuoi utilizzare per risollevare questo benedetto paese? Lo scotto di impopolarità che l’esecutivo sta pagando è uno scotto stupido perché in termini politici non porta da nessuna parte. Ben più lungimirante sarebbe stato per esempio sposare in pieno una linea riformista che senza toccare il sistema fiscale – che a detta dello stesso governo funzionerebbe bene – avesse spinto con forza sull’innovazione delle imprese e sulla ricerca. Magari alla maniera “sinistra”, cioè con contributi diretti anziché con agevolazioni o defiscalizzazioni, ma comunque in una direzione chiara scelta da chi, vinte le elezioni, sacrifica le istanze dell’ala massimalista puntando a soddisfarle semmai nei prossimi anni magari con un Pil migliore. Certo questa strategia avrebbe destabilizzato la maggioranza, con rischi conseguenti di tenuta parlamentare, ma dove conduce invece questo coricarsi sul conservatorismo sindacale? Da sedicente economista risanatore Tommaso Padoa Schioppa si è adattato al ruolo di ragioniere fallimentare. La ratio seguita è stata più o meno questa: l’azienda sta crollando, spartiamoci quel po’ di dividendi accontentando il nostro azionista con più peso – leggi sindacato – non certo con più voti. &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/Prodiuf.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Il problema politico di tenere insieme una maggioranza composita poteva in realtà essere risolto &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;alla radice con un programma sintetico e preciso. Piuttosto che autoproclamarsi salvatori della patria Prodi &amp;amp; Co. avrebbero dovuto prendere atto della estrema diversità delle posizioni all’interno del centrosinistra e individuare pochi punti precisi, perlomeno in politica economica, entro i quali il futuro governo si sarebbe mosso. Il metodo evidentemente era però troppo rischioso per chi come il premier aspirava ad occuparsi di affari più che di politica. Di qui l’accontentarsi di un solo mandato, sufficiente a stabilizzare nuovi potentati per i prossimi decenni, purtroppo sufficiente però anche a minare nelle fondamenta le speranze di un riscatto che il nostro Paese proprio oggi sarebbe pronto ad ottenere.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-116047092575342937?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/116047092575342937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=116047092575342937' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/116047092575342937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/116047092575342937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/10/lambiguit-croce-e-delizia-di-prodi.html' title='L’ambiguità croce e delizia di Prodi'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-116004207312402523</id><published>2006-10-05T11:47:00.000+02:00</published><updated>2006-10-05T11:54:37.483+02:00</updated><title type='text'>Video Al Jazeera: l'attacco di un'araba all'Islam</title><content type='html'>&lt;a href="http://switch3.castup.net/cunet/gm.asp?ai=214&amp;ar=1050wmv&amp;amp;ak=null"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt; il dibattito, trasmesso da Al Jazeera, con l'intervento di Wafa Sultan, una psicologa arabo-americana di Los Angeles. Sembra che il link possa essere disattivato a breve nel frattempo può essere utile visionarlo. E' solo un punto di vista per carità ma è sempre molto interessante vedere quanto forte possa essere la discussione in questo momento nel mondo arabo.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-116004207312402523?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/116004207312402523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=116004207312402523' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/116004207312402523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/116004207312402523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/10/video-al-jazeera-lattacco-di-unaraba.html' title='Video Al Jazeera: l&apos;attacco di un&apos;araba all&apos;Islam'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115988940549431578</id><published>2006-10-03T17:20:00.000+02:00</published><updated>2006-10-03T17:30:06.326+02:00</updated><title type='text'>Da Paperinik a Topolanek</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:78%;"&gt;Il premier conservatore ceco, Mirek Topolanek, ha chiesto oggi in una seduta del Parlamento a Praga la fiducia per il suo gabinetto di minoranza con il quale vorrebbe arrivare fino ad elezioni anticipate nei prossimi mesi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/225px-Paperinik.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/225px-Paperinik.0.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/320/225px-Paperinik.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/topolanek.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" height="247" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/320/topolanek.jpg" width="211" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115988940549431578?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115988940549431578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115988940549431578' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115988940549431578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115988940549431578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/10/da-paperinik-topolanek.html' title='Da Paperinik a Topolanek'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115979931595395301</id><published>2006-10-02T16:27:00.000+02:00</published><updated>2006-10-02T16:29:24.386+02:00</updated><title type='text'>Giavazzi stupi(t)o?</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Troppo ci sarebbe da scrivere sulla finanziaria preparata dai prodini. Ora voglio estrapolare soltanto queste poche righe dall’editoriale del solito Gavazzi comparso oggi sulla prima pagina del Corriere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tra le nuove entrate la Finanziaria iscrive 5 miliardi che deriverebbero dal trasferimento all'Inps di una quota del Tfr. Mi &lt;strong&gt;stupisce&lt;/strong&gt; che il Consiglio dei ministri abbia firmato questo provvedimento che può apparire come un trucco contabile: si chiama entrata l'accensione di un debito verso i lavoratori dipendenti.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Non m’interessa qui disquisire della mossa brillante con cui TPS, fino a ieri Solone di Francoforte, abbia iscritto come entrata gli accantonamenti previdenziali dei dipendenti. Piuttosto mi chiedo, volendo dare per scontata la buona fede di Giavazzi, a questi professori viene mai il dubbio di aver sparato cazzate? Quando si trattava di bacchettare il governo Berlusconi, Giavazzi non risparmiava severità oltremodo, dando per scontato che il centrosinistra al governo non avrebbe mai sbagliato un colpo nell’attuare la sua politica di rigore. Ora caro Giavazzi qualcuno come lei dovrebbe cominciare a riconsiderare la sicurezza di un tempo. &lt;strong&gt;Noi per esempio non ci stupiamo affatto&lt;/strong&gt; per come il governo pensa di aggirare in vincoli europei. Piuttosto ci aspetteremo da lei la stessa severità che usa ancora oggi contro l’ex ministro Giulio Tremonti quando ricorda il “ricorso disinvolto” del precedente governo alla Cassa Deposito e prestiti. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115979931595395301?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115979931595395301/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115979931595395301' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115979931595395301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115979931595395301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/10/giavazzi-stupito.html' title='Giavazzi stupi(t)o?'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115951907708100979</id><published>2006-09-29T10:31:00.000+02:00</published><updated>2006-09-29T10:37:57.536+02:00</updated><title type='text'>Presidente sorrida, l’Italia che cresce è berlusconiana</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Cosa possa passare nella testa di un uomo che arriva al giro di boa dei settanta anni può saperlo solo chi settanta anni li ha vissuti sulla propria pelle, non certo io. Quello che invece so per certo è che l’uomo che oggi compie settanta anni e che risponde al nome di Silvio Berlusconi ha segnato la vita del mio Paese come pochi nella nostra storia. Sorrido in questi giorni quando vedo lo sconforto dei tanti amici sinistri per le poco esaltanti vicissitudini della maggioranza che li rappresenta. Tanti di loro hanno formato il proprio credo politico in questi anni di berlusconismo, sull’onda facile di una critica continua, massiccia, che non ha risparmiato nessun aspetto della politica del Cavaliere. Eppure oggi proprio sui loro volti io leggo ancora più forte di prima l’incidenza del suo governo, onorevole Berlusconi, sulla maturità democratica dell’Italia che verrà. Le sue uscite arrembanti e combattive hanno lasciato spazio ad un’Italia troppo vecchia che molti di noi credevano ormai superata. Ma se oggi suscita tanto imbarazzo il dilettantismo di Romano Prodi sulla stessa stampa che ne promosse l’avvento a Palazzo Chigi, questo è proprio per un inevitabile e forse anche inconsapevole raffronto che tutti, anche coloro che più l’hanno detestata, sono costretti a fare. L’avevo scritto l’indomani della sconfitta del 9 aprile. &lt;strong&gt;Berlusconi ha perso ma il berlusconismo è più forte di prima.&lt;/strong&gt; Lo confermo oggi. Lì dove vedo come il berlusconismo non definisca semplicemente un carattere – il migliore - della nostra parte politica bensì indicchi un approccio alla politica inopinabilmente nuovo che ha ormai fatto breccia in tutti gli italiani. &lt;strong&gt;Una volta era uso credere che l’inafferrabile fosse il linguaggio naturale della classe politica, dei governanti del nostro Paese.&lt;/strong&gt; Il parlare diretto era piuttosto indice di superficialità, di demagogia non certo di fine pensiero politico. La sua scelta coraggiosa di sporcarsi le mani nei luridi corridoi dei palazzi romani ha rotto quello schema, forse definitivamente. Io oggi so che al governo è tornato un gran bel pezzo di prima repubblica. Eppure al tempo stesso so che anche per i suoi più acerrimi avversari il suo stile resta un punto fisso col quale confrontarsi perché da lì veramente non è più pensabile tornare indietro. Quale che sia la sua prossima strategia politica presidente stia tranquillo, c’è la sua impronta profonda nel nuovo modo di pensare di questo Paese ora. Auguri presidente.&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115951907708100979?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115951907708100979/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115951907708100979' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115951907708100979'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115951907708100979'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/09/presidente-sorrida-litalia-che-cresce.html' title='Presidente sorrida, l’Italia che cresce è berlusconiana'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115946061558598011</id><published>2006-09-28T18:20:00.000+02:00</published><updated>2006-09-28T18:23:36.073+02:00</updated><title type='text'>Carote radicali</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;Estratto dal Riformista del 27 settembre 2006, pag. 7&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Federico Punzi&lt;br /&gt;Caro direttore, perché una sinistra che si direbbe laicista non riesce a dire un sì chiaro e forte all'eutanasia, neanche quando i sondaggi rivelano che la maggioranza degli italiani è favorevole?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risposta: perché altrimenti che sfizio ci sarebbe ad inkulare i radicali dopo averne preso i voti?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115946061558598011?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115946061558598011/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115946061558598011' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115946061558598011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115946061558598011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/09/carote-radicali.html' title='Carote radicali'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115945052830827791</id><published>2006-09-28T15:31:00.000+02:00</published><updated>2006-09-28T15:35:28.780+02:00</updated><title type='text'>Happy birthday mister president</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/18%20Silvio%20Berlusconi%202.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/320/18%20Silvio%20Berlusconi%202.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115945052830827791?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115945052830827791/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115945052830827791' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115945052830827791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115945052830827791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/09/happy-birthday-mister-president.html' title='Happy birthday mister president'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115919695310629198</id><published>2006-09-25T17:08:00.000+02:00</published><updated>2006-09-26T18:05:28.410+02:00</updated><title type='text'>Da Pannella  a Nusco, un filo sottile</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;«Ciriaco tu ci dai il tuo apporto determinante, lo dico non per retorica ma sinceramente guardandoti negli occhi» ( oggi sul &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://ilmattino.caltanet.it/mattino/view.php?data=20060925&amp;ediz=SALERNO&amp;amp;amp;amp;amp;npag=22&amp;file=1APER.xml&amp;amp;type=STANDARD"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Mattino&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;).&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;E' lo slancio omoaffettivo (direbbe ACP) con cui Francesco Rutelli ha chiuso la Festa DL di Pontecagnano, consapevole che un intellettuale della Magna Grecia non può che apprezzare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: Ciccio ma dopo Caorle e Pontecagnano le feste son finite?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115919695310629198?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115919695310629198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115919695310629198' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115919695310629198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115919695310629198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/09/da-pannella-nusco-un-filo-sottile.html' title='Da Pannella  a Nusco, un filo sottile'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115867214999493996</id><published>2006-09-19T15:12:00.000+02:00</published><updated>2006-09-19T15:22:30.520+02:00</updated><title type='text'>Ahmadinejad: l'integralista diplomatico</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;A conferma di quanto scrivevo ieri il presidente iraniano ha colto l'occasione per mettere a segno ancora un colpo a suo favore. Da un lato pur da una posizione integralista si propone con forza come interlocutore inevitabile del dialogo col mondo musulmano. Dall'altro si allinea al messaggio più importante lanciato dal Pontefice nella visita in Baviera relativamente ad un riavvicinamento dell'occidente ai valori cristiani. Piaccia o meno questa è politica signori. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;PAPA: AHMADINEJAD ESPRIME "RISPETTO" PER BENEDETTO XVI (AGI/AFP) - Caracas, 19 set. - Usando un tono estremamente conciliatorio il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha espresso "rispetto" per Benedetto XVI e ha detto di apprezzare il fatto che abbia "modificato" le sue dichiarazioni di Ratisbona. Contraddicendo le dure condanne espresso ieri dal governo di Teheran e dalla guida suprema, l'ayatollah Ali Kamenei, Ahmadinejad in visita a Caracas ha detto di "rispettare il Papa e tutti quelli interessati nella pace e nella giustizia" e di "riconoscere che (il Papa, ndr) ha modificato le affermazioni fatte". Mentre tendeva una ramoscello d'ulivo il presidente iraniano ha colto pero' l'occasione per sottolineare le contraddizioni tra i valori cristiani delle nazioni occidentali e le guerre iniziate dagli stessi Paesi. "Tutte le guerre del XX secolo sono state provocate dai Paesi europei e dagli Stati Uniti", ha detto Hamadinejad, sottolineando soprattutto che l'amministrazione Usa non puo definirsi cristiana "perche' Cristo come tutti gli altri profeti di Dio era un profeta di giustizia e pace per l'umanita' ". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:78%;"&gt;PAPA: AHMADINEJAD DIFENDE IL PONTEFICE, LE SUE PAROLE MALE INTERPRETATE Caracas, 19 set. (Adnkronos) - Il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad difende il Papa. Le parole che Benedetto XVI ha pronunciato a Ratisbona ''sono state male interpretate'', ha sottolineato il leader iraniano. ''Rispettiamo il Papa e tutte le persone che difendono la pace e la giustizia'', ha affermato inoltre nella conferenza stampa a Caracas con cui ha concluso la sua visita di due giorni in Venezuela. ''Tutte le guerre del Ventesimo secolo sono state provocate dai Paesi europei e dagli Stati Uniti. Una parte del governo americano si dice cristiana, pero' non lo e', perche' Cristo, come tutti i profeti di Dio, e' stato profeta di giustizia e di pace'', ha quindi concluso. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115867214999493996?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115867214999493996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115867214999493996' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115867214999493996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115867214999493996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/09/ahmadinejad-lintegralista-diplomatico.html' title='Ahmadinejad: l&apos;integralista diplomatico'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115866122729890576</id><published>2006-09-19T12:17:00.000+02:00</published><updated>2006-09-19T12:20:27.730+02:00</updated><title type='text'>Dietro Schimtt le tentazioni consociative di Rocco</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Pur avendola successivamente affogata in un panegirico berlusconiano, la castroneria di Rocco Buttiglione, relativa al parallelismo Schimtt-Berlusconi, ha fatto emergere la sottile ma netta discriminante tra il berlusconismo e il democristianesimo. Con la sua maldestra citazione il presidente dell’Udc ha inconsapevolmente messo il dito infatti su quello che è un retaggio ancora vivissimo nei vertici del suo partito e che va sotto il nome di inciucio.&lt;br /&gt;Intendiamoci la grossolana lettura schimttiana da parte di un filosofo prestato alla politica un po’ ci delude. Più che filosofo politico Carl Schimtt è un giurista e il suo concetto politico amico-nemico discende da un analisi empirica che lo porta ad individuare in questa contrapposizione la sintesi della politica. Quella di Schimtt è una definizione concettuale autonoma dal campo della morale, dell’estetica o dell’economia. Non v'è bisogno, scrive infatti Schimtt*, che il nemico politico sia moralmente cattivo, o esteticamente brutto; egli non deve necessariamente presentarsi come concorrente economico e forse può anche apparire vantaggioso concludere affari con lui. Il nemico è quindi semplicemente l’altro e questo essere altro da sé, dall’amico, giustifica nella visione schmittiana il ricorso anche allo scontro violento che non è peraltro in Schimtt un esito scontato del confronto. Quanto possa essere azzardato oggi riprendere questo pensiero politico maturato nella Germania degli anni ’20 appare comunque evidente. Lo stesso Schimtt** del resto considerò superata la sua definizione dinanzi alla constatazione che la guerra moderna era ormai sciolta dallo Stato, dalla difesa di un territorio, di una comunità ed era diventata guerra ideologica contro un nemico privato, non più hostis dunque ma inimicus.&lt;br /&gt;Eppure al di là dell’inappropriatezza della citazione, il discorso di Buttiglione è un sintomo chiaro delle pulsioni consociative che fermentano nel suo partito. La contrapposizione tra le due linee che si sono sviluppate all’interno della Cdl non è infatti, come afferma il presidente dell’Udc, tra falchi e colombe, tra chi vuole a tutti i costi attaccare l’Unione e i fautori del dialogo. &lt;strong&gt;Il confronto è tra chi vuole restare fedele al mandato popolare di una dura e ferma opposizione e chi invece, nostalgico della prima Repubblica, vorrebbe riprendere un dialogo consociativo non nell’interesse del Paese ma nell’interesse di potere del proprio partito&lt;/strong&gt;. Eppure Buttiglione sa che Forza Italia sostenne il governo D’Alema nella missione in Kosovo. Sa che in commissione Difesa la Cdl ha votato favorevolmente all’impegno in Libano. Sa insomma che i suoi alleati non retrocedono davanti alla responsabilità di sostenere scelte positive per l’Italia. Non solo. Buttiglione ha anche piena consapevolezza di quanto l’attuale maggioranza abbia risposto picche alla ricerca di dialogo costruttivo proposto dalla Cdl. Così è stato per le più alte cariche dello Stato, così è tuttora col rifiuto di riconoscere, anche ad urne chiuse, ogni minimo merito al precedente governo, sia sul fronte conti pubblici – nonostante l’aumento del gettito fiscale – sia sul versante della politica estera con i continui distinguo sulla missione in Irak. Ecco dunque caro Buttiglione che noi elettori di centrodestra - di Fi, An, Lega e come lei sa anche dell’Udc -  facciamo fatica a non vedere nel suo ragionamento la malizia di chi vorrebbe preparare il terreno per salti futuri. Fatichiamo a capire perché lei non veda ciò che è sotto gli occhi di tutti e cioè che è la sinistra che dal novembre del ’93 ha trasformato Silvio Berlusconi in un nemico privato (inimicus) da distruggere. Se oggi Schimtt può conservare una propria attualità è proprio recuperando quel concetto di nemico politico come altro da sé, col quale confrontarsi e non necessariamente scontrarsi ma non certo inciuciare. Mantenere la Cdl su un confine preciso, definito e marcato dall’Unione non significa aspirare alla distruzione dell’avversario ma al rafforzamento della nostra identità – e quindi anche del bipolarismo - che sarà più forte, quanto più saremo in grado di essere qualcosa di diverso da questo centrosinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;* Il concetto politico (1927)&lt;br /&gt;** Teoria del partigiano (1963)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115866122729890576?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115866122729890576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115866122729890576' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115866122729890576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115866122729890576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/09/dietro-schimtt-le-tentazioni.html' title='Dietro Schimtt le tentazioni consociative di Rocco'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115860287661430465</id><published>2006-09-18T20:06:00.000+02:00</published><updated>2006-09-19T10:55:06.776+02:00</updated><title type='text'>Perché è giusto parlare con Ahmadinejad</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;A destra non dobbiamo imitare la pessima abitudine sinistra di criticare ogni cosa che fa l’avversario. Senza sapere ancora come si svolgerà e che esito avrà non posso non considerare positivo l’incontro che Romano Prodi avrà con il presidente iraniano Ahmadinejad. &lt;strong&gt;Quando non ha elementi per giudicare un vero liberale aspetta e guarda con interesse ad ogni passo diplomatico. &lt;/strong&gt;Non si può escludere a priori il dialogo con l’Iran. Quindi mi spiace ma Sandro Bondi e chi con lui, fosse anche Silvio, critica questa mossa del premier sbaglia. Con il governo iraniano dobbiamo parlare, non di certo &lt;em&gt;inciuciare&lt;/em&gt; ma parlare sì. Al di là della retorica, certamente condannabile, Ahmadinejad resta un personaggio chiave per recuperare un equilibrio nell’area mediorientale. Questo non significa trovare compromessi a qualsiasi costo. Ma semplicemente capire che margini di trattativa possono esserci. E chi si sdegna ricordi che la diplomazia è soprattutto questo.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115860287661430465?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115860287661430465/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115860287661430465' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115860287661430465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115860287661430465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/09/perch-giusto-parlare-con-ahmadinejad.html' title='Perché è giusto parlare con Ahmadinejad'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115834221886985592</id><published>2006-09-15T19:31:00.000+02:00</published><updated>2006-09-15T19:54:25.706+02:00</updated><title type='text'>...e liberaci dalle lobby</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Era il titolo di prima pagina dell'Espresso l'indomani del decreto Bersani sulle liberalizzazioni. Questa mattina Francesco Rutelli, in qualità di ministro per i Beni culturali, ha ufficializzato la nomina di Umberto Paolucci a presidente dell'Enit, l'Ente nazionale per il turismo. Paolucci è il fondatore di Microsoft Italia e attuale vicepresidente di Microsoft corporation e andrà a ricoprire un incarico in un dicastero particolarmente nevralgico in tempi di open source. Sono curioso di sapere cosa ne pensa di questa nomina Fiorello Cortiana, senatore dei Verdi e fiero nemico di Microsoft che durante la scorsa legislatura paventava continuamente collateralismi tra il governo Berlusconi e la società di Bill Gates. Non è qui in discussione il valore di Paolucci come manager in grado di far bene anche nel pubblico, resta però l'inopportunità di questa nomina mentre a Bruxellese la Kroes, commissario alla concorrenza, sta mandando avanti un duro scontro col colosso americano perchè paghi a multa inflitta nel marzo del 2004 per abuso di posizione dominante. Quando si dice: conflitti d'interesse...&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115834221886985592?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115834221886985592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115834221886985592' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115834221886985592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115834221886985592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/09/e-liberaci-dalle-lobby.html' title='...e liberaci dalle lobby'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115833756067679903</id><published>2006-09-15T18:25:00.000+02:00</published><updated>2006-09-15T18:38:37.226+02:00</updated><title type='text'>Santoro manda la Borromeo a scoprire il degrado in visone</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;L'ottimo &lt;/span&gt;&lt;a href="http://harry.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=984293"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;harry&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt; descrive mirabilmente lo spregevole servizio pubblico di Michele Santoro che con la sua chioma punta decisamente a diventare la nuova Carrà di mamma Rai. Io mi limito a segnalare la grottesca scena con cui la bella Borromeo s'improvvisa reporter d'assalto negli scantinati cinesi col suo splendido collo di visone. Ed io non posso non pensare alla foto di Oliviero Toscani per la campagna animalista nella quale la testa di una maiala è avvolta in una pelliccia.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115833756067679903?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115833756067679903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115833756067679903' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115833756067679903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115833756067679903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/09/santoro-manda-la-borromeo-scoprire-il.html' title='Santoro manda la Borromeo a scoprire il degrado in visone'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115833202352096032</id><published>2006-09-15T16:43:00.000+02:00</published><updated>2006-09-15T18:33:10.453+02:00</updated><title type='text'>Poppopo...provera;)</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/prodi06p.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/320/prodi06p.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115833202352096032?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115833202352096032/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115833202352096032' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115833202352096032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115833202352096032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/09/poppopoprovera.html' title='Poppopo...provera;)'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115823489039699544</id><published>2006-09-14T13:53:00.000+02:00</published><updated>2006-09-14T13:54:50.746+02:00</updated><title type='text'>Stasera Anno Zero della I Repubblica</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Se perdi il lavoro non cercarne un altro ma piangi finquando non lo riavrai.&lt;/strong&gt; È questo il significato più triste che la love story tra Rai e Michele Santoro indirettamente ma decisamente ci trasmette. Da sempre il servizio pubblico ha avuto i suoi martiri estromessi dall’alternanza delle correnti politiche di turno. Spesso la rimozione è avvenuta a dispetto del consenso televisivo che il giornalista aveva saputo conquistare. Ma vi è una differenza fondamentale. Gianfranco Funari, Oliviero Beha, Massimo Fini e gli stessi Enzo Biagi e Luttazzi ed oggi Clemente Mimun, dopo essere stati ostracizzati si rimboccarono le maniche e forti della loro professionalità cercarono fortuna altrove. Michele Santoro no. Come i rampolli di famiglia viziati ha cominciato a fregnare, manco il suo caso fosse il primo della storia televisiva italiana. Quello che sdegna nell’affaire Santoro non è il suo reintegro ma l’atteggiamento col quale ha ottenuto il giocattolo che tanti suoi colleghi altrettanto meritevoli non avranno mai. Riesce difficile infatti comprendere le difficoltà nel trovare una nuova collocazione per un professionista dell’informazione che ha avuto la capacità, ma anche la fortuna, di lavorare per oltre dieci anni nella prima serata della Rai. Invece il viziato ha cominciato a piangere, ottenendo dal suo partito di riferimento una poltrona a Strasburgo con l’obiettivo semplicemente di avere un nuovo palchetto dal quale piagnucolare ancora. Stasera ritorna. E come i ragazzini per la vittoria della loro squadra del cuore, Santoro ci regala il suo crin dorato. Giustizia è fatta Michelino, hai di nuovo il pane quotidiano. Povera Italia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115823489039699544?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115823489039699544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115823489039699544' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115823489039699544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115823489039699544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/09/stasera-anno-zero-della-i-repubblica.html' title='Stasera Anno Zero della I Repubblica'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115771175695837735</id><published>2006-09-08T12:24:00.000+02:00</published><updated>2006-09-08T12:38:20.776+02:00</updated><title type='text'>Francazzismo sessantottino, un mito imbecille</title><content type='html'>&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Secondo Sergio Romano (su Panorama) sarebbe ora che anche in Italia si aprisse un dibattito sugli effetti deleteri del '68. Ma qui da noi non vedo Sarkosy all’orizzonte. Ed è difficile immaginarsi un simile passo con questa maggioranza per cui quel periodo rappresenta ancora un sancta sanctorum inattaccabile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115771175695837735?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115771175695837735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115771175695837735' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115771175695837735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115771175695837735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/09/francazzismo-sessantottino-un-mito.html' title='Francazzismo sessantottino, un mito imbecille'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115771005236312486</id><published>2006-09-08T11:53:00.000+02:00</published><updated>2006-09-08T14:50:31.696+02:00</updated><title type='text'>Bionda, bella bionda</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/santo.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/200/santo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Michele Santoro ritorna in TV e per l'occasione sfoggia il suo nuovo look biondo. A fargli compagnia ci sarà anche Beatrice Borromeo, che non è semplicemente la nipote di Marta Marzotto (come scrive oggi il Corriere) ma la cognata di John Elkaan. Bentornato a questo giornalista di sinistra pronto a far le pulci ai poteri forti. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115771005236312486?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115771005236312486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115771005236312486' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115771005236312486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115771005236312486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/09/bionda-bella-bionda.html' title='Bionda, bella bionda'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115763743739456306</id><published>2006-09-07T15:49:00.000+02:00</published><updated>2006-09-07T15:58:44.006+02:00</updated><title type='text'>Preghiera per la notte bianca</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;San Peroscopo ti prego, siamo ancora in tempo per regalarci ancora una notte bianca inzuppata. Ancora in tempo perchè il cielo rida delle kazzate fino alla &lt;em&gt;scoperta dell'alba&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115763743739456306?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115763743739456306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115763743739456306' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115763743739456306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115763743739456306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/09/preghiera-per-la-notte-bianca.html' title='Preghiera per la notte bianca'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115763675941472076</id><published>2006-09-07T15:43:00.000+02:00</published><updated>2006-09-07T15:48:34.580+02:00</updated><title type='text'>Follini scoreggia ancora</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Boccuccia a culo di gallina torna a sparare cagate. Oggi sul &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.radicali.it/view.php?id=69180"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Corriere&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt; manifesta il suo dissenso per l’editoriale con cui Sergio Romano richiamava Silvio Berlusconi ai propri doveri di leader dell’opposizione. Per quanto gli bruci ancora – e solo il cielo sa quanto possa bruciare il culo di una gallina – Marco Follini dovrebbe finalmente realizzare che la rimonta della Cdl avvenne proprio quando Silvio mandò a quel paese gente ambigua come. Marcuzzo ancora vaneggia di un centrodestra inesistente, di poli da rifondare senza avere peraltro il coraggio di parlare apertamente del suo progetto centrista che prevede la riunificazione dei dioscuri e la discesa di un altro saccente come Mario Monti. Ma chi è questo carneade democristiano? Come osa dettar legge all’unica persona in grado in questi anni di tener testa al regime della sinistra?&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115763675941472076?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115763675941472076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115763675941472076' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115763675941472076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115763675941472076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/09/follini-scoreggia-ancora.html' title='Follini scoreggia ancora'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115754212343353834</id><published>2006-09-06T13:15:00.000+02:00</published><updated>2006-09-06T15:13:34.566+02:00</updated><title type='text'>Solo Silvio può rigenerare Forza Italia</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Fin troppo scontato parlare ora di quello che non va in Forza Italia. Fin troppo facile a conti fatti individuare ora cause e responsabilità. Dov’erano tutti questi maghi dell’organizzazione politica quando un anno e mezzo fa la sconfitta del centrodestra sembrava già segnata? Ora tutto d’un tratto si riscopre l’importanza, direi la crucialità, di rilanciare la discussione, di dare slancio a nuove energie.&lt;br /&gt;Il punto dal quale partire non può non essere il risultato del 9 aprile e la maratona berlusconiana che l’ha prodotto. Nonostante il folle disinteresse per la comunicazione politica protrattosi durante l’attività di governo, dal dicembre del 2005 al marzo 2006, abbiamo assistito a quattro mesi di rimonta esaltante che solo per qualche stupida disattenzione non ha raggiunto l’obiettivo di una nuova vittoria. Se dunque da sempre ho gridato a Silvio di Convincermi a Non farmi astenere più perché tutt’intorno a lui era un affollarsi di piccoli uomini, ora non ritengo fruttuoso far finta di partire da zero. &lt;strong&gt;Partiamo invece dal 9 aprile, ma non per crogiolarci di un consenso consolidato al centrodestra.&lt;/strong&gt; Partiamo dal 9 aprile per capire cos’ha risvegliato il sostegno degli italiani al centrodestra e su quell’onda lunga che possiamo ritrovare nuova linfa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ruolo di Silvio Berlusconi resta fondamentale, non perché lo voglia lui o lo desideri io, ma perché il centrodestra italiano nasce intorno a questa figura. Ma ora possiamo ancora scommettere sul Cavaliere a Palazzo Chigi nel 2011? Io avrei più fiducia in un Berlusconi che sceglie di tuffarsi anima e corpo nella rigenerazione di Forza Italia. Lo ha scritto anche l’Elefantino. Io non voglio un domani in cui un Berlusconi svuotato e poco ascoltato non incida sul futuro del centrodestra. Io voglio un centrodestra disegnato innanzitutto da Berlusconi. Come? Partendo dal partito. Dal suo partito. Il più forte in Italia da 12 anni. Cosa manca a Forza Italia oggi? La spinta di giovani appassionati di politica. Costruire un partito con pezzi da novanta della società è stata una scelta vincente, oltre che obbligata nel ’94. Ma oggi dopo dodici anni può il primo partito rinunciare ad allevare i propri leader? Eppure, come ha scritto &lt;/span&gt;&lt;a href="http://krillix.ilcannocchiale.it/"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Krillix&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;, intorno vediamo solo le solite facce da manifesto, in giacca e cravatta, che circondano il potente di turno, alternandosi su palchi e palchetti. Chi in questi anni si è avvicinato a Forza Italia illudendosi di trovare la forza e la semplicità di Berlusconi ripetute nelle sezioni di partito, ha scoperto grigiore, silenzi, e-mail mai consultate, e qualche sagoma perfetta per piazzare aspirapolveri. Ma i sorrisi smaglianti non possono coprire il vuoto di idee e di passione. &lt;strong&gt;Allora un Cavaliere che riprende saldamente le redini di Forza Italia non è un ripiego. È una scelta obbligata.&lt;/strong&gt; I quadri del partito mancano di quelle stesse qualità “giovani” che hanno permesso a Silvio di stracciare i 7 punti di vantaggio che l’Unione aveva nel novembre del 2005. Entusiasmo e capacità di coinvolgere. Silvio deve far sì che il suo modo di far politica entri nel dna di Forza Italia e prevalga su tutte le correnti. &lt;strong&gt;Perchè il solo modo per assicurare un futuro all'elettorato di centrodestra è dargli come identità il suo stile, sfacciato, ambizioso, riformatore e rivoluzionario.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;color:#ff0000;"&gt;Update. &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Da orticaria quanto scrive oggi Sandro Bondi sul &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=116471"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Giornale&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt; Questo pessimo abate della chiesa comunista tra gli artefici del vuoto di Forza Italia ora ha anche il coraggio di rivendicare di aver aperto il dibattito all'interno del partito. Ma che idea brillante sandrino! Aspettiamo con ansia il tuo sermone dal palchetto di Gubbio, sicuramente ricco di scenari apocalittici da cui solo tu potrai salvarci. Ed io potrò tornare ad astenermi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115754212343353834?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115754212343353834/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115754212343353834' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115754212343353834'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115754212343353834'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/09/solo-silvio-pu-rigenerare-forza-italia.html' title='Solo Silvio può rigenerare Forza Italia'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115745057262928298</id><published>2006-09-05T12:01:00.000+02:00</published><updated>2006-09-05T12:03:52.240+02:00</updated><title type='text'>Serra vittima della retorica femminista</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Ma cos'ha detto di così scandaloso Achille Serra? Che non è prudente per una donna andare in giro per strada di notte da sola. Una verità talmente scontata che ogni buon padre raccomanda alla propria figlia. Mi spiegate perché ciò equivalga a dire che gli stupri sono colpa dell’avventatezza? Serra è un poliziotto vero per fortuna, non un politico. Il suo compito è proteggere il cittadino e un buon consiglio rientra di certo nelle sue competenze.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115745057262928298?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115745057262928298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115745057262928298' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115745057262928298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115745057262928298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/09/serra-vittima-della-retorica.html' title='Serra vittima della retorica femminista'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115736436448822788</id><published>2006-09-04T12:05:00.000+02:00</published><updated>2006-09-04T13:58:48.200+02:00</updated><title type='text'>Compagni contrordine: Prodi si riscopre “europeista adulto”</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Diverte ammirare oggi l’asprezza di Romano Prodi nei confronti di Bruxelles. Diverte perché dell’intangibilità di quell’istituzione il presidente del Consiglio è sempre stato il più convinto profeta in Italia. Ogni volta che il governo Berlusconi discuteva – non litigava – con la Commissione, il professore si lanciava nei suoi saccenti richiami al rispetto degli impegni di Maastricht. Solo fino a qualche mese fa per il pensiero unionista era vietato obiettare qualsiasi cosa ai dettami di Bruxelles. Se lo facevi eri antieuropeista, come se l’europeismo comprendesse l’infallibilità della Commissione, come se le direttive dell’Ue scaturissero da una sapienza infusa dall’Alto, impossibile da mettere in discussione.&lt;br /&gt;Oggi il professore, con i vari Ferrero e Cento alle calcagna, riscopre la capacità di criticare Bruxelles. Ma diventato finalmente “europeista adulto”, piuttosto che irritarsi per le bacchettate di Almunia e Trichet, Prodi dovrebbe argomentare in modo serio le accuse di parzialità dell’arbitro Europa.&lt;br /&gt;La linea morbida attuata qualche anno fa a favore di Francia e Germania non era dettata infatti da favoritismi ingiustificati, tantomeno era diretta - come Franco Bruni fantasticava venerdì sulla &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.radicali.it/view.php?id=68660"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Stampa&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt; - a coprire future inadempienze dell’Italia. Il superamento della rigidità di M&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;aastricht fu in realtà uno dei risultati più brillanti della politica estera di Silvio Berlusconi che capì quanto certi vincoli stavano bloccando il rilancio dell’Europa, impossibile da attuare senza un allentamento dei vincoli di spesa e quindi di investimento dei due principali motori propulsori, l’industria francese e tedesca appunto. O l’economista Bruni conosce qualche alchimia con la quale far ripartire un’economia senza investimenti? Il maggior rigore verso il deficit italiano del resto è datato e non deriva certo da simpatie o antipatie verso l’inquilino di Palazzo Chigi di turno ma è figlio dell’enormità del nostro deficit di gran lunga superiore a quello di francese e tedeschi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c’è una verità ancora più scomoda che Prodi e i suoi non possono ammettere: la bontà della politica economica portata avanti dal centrodestra negli ultimi anni.&lt;br /&gt;Lo scorso marzo, in occasione della ricognizione trimestrale sul patto di stabilità, lo stesso Almunia da un lato avviava la procedura d’infrazione per deficit eccessivo nei confronti del governo di Berlino che, per far fronte alla crisi occupazionale (10 milioni di disoccupati tedeschi!), era stato costretto a varare una legge finanziaria troppo assistenzialista. Dall’altro il commissario agli Affari economici manifestava invece apprezzamento per le riforme strutturali che l’ultima finanziaria di Giulio Tremonti aveva introdotto e che, secondo Bruxelles, ci consentirebbero di rispettare il Patto nel 2009. Il maggior gettito fiscale, di cui tanto si discute e che permetterebbe una riduzione della prossima manovra di cinque miliardi, sta lì a dimostrare in modo incontrovertibile quanto quel giudizio positivo fosse ben ponderato. Anche prima dell’estate, col nuovo governo insediato, mentre Tps già strepitava paventando uno stato disastroso dei conti pubblici, paragonabile a quello del ’92, Almunia continuava a ribadire che per l’Italia non era necessaria una manovra bis ma sarebbe stato sufficiente applicare le misure di contenimento strutturali previste dalla Tremonti. Insomma l’isterismo contabile non è a Bruxelles semmai nel governo Prodi. Andate a rileggere i severi editoriali di Tps sul risanamento del nostro deficit. Il nostro ministro dell’Economia sta finalmente imparando a sue spese (leggi Giavazzi) quanto sia facile pontificare da analista e quanto sia molto più complicato decidere da politico. I dissidi che emergono in questo giorni all’interno della maggioranza sull’elaborazione della finanziaria sono figli d’altronde di quella stessa opposizione contraddittoria e insensata che il centrosinistra conduceva fino a qualche mese fa. Da un lato i soloni dell’economia lamentavano il ritardo del Paese nel risanamento dei conti pubblici, dall’altro i radicalsinistri criticavano ogni misura di contenimento della spesa. Tutti poi disconoscevano qualsiasi effetto positivo alla politica economica del governo andando così già allora contro quanto Istat e Bruxelles certificavano. Sull’onda di questa strategia d’opposizione il centrosinistra sposò già allora la tattica del NO. No al tetto sull’aumento della spesa, no al patto di stabilità interno, no alla riforma previdenziale, no a quella del lavoro.Eppure oggi la sinistra moderata riscopre che in fondo non è poi così urgente cambiare la legge Biagi, che la riforma del lavoro andrebbe resa ancora più rigorosa, che le regioni con deficit nella sanità dovranno rientrare con l’addizionale Irpef prevista da Tremonti e finanche lo stesso ticket sanitario, di storaciana memoria, non rappresenta più un bestemmia sociale. Ma come spiegare tutto questo alla sinistra radicale, alla politica del No? In realtà la suscettibilità del centrosinistra per i richiami di Bce e Commissione non è assolutamente giustificata. Almunia, come un buon vigile, continua su una posizione lineare e coerente: l’Italia è sulla via del risanamento ma occorre proseguire su quella strada. Occorre cioè, per quanto costi ammetterlo, proseguire sulla via intrapresa dal precedente governo.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115736436448822788?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115736436448822788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115736436448822788' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115736436448822788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115736436448822788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/09/compagni-contrordine-prodi-si-riscopre.html' title='Compagni contrordine: Prodi si riscopre “europeista adulto”'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115711816275786718</id><published>2006-09-01T15:40:00.000+02:00</published><updated>2006-09-05T11:03:24.020+02:00</updated><title type='text'>E Bruni s'inventò il complotto Joaquìn-Silvio</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Per coprire le disavventure del governo, Franco Bruni, ennesimo economista prodiano, sulla &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.radicali.it/view.php?id=68660"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Stampa&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt; è arrivato ad inventarsi una presunta combine tra governo Berlusconi e Commissione Ue che avrebbe chiuso un occhio sulla finanziaria leggera del centrodestra, scaricando ora l’onere del patto di stabilità sull’esecutivo dell’Unione. Quando l'accademia diventa cabaret.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115711816275786718?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115711816275786718/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115711816275786718' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115711816275786718'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115711816275786718'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/09/e-bruni-sinvent-il-complotto-joaqun.html' title='E Bruni s&apos;inventò il complotto Joaquìn-Silvio'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115686595383121361</id><published>2006-08-29T17:38:00.000+02:00</published><updated>2006-09-05T11:03:48.843+02:00</updated><title type='text'>Agosto dalemiano e isterismi moderati</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Fine agosto all’insegna di una domanda. Davvero la politica estera portata avanti da Massimo D’Alema è tutta da buttare? Veramente l’Italia sta cavalcando in malo modo la scena internazionale? Veramente il nostro intervento rischia addirittura di aggravare la crisi in Libano?&lt;br /&gt;Dagli scranni dell’opposizione i partiti della Cdl non devono dimenticare che il loro elettorato gli impone uno stile diverso. Il sostegno alla missione Unifil2 va in questa direzione pur con tutti i dubbi che l’accompagnano. Sarebbe ora che anche i media schierati da questa parte capiscano che quando la propaganda prevarica l’analisi non si rafforza il consenso a destra.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115686595383121361?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115686595383121361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115686595383121361' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115686595383121361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115686595383121361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/08/agosto-dalemiano-e-isterismi-moderati.html' title='Agosto dalemiano e isterismi moderati'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115400988232859469</id><published>2006-07-27T16:04:00.000+02:00</published><updated>2006-07-27T16:39:39.636+02:00</updated><title type='text'>Vado in vacanza</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/cuc??2.0.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/400/cuc%3F%3F2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Passammo l'estate su una spiaggia solitaria e ci arrivava l'eco di un cinema all'aperto e sulla sabbia un caldo tropicale dal mare. E nel pomeriggio quando il sole ci nutriva di tanto in tanto un grido copriva le distanzee l'aria delle cose diventavairreale.Mare mare mare voglio annegare portami lontano a naufragare via via via da queste sponde portami lontano sulle onde.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115400988232859469?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115400988232859469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115400988232859469' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115400988232859469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115400988232859469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/07/vado-in-vacanza.html' title='Vado in vacanza'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115279978848760877</id><published>2006-07-13T16:02:00.000+02:00</published><updated>2006-09-05T11:05:15.373+02:00</updated><title type='text'>Soddisfazioni urinarie: da mani pulite alle incontinenze di Palazzo</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;CAMERA: PEDICA (IDV), CORRIDOI PALAZZO MARINI IMBRATTATI CON ESCREMENTI APPELLO A PRESIDENZA, SI FACCIA LUCE SU EFFICIENZA CONTROLLI Roma, 13 lug. (Adnkronos) - ''Stamane verso le 11 qualcuno, per ora ignoto, ha provveduto a imbrattare con escrementi umani i corridoi di Palazzo Marini prospicienti gli uffici parlamentari del gruppo di Italia dei Valori''. La denuncia e' di Stefano Pedica, capo della segreteria politica di Italia dei Valori, che si meraviglia: ''Non e' ben chiaro come una cosa tanto disdicevole possa essere accaduta; i commessi, immediatamente interpellati per riportare decenza nella sede istituzionale, hanno avanzato l'ipotesi di un episodio di incontinenza imputabile a qualche persona anziana''. ''Speriamo vivamente che il fatto sia riconducibile a una simile evenienza, piuttosto che ad un volgare e vigliacco affronto all'istituzione parlamentare, in primis, e al gruppo Italia dei Valori -prosegue- Comunque sia, non ci sono dubbi sull'urgente e categorico dovere, da parte della Presidenza, di &lt;strong&gt;aprire un'istruttoria&lt;/strong&gt; per fare piena luce sull'accaduto. Abbiamo inoltre avanzato alla &lt;strong&gt;Presidenza le nostre rimostranze&lt;/strong&gt; sulla patente inefficacia dei controlli nella sede parlamentare: non e' infatti ammissibile che non fosse presente alcun tipo di personale di servizio, ne' nel caso si dovesse prestare assistenza a un anziano in difficolta', ne', nel peggiore dei casi, se chiunque, estraneo o meno all'attivita' della Camera, si fosse preso la briga di compiere un'azione tanto scellerata in tutta comodita'''.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115279978848760877?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115279978848760877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115279978848760877' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115279978848760877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115279978848760877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/07/soddisfazioni-urinarie-da-mani-pulite.html' title='Soddisfazioni urinarie: da mani pulite alle incontinenze di Palazzo'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115141862249674983</id><published>2006-06-27T16:25:00.000+02:00</published><updated>2006-06-27T16:30:22.976+02:00</updated><title type='text'>Due voti di fiducia per dimenticare il referendum</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Al successo del referendum non ho mai creduto. Aspettavo altri momenti per divertirmi. Oggi il governo ha chiesto la fiducia al Senato sul decreto mille proroghe, tanto vituperato, quello stesso nel quale per intenderci il centrodestra aveva &lt;em&gt;immoralmente&lt;/em&gt; mischiato materie così diverse. Ora aspetto domani, ore 12. Da una parte le mummie a vita sinistre da Scalfaro a Ciampi. Dall’altro i vittimisti della Cdl chiamati a dimostrare di essere più disciplinati dell’elettorato che non vuole più seguirli. Ultima spiaggia? Non direi. Giovedì è probabile che si voterà la fiducia anche sullo spacchettamento dei ministeri. Avete voluto il parlamentarismo adesso godetevelo!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115141862249674983?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115141862249674983/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115141862249674983' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115141862249674983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115141862249674983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/06/due-voti-di-fiducia-per-dimenticare-il.html' title='Due voti di fiducia per dimenticare il referendum'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115097619872288109</id><published>2006-06-22T13:31:00.000+02:00</published><updated>2006-06-22T13:49:52.466+02:00</updated><title type='text'>Sì: un calcio alla partitocrazia</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;La riforma costituzionale racchiude in sé lo scuotimento profondo che l'ingresso sulla scena politica di Silvio Berlusconi e la creazione di una forte compagine alternativa al centrosinistra hanno significato per il nostro Paese, portando alla naturale contrapposizione bipolare. Che cos'è infatti il bipolarismo se non la forma garante per eccellenza della vera democrazia? E non è forse vero che fino al 1994 l'Italia è stata sostanzialmente soggetta ad una forma perversa di consociativismo cristallizzato, in cui ad una contrapposizione apparente tra Dc e Pci faceva da contraltare una spartizione minuziosa delle leve del potere? Chi nega ciò crede realmente che lo scoppio del sistema partitocratrico accompagnò solo casualmente il crollo dell'Urss? &lt;strong&gt;Analizzando il percorso dell'Italia repubblicana, appare chiaro come le limitate prerogative che la nostra Carta costituzionale riconosce al presidente del Consiglio fossero funzionali proprio a quel compromesso tra i due maggiori partiti.&lt;/strong&gt; I meccanismi che privilegiano il peso del Parlamento sull'Esecutivo ed aggirano il rapporto diretto tra governo ed elettori sono quindi figli di quella stagione in cui la divisione del mondo in due blocchi imponeva all'Italia una sorta di «spartizione coreana», non territoriale ma politica. Oggi quelle stesse caratteristiche costituzionali sono del tutto obsolete e rispondono alla sola esigenza, da parte di alcuni settori della politica e dell'economia del Paese, di mantenere sempre e comunque i propri spazi di potere indipendentemente dalla testa dell'Esecutivo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La chiave di tutto lo scontro in atto sul referendum del 25 giugno è quindi il premierato forte.&lt;/strong&gt; Per il centrosinistra, che si nutre di un voto sostanzialmente ideologico e acritico ma anche rigido in termini di percentuali, è preoccupante una competizione che, privilegiando il rapporto diretto tra cittadini e primo ministro, rischia di soffocare quei poteri intermedi che sono i suoi veri referenti e che si avvantaggiano dell'assenza di un governo forte e autorevole.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il Cavaliere, con il suo ingresso in campo nel 1994, sparigliò le carte proprio perché introdusse nella politica italiana&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;il rapporto elettorato-uomo politico, in alternativa al rapporto elettorato-partito&lt;/strong&gt;, aprendo così il rischio, per loro, di una «deriva presidenzialista». Nacque così dal 1994 la leggenda del berlusconismo populista e plebiscitario che portò al ribaltamento della tesi, diffusa naturalmente dallo scoppio di Tangentopoli, per cui la politica doveva uscire dalle segreterie dei partiti per trasferirsi concretamente nelle sedi istituzionali. Improvvisamente il sistema dei partiti appena demolito diventò un sistema da difendere. Oscar Luigi Scalfaro arrivò a definire i partiti i garanti della democrazia mentre il «Cavaliere nero», con il suo partito-azienda, finì per rappresentare nell'ideologia sinistra il simbolo della commistione tra politica e affari. Ancora oggi lo scontro è tutto qui.&lt;br /&gt;Ad un governo in cui il premier era il leader indiscusso della coalizione, per volere di tutti gli elettori del centrodestra, prima ancora che dei partiti della Cdl, è succeduto un governo in cui il premier è l'uomo del compromesso in un'alleanza composita, il classico uomo d'apparato che, non rappresentando nessuno, rappresenta tutti ma che, proprio per questo, risulta completamente privo di autorevolezza all'interno della sua maggioranza. Le primarie più grottesche che mai una democrazia abbia visto dimostrano inconfutabilmente questa tesi. E la stessa tesi è confermata dalla confusione di questi giorni, con un presidente del Consiglio costretto a rincorrere le dichiarazioni autonome dei suoi ministri, che non prende decisioni per non scontentare nessuno, che detiene il potere ma non governa.&lt;br /&gt;Il governo Prodi è insomma la riprova della scarsa funzionalità dei meccanismi parlamentari e quindi partitocratrici della Prima Repubblica, con un aggravante. Allora tra i partiti di governo e il Pci vigeva un tacito accordo sulle distinte aeree di potere che favoriva una forma di stabilità, perlomeno d'interesse. Nell'attuale maggioranza invece la fame di poltrone sta bloccando ogni scelta. &lt;strong&gt;Paradossalmente un'applicazione hic et nunc della riforma costituzionale varata dal centrodestra risolverebbe gran parte dei problemi che fanno tremare Romano Prodi.&lt;/strong&gt; Il mandato imperativo blinderebbe la maggioranza al Senato, mettendola al riparo da possibili transumanze; i ministri sarebbero alle dirette dipendenze del capo di governo, che potrebbe sostituirli facilmente, e non più dei partiti; le sempre incessanti voci su possibili trabocchetti stile 1998 sarebbero escluse dal previsto ricorso alle urne in caso di caduta dell'esecutivo in carica. Insomma non c'è una parte politica in buona fede che governando non si augurerebbe di avere le prerogative che la riforma costituzionale stabilisce. Perché allora tutto questo ostracismo verso la riforma della Cdl, che in fondo introduce molti dei meccanismi di governo utilizzati nelle più grandi democrazie del mondo? Il motivo può essere uno solo: quello di assicurare una responsabilità di potere diffusa, quello di perpetrare il consociativismo, quello di rispondere del proprio operato non ai cittadini, ma solo è soltanto ai propri referenti di partito e, ahimè, non solo di partito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Su Ragionpolitica del 17 giugno&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115097619872288109?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115097619872288109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115097619872288109' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115097619872288109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115097619872288109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/06/s-un-calcio-alla-partitocrazia.html' title='Sì: un calcio alla partitocrazia'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115072570070076491</id><published>2006-06-19T15:54:00.000+02:00</published><updated>2006-06-19T16:01:41.176+02:00</updated><title type='text'>Poliziotti proletari e comunisti borghesi</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=98116&amp;PRINT=S"&gt;Così&lt;/a&gt; Vittorio Sgarbi recensisce oggi il Libro del prefetto Achille Serra. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Il povero poliziotto Antonio Annarumma, ucciso a 22 anni con un palo di ferro conficcato nella tempia in uno scontro con gli studenti nell’autunno caldo del 1969. Annarumma era un ragazzo, un ragazzo povero, tutto meno che uno strumento del potere. Serra racconta del padre che arriva da Monteforte Irpino per vedere il figlio morto: «Di fronte alla salma del suo unico figlio maschio, quell’uomo, un contadino che aveva sempre lavorato la terra dei padroni, che in una vita di stenti aveva in Antonio l’unico aiuto per tirare avanti (ogni mese delle 65mila lire che guadagnava, il ragazzo ne spediva al suo paese 40mila), si buttò in ginocchio, non riusciva neanche a piangere. Riusciva solo a chiedere, a gridare: “Perché?”». Davanti a questa immagine di verità, Serra si indigna contro la stampa tendenziosa: «Nella ricostruzione della scena della morte di Antonio Annarumma si scrisse che, forse, l’agente era stato vittima della sua stessa incapacità: mentre cercava di sfuggire alla morsa della folla, in Via Larga, sarebbe andato a sbattere contro qualcosa e avrebbe picchiato la testa». Serra non trova migliore sostegno alla sua interpretazione di quei momenti terribili dei versi di Pierpaolo Pasolini che ribaltano il rapporto tra studenti e poliziotti: &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;«Adesso i giornalisti di tutto il mondo Compresi quelli delle televisioni) vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggiodell’università) il culo. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Io no, amici. Avete facce di figli di papà....&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Avete lo stesso occhio cattivo.Siete paurosi, incerti, disperati(benissimo) ma sapete anche come esserePrepotenti, ricattatori e sicuri:prerogative piccoloborghesi, amici.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botteCoi poliziotti,io ho simpatizzato coi poliziotti!Perché i poliziotti sono figli di poveri.Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Quanto a me, conosco assai bene il loro modo di essere stati bambini e ragazzi,le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,a causa della miseria che non dà autorità....Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care....&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;I ragazzi poliziottiChe voi per sacro teppismo Di figli di papà, avete bastonato, appartengono all’altra classe sociale. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;A Valle Giulia, ieri, si è così avuto un frammentoDi lotta di classe: e voi, amici (benché dalla partedella ragione) eravate i ricchi,mentre i poliziotti (erano della partedel torto) erano i poveri».&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115072570070076491?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115072570070076491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115072570070076491' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115072570070076491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115072570070076491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/06/poliziotti-proletari-e-comunisti.html' title='Poliziotti proletari e comunisti borghesi'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115071621333301201</id><published>2006-06-19T13:18:00.000+02:00</published><updated>2006-06-19T13:39:38.063+02:00</updated><title type='text'>Corriere scandaloso ...e la chiamano informazione</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Che democrazia è quella di un Paese in cui il maggiore quotidiano alla vigilia di un referendum su modifiche fondamentali della carta costituzionale apre con 10 pagine su un’inchiesta hard che coinvolge il rampollo di una ex-casa regnante? Per un attimo quando oggi ho sfogliato il Corriere ho avuto davvero la sensazione di aver preso per sbaglio una nuova versione quotidiana di Novella 2000. Per trovare qualche notizia sulla campagna referendaria sono arrivato a pag. 11! Ovviamente la pagina apre a tutto spiano su un vecchio arnese della prima repubblica che con un sorriso a 36 denti finti ci rassicura sulla ovvia necessità di bocciare la riforma costituzionale. Per il resto? Appena degna di nota è, per Paolone Mieli, la manovrina economica che sogna il nostro ministro dell’Economia e che il presidente del Consiglio bisbiglia potrebbe ammontare a 45 miliardi di euro. Una cosuccia da nulla che sicuramente non merita più di un articoletto a pagina 16!!! Ma allora mi chiedo: una democrazia con una stampa così mediocre e partigiana che democrazia è? &lt;strong&gt;Come possono i cittadini-elettori farsi un’idea sulle scelte che contano?&lt;/strong&gt; Abbiamo un primo ministro che rifiuta di assumere qualsiasi posizione precisa sulle scelte che verranno, un governo che tentenna su tutto (tagli fiscali; politica sanitaria; politica estera; bioetica; mercato del lavoro) e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;il Corriere c’infarcisce la testa con delle emerite cazzate. Ma il nostro è un Paese che vive di soloni intoccabili. Ma davvero possiamo essere così coglioni da credere che sia tutto un caso? Può essere davvero tutto un caso? Che un magistrato con un nome da rockstar detti l’agenda dell’informazione prendendo di mira le marachelle di un principe simpatizzante del centrodestra? Dietrologia? No analisi, pura e semplice.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115071621333301201?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115071621333301201/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115071621333301201' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115071621333301201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115071621333301201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/06/corriere-scandaloso-e-la-chiamano.html' title='Corriere scandaloso ...e la chiamano informazione'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115038580781871719</id><published>2006-06-15T17:34:00.000+02:00</published><updated>2006-06-15T17:36:48.500+02:00</updated><title type='text'>Scherzi dell'etimologia</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Dal dizionario etimologico:&lt;br /&gt;càzzo contratto per &lt;strong&gt;cap[éz]zo&lt;/strong&gt; (= Capezzolo), dal lat. &lt;em&gt;capitìum&lt;/em&gt; formato su &lt;em&gt;caput&lt;/em&gt; capo: quasi dica piccolo capo nel senso di manico, a cui rassomglia l'arnese di cui parlasi.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115038580781871719?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115038580781871719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115038580781871719' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115038580781871719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115038580781871719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/06/scherzi-delletimologia.html' title='Scherzi dell&apos;etimologia'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-115011210262948341</id><published>2006-06-12T13:35:00.000+02:00</published><updated>2006-06-12T16:09:52.103+02:00</updated><title type='text'>Perché la Cdl non può ancora prescindere da Berlusconi</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Questo post nasce come commento a quanto scrive oggi &lt;a href="http://www.ilmegafono.net/archivio/le-fine-di-unera-irripetibile"&gt;ilMegafono&lt;/a&gt; sul futuro del centrodestra e sul ruolo di Silvio Berlusconi. L’idea di fondo del suo interessante post è che per il bene della coalizione SB dovrebbe uscire di scena. Solo questa scelta, secondo ilMegafono, consentirebbe al centrodestra di maturare. Ma è veramente così? La Cdl sta sbagliando moltissimo in questi mesi ma &lt;strong&gt;il centrodestra in realtà non può ancora prescindere dal suo leader e non potrà mai prescindere dal berlusconismo.&lt;/strong&gt; Il 3 maggio scorso scrissi un post intitolato “&lt;a href="http://arolk.blogspot.com/2006/05/silvio-lascia-ma-il-berlusconismo-pi.html"&gt;Silvio lascia ma il berlusconismo è più forte di prima&lt;/a&gt;” col quale invitavo a prendere atto della chiusura di un’era e della necessità di individuare un nuovo leader. Nella sostanza quindi mi sento di condividere il discorso del Megafono ma per amore di confronto vorrei sottolineare alcuni aspetti che invece mi convincono di meno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Non credo che SB si ostini a restare il leader della Cdl. L’uomo, come tutti i grandi, certamente non manca di orgoglio e aspirazione ma penso che abbia chiara l’esigenza di farsi da parte. Penso addirittura che abbia già un nome in mente, Franco Frattini. Tuttavia in questo momento a guidare la transizione non può che essere lui. La performance della Cdl alle ultime politiche è dovuta in gran parte al suo ruolo nel bene e nel male e se in questo momento dovesse sparire improvvisamente la coalizione si sfalderebbe. È invece importante che si capitalizzi subito il prezioso consolidarsi di un centrodestra unito nell’elettorato e questo processo non può che guidarlo SB. Non perché il Cavaliere sia il migliore, non perché sia il padre padrone e neppure perché ha creato il centrodestra &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;ma semplicemente perché è l’unico in grado di far dialogare in modo costruttivo i partiti della Cdl&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. È l’unico che può permettersi di bacchettare Bossi per l’uscita sulla missione in Iraq. È l’unico che può battere i pugni sul tavolo e che può imporre un voto quasi completamente compatto in Parlamento (vedi l’elezione di Napolitano). È l’unico che può dire ad un alleato: ok non sei d’accordo con me però nell’interesse della coalizione per piacere ti adegui (vedi referendum).&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;L’uscita di SB non significherà, al di là di quello che possiamo desiderare, la fine del berlusconismo, anzi. &lt;strong&gt;Quando il Cavaliere uscirà di scena il berlusconismo, inteso come idea politica, sarà certamente più forte di prima.&lt;/strong&gt; Sciolto dalle problematiche legate al contingente (conflitti d’interesse e processi) resterà tutta la spinta innovativa che il suo ingresso ha impresso alla nostra politica. Il futuro del liberalismo italiano sarà inevitabilmente legato quest’uomo e se il berlusconismo resterà negli obiettivi fondamentali io sarò certo che il centrodestra di domani sarà anche il mio centrodestra. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;È sbagliato adattarsi sui giudizi dettati dalla vulgata mediatica. Rassegnarsi a riconoscere SB “unfit” significa rassegnarsi ad accettare che la nostra democrazia sia pesantemente influenzata da certi ambienti sopranazionali. Anche io ho vissuto all’estero la difficoltà di spiegare come l’Italia potesse avere un presidente del Consiglio che veniva dipinto come un trafficante di droga. Ma perché dobbiamo rassegnarci a questa mostruosità? &lt;strong&gt;Perché dovremmo lasciarci dettare dalla stampa estera i nostri orientamenti politici?&lt;/strong&gt; Io dico a SB di aiutarci a gettare le basi di questo centrodestra, partito unico o confederato che sia, e di farsi da parte perché ritengo in dirittura d’arrivo il suo contributo politico. Ma non mi si dica che devo RINUNCIARE al miglior politico dell’Italia repubblicana perché c’è qualche direttore di stampa inglese con la puzza sotto il naso, altrimenti lo sosterrò fino a quando l’ultima cellula del suo corpo non sarà andata in decomposizione!&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-115011210262948341?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/115011210262948341/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=115011210262948341' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115011210262948341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/115011210262948341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/06/perch-la-cdl-non-pu-ancora-prescindere.html' title='Perché la Cdl non può ancora prescindere da Berlusconi'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114986360383600310</id><published>2006-06-09T16:33:00.000+02:00</published><updated>2006-06-09T16:39:07.930+02:00</updated><title type='text'>Lettera aperta a Romano il temporeggiatore</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Caro presidente del consiglio pur non avendo il carisma di un Beppe Grillo vorrei rivolgerle qualche timido consiglio per migliorare il suo rapporto con tutti gli italiani. Vede da buon curato di manzoniana memoria lei ha deciso di percorrere da tempo la via del non dire, credendo in buona fede che questa strategia potesse evitarle di assumere posizioni sulle quali la sua coalizione è divisa, sì da non dispiacere a nessuno. In questo modo lei è riuscito quasi a perdere l’elezioni non capendo che, a differenza dei partiti, molte persone preferiscono un leader che magari non condivide ognuno dei loro principi ad un leader che non scegliendo leader non è. Il dramma delle scelta come Soren Kierkegaard insegnava appartiene all’uomo ma alla fine lo stesso tentennare è una scelta, è spesso la peggiore. Ora che è ritornato a Palazzo Chigi come vede questo perseverare nel silenzio è fonte più che mai di equivoci, d’incertezze, ed ahimè forse anche di qualche rischio. Prima di bacchettare la loquacità dei suoi ministri dovrebbe cominciare lei stesso a dirci con chiarezza quali sono le sue scelte concrete. Ora che siede sulla poltrona di capo di governo non può più rifugiarsi dietro a programmi infiniti senza indicazioni programmatiche precise. Lei che è uomo di economia dovrebbe sapere quanto l’incertezza sia deleteria per i mercati eppure rinvia le scelte su tutti i punti più critici della politica. Anche quando si lascia andare ai confronti con la stampa estera, illudendosi di avere interlocutori meno ostici, tutto quel che sa fare è spararle ancora più grosse dei suoi ministri arrivando a definire folkloristici i partiti della sua sinistra di governo e schiavista il suo predecessore che avrebbe così represso le libertà individuali degli italiani per cinque anni. Eppure tutto questo nasconde malamente il suo voler continuare a rinviare le sue scelte, forse semplicemente perché lei non è un uomo che decide ma che si accomoda sulla scelta più opportuna verso la quale i suoi referenti parlamentari e non la spingono. Perché la sua poltrona lei l’ha conquistata non coagulando gli obiettivi comuni di questa informe coalizione ma rappresentando il nulla in cui nessuno si sente discriminato e in cui ogni istanza può essere accolta. Così sull’Iraq e su Israele, sulla Legge Biagi e sul fisco, come sulla Tav lei semplicemente glissa come se il suo parere fosse quello dell’edicolante di piazza Colonna amplificando lei stesso con questo perenne sorvolare le esternazioni della sua squadra di governo. Insomma temporeggiare non paga si fidi. Quinto Fabio Massimo il &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;cunctator &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;riuscì a sfiancare Annibale nella seconda guerra punica con la guerriglia, lei al massimo rischia di fracassare gli attributi di tutti gli italiani a cominciare dai suoi elettori. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114986360383600310?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114986360383600310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114986360383600310' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114986360383600310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114986360383600310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/06/lettera-aperta-romano-il.html' title='Lettera aperta a Romano il temporeggiatore'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114977793345741370</id><published>2006-06-08T16:27:00.000+02:00</published><updated>2006-06-09T16:21:27.936+02:00</updated><title type='text'>Arriva De Gregorio e la maggioranza vacilla</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Mercoledì in Senato è andato in scena il primo atto di quella commedia che il centrosinistra si prepara ad offrirci per i prossimi mesi. Alla presidenza della commissione Difesa di Palazzo Madama l’Unione pur avendo lo stesso numero di componenti della Cdl, 12 a 12, sfruttando la regola dell’anzianità puntava sulla nomina della senatrice di Rifondazione Lidia Menapace, 82 primavere di pacifismo mistico e sfrenato sulle spalle. A spuntarla invece come si sa è stato il senatore dell’Italia dei Valori, Sergio De Gregorio che a sorpresa ha avuto il sostegno della Cdl raccogliendo così 13 voti contro gli 11 a favore della Menapace. Il risultato a sorpresa, è bene dirlo subito, è stato innanzitutto frutto dell’ingenuo antimilitarismo della Menapace che fino a mercoledì mattina si è lanciata in tutta una serie di dichiarazioni contro la Nato e le basi in Italia, contro Israele, contro il ricorso alla guerra per qualsiasi ragione, contro finanche le frecce tricolori. Se quindi De Gregorio è stato un abile manovratore di palazzo, è altrettanto vero che la sua argomentazione appare impeccabile: la Menapace era palesemente inadatta a quell’incarico. Ed infatti, al di là delle disapprovazioni d’ufficio provenienti dall’Unione, più che altro in ossequio al presidente della Camera, sono molti nella stessa maggioranza quelli che hanno tirato un sospiro di sollievo alla notizia della combine De Gregorio-Cdl. Lo stesso Riformista ieri in prima pagina esprimeva soddisfazione per la mancata designazione della senatrice di Rifondazione considerata pericolosamente distante dall’approccio più cauto di Massimo D’Alema e Arturo Parisi. Insomma l’episodio di mercoledì non sembra essere dovuto esattamente ad una scheggia impazzita. Certo De Gregorio è un &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;border line - &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;non sono lontani i suoi trascorsi in Forza Italia – ma quanto accaduto è soprattutto figlio di quella divisione profonda che attraversa l’attuale maggioranza su un tema fondamentale come la politica estera. L’asse governativo che va dalla segreteria diessina, Fassino-D’Alema a quella centrista Prodi-Rutelli sa che la sinistra radicale va’ tenuta lontana da certe scelte anche a costo di dare qualche soddisfazione al centrodestra. Ma sarà sempre così facile?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Intanto sul disobbediente De Gregorio sono piovute ieri tutte le accuse più infamanti. Sull’onda del più bieco moralismo il senatore napoletano è oggi additato come un trasformista della politica con frequentazioni poco rassicuranti, da Craxi a Tremaglia, fino a Forza Italia e poi alla Dc di Rotondi. È sempre la solita sinistra, quella che se sbagli non esisti più o più facilmente diventi un nemico da abbattere tirando fuori tutte le vecchie storie che possono infangarti. Il solito doppiopesismo che chiude gli occhi davanti al passato di sangue di Sergio D’Elia e che invece non perde tempo a sputtanare chi sgarra sulla disciplina di coalizione. Da De Gregorio oggi qualcuno a sinistra pretende addirittura le dimissioni perché la libertà del parlamentare è sacra solo quando è funzionale alla causa del partito. Eppure il senatore ribelle è ancora nel centrosinistra e non certo per timore di questi sussulti giacobini. Se davvero dovesse compiere il salto le dimissioni infatti potrebbe essere costretto a darle qualcun altro, visto che il risicato margine della maggioranza al Senato, al netto di senatori a vita e presidente, è appeso a un solo voto. E chi grida all’immoralità il giorno del referendum ricordi che, la riforma costituzionale tanto vituperata, introduce il mandato imperativo per blindare la maggioranza uscita dalle urne anche dai De Gregorio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114977793345741370?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114977793345741370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114977793345741370' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114977793345741370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114977793345741370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/06/arriva-de-gregorio-e-la-maggioranza.html' title='Arriva De Gregorio e la maggioranza vacilla'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114900075801932977</id><published>2006-05-30T16:51:00.000+02:00</published><updated>2006-05-30T16:52:44.920+02:00</updated><title type='text'>Oriana Fallaci: quando la vecchiaia dà alla testa</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i fallaci-fan&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;delle ultime &lt;a href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo311922.shtml"&gt;esternazioni &lt;/a&gt;della profeta d’oltreoceano. Non mi si dica che sono solo provocazioni. Il livore estremo non è mai un buon viatico per analisi serie. &lt;strong&gt;Se la Fallaci si vergogna dell’Italia io, non da ora, mi vergogno di essere suo compatriota!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114900075801932977?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114900075801932977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114900075801932977' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114900075801932977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114900075801932977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/05/oriana-fallaci-quando-la-vecchiaia-d.html' title='Oriana Fallaci: quando la vecchiaia dà alla testa'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114900008456629563</id><published>2006-05-30T16:38:00.000+02:00</published><updated>2006-05-30T16:45:07.303+02:00</updated><title type='text'>Nasce partito pedofilo olandese sotto la bandiera della libertà</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Gli approdi assurdi del libertarismo olandese non finiscono di stupire.&lt;br /&gt;Domani ad Amsterdam nasce la &lt;a href="http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo311992.shtml"&gt;NVD&lt;/a&gt; (Carità, Libertà e Diversità) il primo partito pedofilo, obiettivo depenalizzare le pornografia infantile e i rapporti fra adulti e bambini con più di dodici anni. Ma nel lungo periodo il traguardo sarà l’abbattimento di ogni restrizione d’età. Secondo uno dei fondatori Ad van den Berg "Educare i bambini significa anche abituarli al sesso. Proibire rende i bambini ancora più curiosi". Ma il vademecum di questi trogloditi non finisce qui. Nella loro società ideale la televisione dovrebbe trasmettere liberamente anche di giorno film porno e dovrebbe essere riconosciuta piena libertà di girare nudi in ogni luogo. Ovviamente massima legalizzazione di tutti i tipi di droghe il tutto al grido di "Daremo una svegliata all'Aja!". Ma questa è vera libertà? La disputa ovviamente non esiste ma non è un caso che proprio in Olanda si arrivi sempre con maggiore facilità a confondere l’abolizione dei divieti con l’accrescimento delle libertà individuali. Non è forse lo stesso dovere dello Stato alla tutela dei deboli la migliore garanzia della loro libertà?&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114900008456629563?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114900008456629563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114900008456629563' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114900008456629563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114900008456629563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/05/nasce-partito-pedofilo-olandese-sotto.html' title='Nasce partito pedofilo olandese sotto la bandiera della libertà'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114897362422394317</id><published>2006-05-30T09:19:00.000+02:00</published><updated>2006-05-30T09:26:37.016+02:00</updated><title type='text'>La Cdl perde e se la prende con gli elettori</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il risultato insoddisfacente per il centrodestra in questa tornata elettorale era stato facilmente preannunciato. Non si trattava di fare la parte dei menagramo. L’insuccesso era nell’aria come era nell’aria il testa a testa già diverse settimane prima del voto per le politiche. Quello che accaduto infatti altro non è stata che la matematica conseguenza di una strategia di comunicazione da parte del centrodestra confusa e disorganizzata. Già l’ho scritto più volte. Anziché correre da una città all’altra Silvio Berlusconi &amp;amp; Co. avrebbero dovuto dare maggior risalto alla compattezza della coalizione in parlamento con la creazione immediata di un piano di opposizione preciso ed invece…Invece nulla. Spiace dirlo ma si è continuato a strepitare per un voto sul quale obiettivamente peseranno a lungo le ombre di irregolarità ma che tuttavia non può costituire l’unica arma, soprattutto se si vuole fare di quest’opposizione un progetto solido per domani. La sconfitta, perché tale è, non può essere nascosta dietro la consolazione della conferma in Sicilia. A Torino Rocco Bottiglione è stato letteralmente stracciato da Sergio Chiamparino semplicemente perché la sua candidatura è apparsa artificiosa e tardiva. La conquista dei grandi comuni, pur restando sempre ardua per il centrodestra, si costruisce a partire da un’opposizione seria costante che crei sul territorio dei riferimenti ben precisi. Così non è stato oltre che a Torino, a Napoli e a Roma. Quello che ha vinto non è stata la capacità dei sindaci di centrosinistra ma la loro fama facilmente alimentata grazie al vuoto dell’opposizione. Se Rosa Russo Jervolino riesce ad essere confermata dai napoletani nonostante il caos imperante nella città partenopea è perché quei cittadini - ahimè! – si sono rassegnati ormai ad quel caos e finiscono per votare il personaggio che ha pur sempre un rilievo nazionale maggiore rispetto ad un onestissimo questore che improvvisamente è apparso sulla scena cittadina paventando repulisti di ogni sorta. E chi si aspetta che io oggi vada in giro tronfio con la stelletta di Totò Cuffaro sul petto si sbaglia di grosso!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114897362422394317?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114897362422394317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114897362422394317' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114897362422394317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114897362422394317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/05/la-cdl-perde-e-se-la-prende-con-gli.html' title='La Cdl perde e se la prende con gli elettori'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114891625389671384</id><published>2006-05-29T17:21:00.000+02:00</published><updated>2006-05-29T17:39:38.220+02:00</updated><title type='text'>Le alchimie liberiste della concertazione</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Al di là di qualche timido e interessato - vedi legge Biagi - apprezzamento per il precedente governo, Confindustria si conferma grande elettore di Romano Prodi. Le dichiarazioni del nuovo inquilino di palazzo Chigi, durante l'assemblea degli industriali, sono infatti speculari rispetto alle istanze espresse da Luca Cordero di Montezemolo e si concentrano in particolare su due punti chiave: nuove privatizzazioni e taglio del costo del lavoro. I due temi, intendiamoci, sono cari ad ogni liberale, se non fosse che la loro applicazione, in questo caso, resta tutt'altro che univoca.&lt;br /&gt;Le privatizzazioni di un governo liberale non sono infatti «atti di liberalità» a favore di alcuni, ma operazioni con cui lo Stato punta a favorire la crescita di un settore aprendolo ad una maggiore concorrenza e consentendo al tempo stesso all'erario di incassare quanto più è possibile dalla vendita. Da questo punto di vista chi può sostenere oggi con convinzione la bontà delle operazioni con cui lo Stato si privò del controllo di Telecom o del settore trasporti delle Fs? Le privatizzazioni dunque non sono di per sé una garanzia di efficienza e di apertura dei mercati, anzi se mal gestite possono produrre monopoli o oligopoli tali da far rimpiangere il vecchio sistema statale.&lt;br /&gt;Lo stesso discorso vale per la riduzione degli oneri sul lavoro, il cosiddetto cuneo fiscale. Montezemolo ha chiesto su questo costo addirittura una diminuzione di dieci punti in cinque anni. Prodi ha già lasciato intendere che, viste le risorse a disposizione, il taglio ci sarà ma favorirà solo le aziende disposte ad investire quanto risparmiato in termini di tasse sul versante dell'innovazione. Ma chi e come valuterà questa intenzione e questa capacità? Siamo certi che il sacrificio fiscale dello Stato agevolerà la ripresa? In un'ottica liberale, in realtà, il sistema fiscale dovrebbe essere il più semplice possibile, sì da fugare ogni sospetto di contribuenti privilegiati; eppure da questo nuovo governo stanno piovendo in continuazione promesse di tagli selettivi. Da un lato si continua a promettere un'applicazione rigorosa del prelievo progressivo - chi più ha, più paga - dall'altro si assicurano forme di tassazione agevolata ad alcune imprese per favorirne gli investimenti. A tutti noi comunque si annuncia sempre e comunque la necessità di una manovra correttiva nonostante Bruxelles ne neghi l'utilità e continui a mostrarsi fiduciosa nelle misure varate con l'ultima finanziaria.&lt;br /&gt;Qual è la soluzione di questo rebus? Il governo vuole più soldi ma promette di non prenderne ai ceti deboli e di prenderne anche di meno alla grande industria. Al ceto medio, a quella sparuta maggioranza di «caimani» fuori da questa &lt;em&gt;complexio oppositorum &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ragionpolitica.it/testo.5756.html"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;di cui scriveva ieri Raffaele Iannuzzi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;, sorge spontaneo un legittimo timore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Da Ragionpolitica del 26 maggio 2006&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114891625389671384?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114891625389671384/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114891625389671384' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114891625389671384'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114891625389671384'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/05/le-alchimie-liberiste-della.html' title='Le alchimie liberiste della concertazione'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114804679790447749</id><published>2006-05-19T15:52:00.000+02:00</published><updated>2006-05-19T16:00:03.390+02:00</updated><title type='text'>Bentornato politichese!</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Di fronte ai dati &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/fattord/20060519_00/"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Istat&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt; sul fatturato il nuovo ministro dello Sviluppo economico (prima Attività produttive) Pierluigi Bersani regala una dichiarazione che ci rituffa nei bei tempi della prima Repubblica, quando si ottundeva il senso critico degli elettori dietro a criptiche formule di analisi economica. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;“L’evoluzione delle congiuntura va dunque seguita con grande attenzione e cautela dovuta al fatto che l’industria italiana sta faticosamente uscendo da una prolungata fase di recessione. Il miglioramento del quadro impone infine di agire con urgenza sui fattori strutturali di debolezza del nostro apparato produttivo emersi con chiarezza negli ultimi anni&lt;/span&gt;.” &lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114804679790447749?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114804679790447749/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114804679790447749' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114804679790447749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114804679790447749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/05/bentornato-politichese.html' title='Bentornato politichese!'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114797505295749850</id><published>2006-05-18T19:57:00.001+02:00</published><updated>2006-05-18T20:10:49.616+02:00</updated><title type='text'>Cdl: elettori più maturi dei politici</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il valzer delle poltrone nel centrosinistra è appena cominciato e intanto la Cdl sembra eclissarsi nella sua sconfitta. Il vuoto sbuffare di questi giorni da parte del centrodestra rappresenta il modo migliore col quale questa coalizione può sciupare il patrimonio enorme che il suo lettorato le ha offerto col voto del 9 aprile. Se da un lato è anche comprensibile che il Cavaliere si prenda un meritato riposo dall’altra parte si assiste ai soliti fendenti nell’aria di molti esponenti della Cdl.&lt;br /&gt;Qualcuno dovrebbe spiegare ai vari Bondi, La Russa, Giovanardi che non saranno certo le loro invettive a far crollare prima un governo già nato male e già criticatissimo dalla sua sempre più labile maggioranza. Siamo alle solite. Al centrodestra sfugge che la comunicazione prima che contro gli avversari va fatta per galvanizzare il proprio elettorato. Eppure il rischio è grosso. Il voto delle prossime amministrative rischia di rafforzare il timido successo dell’Unione grazie al solito rischio astensione da parte degli elettori aerea centrodestra. Si prenda il caso della Campania, una delle regioni dove la diversità degli esiti delle differenti elezioni anche ravvicinate è storicamente più marcata. Nel 2001 il Polo fece praticamente cappotto nei collegi uninominali ma alla guida della Regione e di gran parte delle province e dei capoluoghi in questi anni è sempre andata la sinistra. Alle ultime politiche lo scontro per aggiudicarsi il &lt;em&gt;quorum&lt;/em&gt; al Senato è stato all’ultimo voto eppure a Napoli il centrodestra sembra avere scarse possibilità di vittoria. Il motivo di questa classica diversità della partecipazione al voto è attribuibile evidentemente alla minore capacità dei leader locali del centrodestra di risvegliare il proprio elettorato. Eppure quelli che ancora sono sul filo dell’astensione sono tutt’altro che elettori dormienti, anzi. A volte sono tra coloro che seguono con più attenzione la politica ma molto spesso ne sono profondamente sconfortati dalle scelte compiute dalla propria parte. Di qui la necessità da parte dei vertici della Cdl di contribuire fortemente alla campagna per le amministrative non tanto con una mera partecipazione alle campagne elettorali locali, quanto piuttosto con una forte politica di centrodestra a livello nazionale. Il consenso del 9 aprile ha chiesto al centrodestra una cosa ben precisa. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Perderete il governo ma non perdete l’unità d’intenti&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, non disperdete questa forza alternativa alla sinistra costruita in questi anni, non sciupate la spinta riformista dietro vuote polemiche. &lt;strong&gt;Gli elettori del centrodestra chiedono che la Cdl si unisca nell’azione prima che in un nuovo soggetto politico&lt;/strong&gt;. È inutile discutere di nuovi contenitori, di nuovi partiti se prima non si sceglie una strada da percorrere, i paletti entro i quali agire. Farlo significherebbe soltanto avere una nuova sigla dietro la quale le divergenze sarebbero ancora più stridenti. Prima di pensare al partito unico Berlusconi &amp;amp; Co. pensino ad un vero e proprio &lt;em&gt;shadow government &lt;/em&gt;del centrodestra che capitalizzando l’esperienza di governo di questi anni sappia ribattere campo per campo le iniziative sballate della maggioranza e riconoscere anche, se è il caso, quelle condivisibili. &lt;strong&gt;Il futuro del centrodestra, sconfitto vincente, si gioca in parlamento e passa ineluttabilmente da un opposizione unica e forte. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114797505295749850?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114797505295749850/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114797505295749850' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114797505295749850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114797505295749850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/05/cdl-elettori-pi-maturi-dei-politici.html' title='Cdl: elettori più maturi dei politici'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114795402972041719</id><published>2006-05-18T14:05:00.000+02:00</published><updated>2006-05-18T15:39:50.003+02:00</updated><title type='text'>La diplomazia europea fa sghignazzare l’Iran</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.iranian.ws/iran_news/publish/article_15689.shtml"&gt;Il sarcasmo del presidente persiano Mahmoud Ahmadinejad &lt;/a&gt;di fronte all'ultima proposta europea la dice lunga sul ruolo sempre più marginale che stiamo assumendo rispetto alla questione iraniana. Non era necessario infatti che l’Ue offrisse all’Iran un reattore ad acqua leggera per l’uso civile del nucleare per capire, una volta per tutte, che l’obiettivo di Teheran è esattamente fabbricarsi la bomba nucleare. Il rifiuto di Ahmadinejad - non ancora formalizzato - non aggiunge insomma nulla di nuovo alla vicenda. L’insistenza dell’Occidente a bloccare la libera scelta dell’Iran a favore dell’atomica semmai rischia di allargare il consenso interno del governo in carica. Appare difficile infatti aspettarsi che gli iraniani accettino di rinunciare ad un arma detenuta da tutti gli altri grandi paesi dell’area mediorientale. A questo punto la strada da percorrere a livello diplomatico potrebbe essere soltanto quella di cercare in ogni modo il coinvolgimento di Teheran nel consesso internazionale. All’Ue per giocare un ruolo importante nella spinosa questione non resta che individuare una strategia unica in accordo con la Russia. Putin in questo momento è l’unico esponente del G8 con cui Ahmadinejad dialoga apertamente. L’obiettivo cui puntare, quale che sia il percorso, è impedire che l’Iran trovi come unici alleati nazioni come Venezuala e Cuba ma soprattutto evitare che la leadership di Pechino – sempre più assetata di oro nero - riduca al minimo il ruolo dell’Europa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Update 15.30&lt;/em&gt;: Appena entrato alla Farnesina Massimo D’Alema tiene fede alla ormai consolidata fama di pontefice tra maggioranza e opposizione. &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/05_Maggio/18/dalema.shtml"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Così&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt; infatti il neo ministro degli Esteri si esprime in merito all’ipotesi che al leader di An venga assegnata la presidenza della commissione Affari esteri di Montecitorio: ''Se l'onorevole Fini avesse desiderio di impegnarsi in questo senso e se maturassero intese che non riguardano il governo ma i gruppi parlamentari se tutto questo accadersse, sarebbe un fatto positivo sia dal punto di vista politico, ma anche per le qualita' della persona, che consentirebbe di mantenere aperto un dialogo costruttivo sui tempi della politica estera''. Sul fronte della nostra politica internazionale innegabilmente una buona notizia ma del resto Kosovo docet.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114795402972041719?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114795402972041719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114795402972041719' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114795402972041719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114795402972041719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/05/la-diplomazia-europea-fa-sghignazzare.html' title='La diplomazia europea fa sghignazzare l’Iran'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114742639911027389</id><published>2006-05-12T11:31:00.001+02:00</published><updated>2006-05-12T13:00:12.476+02:00</updated><title type='text'>PIL in crescita, è colpa del governo Berlusconi</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;La ripresa economica dell’Italia è in arrivo. I dati Istat diffusi ieri confermano l’inversione di tendenza della nostra produzione che nel primo trimestre del 2006 fa registrare un + 0.6% rispetto al precedente trimestre e addirittura + 1.5% rispetto allo stesso periodo del 2005. Il tasso di crescita è in linea con la media europea e addirittura superiore a quella tedesca ferma allo 0,4%. I numeri sono inequivocabili tanto che anche il segretario della Cgil Guglielmo Epifani ne ha riconosciuto il peso, considerandolo ovviamente un evento del tutto congiunturale dal quale il prossimo governo dovrà partire. Insomma se le cose non vanno bene la colpa era del centrodestra, se le cose ora vanno meglio ciò è imputabile a cause esterne, quando il governo Prodi s’insedierà ovviamente il merito sarà suo. Eppure quando Silvio Berlusconi preannunciava in campagna elettorale che l’Italia stava per uscire dalla crisi molti lo accusavano di vendere un fumo nel quale nessuno più credeva. A ben guardare l’andamento della nostra economia è perfettamente in linea con gli obiettivi che il governo si era posto. La strategia è stata chiara. Sacrificare la riduzione del deficit considerando prioritario l’avvio di opere infrastrutturali e praticare una politica fiscale che favorisse e non frenasse gli investimenti. Il risultato più immediato è stato un aumento dell’occupazione, dovuto anche alla legalizzazione del sommerso, e una dose consistente d’innovazione nella pubblica amministrazione e nelle infrastrutture. Insomma il governo Berlusconi ha investito. Tirare la cinghia avrebbe significato soffocare ancora di più l’iniziativa imprenditoriale ma nel lungo periodo non avrebbe innescato alcuna svolta nella crescita. &lt;strong&gt;Allora è meglio ridurre il proprio deficit subito o gettare le basi del rilancio per una svolta che consenta domani di riequilibrare anche il proprio bilancio?&lt;/strong&gt; Questo poi senza contare che in tutta Europa ormai si è superata, anche grazie alla politica estera del governo di centrodestra, l’idea che il rilancio della competitività passi in via prioritaria dal controllo della spesa. Il commissario agli Affari economici Joaquín Almunia in questo senso continua ad essere esplicito. Anche di fronte alle previsioni di una crescita italiana all’1,3% per il 2006, contro una media europea attesa al 2,1%, Almunia continua a considerare importanti le misure della ultima finanziaria di Giulio Tremonti – con tagli strutturali per 20 Mld di euro – e per il momento non ha chiesto all’Italia manovre aggiuntive. Insomma se Bruxelles non s’inquieta per un deficit che resta sostanzialmente sotto controllo, non si capisce perché lo dovremmo fare noi. La verità è che le statistiche vanno lette in modo accurato. I dati più indicativi per valutare l’efficacia di un’azione di governo sono proprio quelli riguardanti il trend. Dire che il debito italiano è ancora il più alto in Europa non spiega nulla della politica economica perseguita, giusta o sbagliata che sia. Il numero degli ingegneri italiani per esempio è ancora lontano dalla media tedesca ma l’Italia in questa classifica è al secondo posto per tasso di crescita. Lo stesso sta avvenendo in altre aeree strategiche: la banda larga, gli incentivi alle imprese che innovano, la ricerca scientifica. &lt;strong&gt;Il dato assoluto alla fine conta di più ma il dato relativo aiuta a capire se la strada imboccata è quella giusta. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114742639911027389?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114742639911027389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114742639911027389' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114742639911027389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114742639911027389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/05/pil-in-crescita-colpa-del-governo_12.html' title='PIL in crescita, è colpa del governo Berlusconi'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114725225373396227</id><published>2006-05-10T11:10:00.000+02:00</published><updated>2006-05-10T11:10:53.913+02:00</updated><title type='text'>Se avesse coraggio la Rnp lascerebbe la maggioranza</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Davanti gli ultimi show pannelliani a Montecitorio il &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ilmegafono.net/archivio/pannella-e-la-tenerezza-di-una-stagione-che-finisce"&gt;Megafono&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt; registra la parabola discendente del leader radicale che appare ormai abbandonato dai suoi stessi epigoni parlamentari. Al di là di analisi politiche più profonde mi sembra tuttavia che l’uomo Pannella non sia in grado di rinunciare alle sue manifestazioni da saltimbanco, davanti alle quali si pretenderebbe che noi tutti, sebbene da posizioni diverse, c’inchinassimo in segno di rispetto. Eppure non posso non chiedermi una cosa. Se davvero la Rnp si sente gravemente defraudata nella propria rappresentanza parlamentare perché non lascia l’Unione? La &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;quaestio &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;infatti mi sembra sia sostanzialmente contro gli alleati del centrosinistra. Nel centrodestra i radicali si sentivano ostracizzati e non avevano tutti i torti. Dall’altra parte però sembra addirittura che i loro nuovi alleati gli freghino i seggi. Come dire dalla padella alla brace ma forse le poltrone di governo faranno sentir meno a Capezzone&amp;Co le scottature. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114725225373396227?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114725225373396227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114725225373396227' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114725225373396227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114725225373396227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/05/se-avesse-coraggio-la-rnp-lascerebbe.html' title='Se avesse coraggio la Rnp lascerebbe la maggioranza'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114718760873181169</id><published>2006-05-09T17:13:00.000+02:00</published><updated>2006-05-09T18:20:32.076+02:00</updated><title type='text'>Oltre il Colle la vera sfida resta la Costituzione</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Dall’elezione del capo dello Stato che in questi giorni assorbe tutta l’attenzione dei media non arriverà nessuna sorpresa. La scelta di Giorgio Napolitano – a questo punto la più probabile – o chi per lui, influirà ben poco sulle prossime vicende politiche. Per carità il Quirinale si è spesso rilevato la chiave di volta dei giochi negli ultimi anni ma questo è accaduto soprattutto quando al governo c’era il centrodestra. Ora che il colore del Colle sarà uniforme a quello dell’esecutivo vedremo diradarsi le tentazioni presidenzialiste dei vari Sartori e Scalfaro. Al Polo in questo momento converrebbe paradossalmente tirarsi fuori dalla contesa, lasciare che l’Unione mostri le sue crepe e non evidenziarne di proprie che in questo momento non servono a nessuno. Non condivido tutti gli altolà della Lega ma &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;cui prodest &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;spaccarsi su una battaglia che a questo punto vale poco e che comunque vada sarà una battaglia persa? A mio avviso il centrodestra avrebbe fatto meglio a votare un unico candidato in modo compatto fin dal primo scrutinio. Ciò da un lato avrebbe contribuito a mettere in risalto le sconfessate lesioni che attraversano la maggioranza, dall’altro avrebbe evitato al Polo scelte che rischiano di inimicarsi il futuro presidente o il proprio elettorato. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Ma l’errore più grande che il centrodestra continua a perpretare è il silenzio sulla politica dei contenuti. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Eppure anche in questi giorni di Quirinale-mania Berlusconi&amp;amp;Co. potrebbero benissimo spingere nella caldaia mediatica la spinosa questione della riforma costituzionale offrendo così il proprio tavolo di confronto agli avversari ma soprattutto dando il via indirettamente alla campagna d’informazione sul referendum. Sulla riforma costituzionale il Polo sta purtroppo commettendo ancora una volta lo stesso errore che ci sono costate le politiche del 9 aprile: non credere ad una possibile vittoria e cominciare a farlo solo quando è troppo tardi. La carenza della strategia di comunicazione del centrodestra è in effetti spaventosa. &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Da un lato non ci si lamenta mai abbastanza del predominio della stampa avversa, dall’altro non si fa nulla per alimentare un circuito virtuoso di informazione politica costruttiva. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Non un seminario, non una conferenza stampa, non un’inchiesta su alcuno dei giornali che pure sono orientati verso al Casa delle libertà. Il rischio è grosso. La sconfitta vittoriosa del 9 aprile per dare i suoi frutti positivi va capitalizzata immediatamente con un’azione mirata ispirata innanzitutto ad un coinvolgimento degli elettori sui propri obiettivi. Se così non sarà bisognerà ancora una volta battersi il petto ma sapendo che continuando su questa strada sarà sempre più difficile riprendere il timone del Paese.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114718760873181169?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114718760873181169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114718760873181169' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114718760873181169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114718760873181169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/05/oltre-il-colle-la-vera-sfida-resta-la.html' title='Oltre il Colle la vera sfida resta la Costituzione'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114667294006712683</id><published>2006-05-03T18:15:00.000+02:00</published><updated>2006-05-04T12:20:28.563+02:00</updated><title type='text'>Silvio lascia ma il berlusconismo è più forte di prima</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Silvio Berlusconi lascia Palazzo Chigi e la sua uscita è immediatamente ripresa da tutti i media del mondo. Ma qual è il vero significato di questa svolta per l’Italia? Davvero si chiude l’era berlusconiana? La sconfitta elettorale rappresenta una tappa storicamente importante per la politica liberale del nostro Paese e resta al di là di ogni pur ragionevole distinguo un evento negativo. La foto del premier affacciato su Piazza Colonna – che ahimè non riesco più a trovare – è più eloquente di mille editoriali. Ciò che pesa sull’orgoglio dell’uomo Berlusconi più che la sconfitta in sè è l’archiviazione di un progetto in cui il premier credeva fortemente e che proprio ora cominciava a dare i frutti migliori, il rilancio dell’Italia. Lo sconforto è quindi una reazione comprensibile che però ora chiama tutto il centrodestra ad uno sforzo ancora più grande, andare oltre il 9 aprile, rinsaldare la fiducia del 49% degli elettori, consolidare l’alleanza liberale. I rischi in questo momento restano ancora tanti. Da un lato il Polo dovrà dare prova di coesione nell’opposizione parlamentare, dall’altro dovrà offrire agli italiani un riferimento politico rigenerato più che negli obiettivi nei protagonisti. Tutto dovrà girare intorno al rafforzamento di una visione politica opposta a quella dell’Unione, portata più all’obiettivo che al consociativismo. Romano Prodi lo ha detto più volte: vogliamo unire un Paese diviso. Eppure il Paese prima che politicamente è diviso su un approccio diverso alla società che la nuova epoca c’impone. Chi ha sostenuto la Cdl lo ha fatto in gran parte nella convinzione di una probabile sconfitta, manifestando così la volontà di tener fermo il senso di marcia della coalizione di centrodestra orientato al superamento di un vecchio modo d’intendere la politica e le istituzioni. In questo senso davvero al di là dell’esito negativo le ultime politiche segnano una vittoria di quell’Italia silenziosa e lavoratrice su quell’Italia piagnona e chiassosa amplificata ogni giorno dalla gran parte della stampa nazionale. L’elettorato di centrodestra ha trovato finalmente nel Paese una propria identità che lo rende in qualche modo più simile all’elettorato di centrosinistra col vantaggio però di conservare uno spirito critico nei confronti dei propri referenti politici più spiccato. L’elezioni hanno confermato che l’elettorato mobile è meno influente dell’elettorato dormiente e che l’elettorato dormiente quando si muove lo fa in gran parte a favore dei moderati. Se dovessi scegliere direi che il merito più grande di Silvio Berlusconi è stato quello di creare e consolidare una forza politica veramente nuova nelle aspirazioni e nel linguaggio. Da qui è necessario partire e Silvio Berlusconi resta in tal senso un punto imprescindibile. Seppure a malincuore bisogna riuscire a ragionare su un nuovo ruolo che non sarà più a questo punto di aspirante primo ministro per i moderati ma di ispiratore di questa coalizione in qualità di fondatore. Tutte le chiacchiere sulla flessione di Forza Italia e sulla crescita dell’Udc e di An hanno un peso estremamente relativo e vanno sempre viste in un'ottica di coalizione. Se il tracollo annunciato non c’è stato è stato insomma grazie al governo presieduto da Silvio Berlusconi e alla sua capacità di galvanizzare nuovamente gli italiani con tre mesi eccezionali di campagna elettorale. Chi sentenzia di percentuali senza rimarcare questo dato fondamentale interpreta il particolare tralasciando la chiave di lettura più importante. La fine del governo consegna insomma il Berlusconi primo ministro alla storia ma al tempo stesso – grazie alla solidità elettorale del Polo – apre prospettive notevoli al &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;berlusconismo&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. Ora tocca ai &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;berluscones &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;camminare con le proprie gambe mettendo da parte stupide rivalità interne e accordandosi intorno ad un unico parametro di riferimento: la concretezza e la chiarezza del governo migliore nella storia della repubblica italiana. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114667294006712683?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114667294006712683/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114667294006712683' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114667294006712683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114667294006712683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/05/silvio-lascia-ma-il-berlusconismo-pi.html' title='Silvio lascia ma il berlusconismo è più forte di prima'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114562893897790671</id><published>2006-04-21T16:15:00.000+02:00</published><updated>2006-04-21T16:15:39.110+02:00</updated><title type='text'>Il regime di Silvio</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Giusto per conservare in questo blog una testimonianza diretta di questa brutta faccenda linko &lt;/span&gt;&lt;a href="http://btbf.blogspot.com/2006/04/giornalismo-vaccari-vs-scalfari.html"&gt;Born to be free&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. Qui l’illuminante articolo di Lanfranco Vaccari chiamato ad intervistare Silvio Berlusconi per Terra. Ah Freedom House! &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114562893897790671?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114562893897790671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114562893897790671' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114562893897790671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114562893897790671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/04/il-regime-di-silvio.html' title='Il regime di Silvio'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114553424480897059</id><published>2006-04-20T13:56:00.000+02:00</published><updated>2006-04-20T13:57:24.833+02:00</updated><title type='text'>Industria in crescita: che bravo Prodi!</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;C’è chi impazzisce per l’Economista, chi stravede a intermittenza per il Financial Times, chi non si perde una previsione delle agenzie di rating, chi si aggrappa al FMI. Poi ci sono i numeri e da questi in genere parte chi vuole capire qualcosa degli andamenti economici e chi vuole cogliere il peso – sempre più scarso – che i governi possono esercitare su queste dinamiche. Per voi i dati &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/fattord/20060420_00/"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Istat&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt; su fatturato e ordinativi della nostra industria:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nel mese di febbraio 2006 l'indice del fatturato dell'industria, calcolato con base 2000=100 sul valore delle vendite espresse a prezzi correnti, è risultato pari a 108,6 segnando un incremento dell’8,1 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Il fatturato è aumentato del 6,3 per cento sul mercato interno e del 12,7 per cento su quello estero.&lt;br /&gt;L'indice degli ordinativi è risultato pari a 120,5, con una crescita tendenziale del 14,1 per cento. Gli ordinativi segnano un incremento del 15,3 per cento sul mercato interno e dell’11,3 per cento sul mercato estero.&lt;br /&gt;Gli indici generali destagionalizzati del fatturato e degli ordinativi sono risultati pari, rispettivamente, a 111,4 e 112,4, presentando, nel confronto con il mese precedente, una variazione positiva dell’1,9 per cento, il primo, e del 4,3 per cento, il secondo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unica cosa che mi skazza non poco è che adesso i media invertiranno il filtro e passeranno solo le analisi positive;)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114553424480897059?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114553424480897059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114553424480897059' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114553424480897059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114553424480897059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/04/industria-in-crescita-che-bravo-prodi.html' title='Industria in crescita: che bravo Prodi!'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114545928164446425</id><published>2006-04-19T17:08:00.000+02:00</published><updated>2006-04-19T17:09:49.333+02:00</updated><title type='text'>Perché i liberali non hanno seguito Capezzone</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Se è vero che ogni partitino dell'Unione ha dato il suo contributo per scavalcare il Cavaliere dello 0,06%, è giusto tuttavia riconoscere ai radicali il merito di aver sparigliato le carte in tavola. Sono loro che nel 2001 erano infatti dall'altra parte e che ora, passando con Prodi, lo hanno guidato alla volta di Palazzo Chigi. Detto questo è innegabile che la prestazione elettorale della premiata ditta B&amp;B (Bonino-Boselli) è stata, come quella di tutta l'Unione, al di sotto delle aspettative. Mentre sull'onda degli ormai famigerati exit pool Daniele Capezzone in diretta dava lezioni di liberalismo a Silvio Berlusconi già si contavano quelle poche centinaia di migliaia di voti che sgonfiavano il pallone creato dai media in questi mesi intorno alla Rosa nel Pugno. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Cosa è successo? Ancora una volta i radicali hanno disorientato quel potenziale elettorato che pure continua a guardarli con simpatia e che però non se l'è sentita di seguire Pannella nella sua ennesima girandola politica. I fremiti di questi giorni nell'Unione sono tutti lì a confermarlo. Dalle dichiarazioni di sufficienza di D'Alema, per il quale la Rnp è stata soltanto «un cartello elettorale», alle insofferenze della sinistra sindacalista verso la Legge Biagi, sui radicali e sui loro obiettivi politici cominciano a piovere ostacoli di ogni tipo. Le difficoltà per l'ultraliberismo laico di farsi strada in un non ancora definito governo Prodi furono del resto già evidenti in sede di preparazione del programma, quando B&amp;B furono disinvoltamente estromessi dalla redazione del papocchio «Per il bene dell'Italia».&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Si dice che i radicali sono andati a sinistra per veder premiate le battaglie etiche innanzitutto, ben sapendo che su quelle liberiste avrebbero dovuto lottare. Ma questa è una visione distorta, per non dire di comodo, della realtà. Nell'Unione tematiche come la procreazione assistita e i Pacs hanno fin da ora avversari altrettanto forti che nella Casa delle Libertà. La Margherita è infatti la seconda forza del centrosinistra e sul versante dei cosiddetti diritti civili sarà fiancheggiata dalla cattolicissima truppa mastellata. Non parliamo poi dell'idiosincrasia dei radicali per tutti i legacci che frenano il libero mercato, ordini professionali e baronie universitarie in primis. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Cosa farà la Bonino quando Prodi manifesterà l'intenzione di abolire la riforma dell'università e con essa il concorso nazionale, restaurando i privilegi di rettori e senati accademici? Daniele Capezzone ha criticato Berlusconi per non aver attuato la separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante, che però nell'Unione è considerata argomento tabù. O si aspetta che con Gerardo D'Ambrosio in Parlamento questa riforma possa diventare realtà? Insomma si possono capire - pur non condividendole in toto - le lamentele radicali sulla scarsa spinta liberale del governo Berlusconi, dopodiché toccherebbe ad Emma Bonino aiutarci a capire come questi ideali possono trovare soddisfazione nel programma del centrosinistra. Non sarebbe stato forse più proficuo per i liberali italiani compattarsi e lottare per una maggiore incisività all'interno del centrodestra? Non sarebbe stato il caso di inserirsi da protagonisti nella creazione del partito unico, puntando ad una rappresentanza di peso dei laici nel nuovo soggetto politico? Si obietta che i vertici di Forza Italia hanno chiuso le porte ai liberali concedendo gli spazi più importanti agli ex-democristiani ed ex-socialisti. Ma se così fosse non avrebbe avuto ancora più senso tenere ferme le posizioni, partendo dagli obiettivi tipicamente liberali tutt'altro che minimi centrati dall'esecutivo in questi anni?&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Quale governo italiano è stato più liberale di quello presieduto da Silvio Berlusconi? Quale governo ha avuto il coraggio di sfidare potentati e sindacati, pur di attuare riforme strutturali di lungo periodo come quella delle pensioni o del mercato del lavoro? Capezzone si erge a maestro di liberalismo ma come può convincerci che troverà in Prodi l'alfiere delle sue battaglie? Forza Italia, piaccia o meno, rappresenta il riferimento politico irrinunciabile per i liberali italiani. Dai tempi della Destra storica il Paese non godeva di una forza politica così vicina agli insegnamenti di John Locke. Quando punzecchiato sul Foglio da Cristian Rocca il segretario dei radicali s'improvvisa epigono di Adam Smith e pretende di spiegare il fallimento della politica economica del governo puntando il dito sul diverso andamento della Spagna e contro le velleità anti-dumping di Giulio Tremonti, imbocca in pieno la via sinistra alla facile retorica e mostra d'ignorare le basi del funzionamento dell'economia globale e i suoi ingovernabili andamenti. Mostra d'ignorare, per esempio, quanto la Spagna stia ancora godendo dell'onda lunga di mirati interventi infrastrutturali avviati all'inizio degli anni '90 grazie ad un saggio utilizzo dei fondi europei che in Italia prima di Berlusconi non c'era mai stato.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Forza Italia ha raccolto in sé anche l'anima cattolica, è vero, ma questo non ha condotto il partito del Cavaliere ad una mera successione a piazza del Gesù. Semmai è vero il contrario. Accogliendo tra le altre anche la tradizione democristiana gli azzurri hanno confermato la loro aspirazione a costituire un grande partito laico, liberale e moderato. Un liberalismo che con la religione non entra in conflitto, ma dialoga, considerandola un aspetto imprescindibile della società. Lo stesso referendum sulla procreazione assistita non ha fatto del resto che confermare la vocazione liberale di Forza Italia, che ha lasciato esprimersi al suo interno punti di vista anche in netto contrasto tra di loro. Abbandonando la CdL semmai i pannelliani stessi si assumono la responsabilità di rinunciare a rafforzare la spinta liberale che nel centrodestra è tutt'altro che spenta. Anche sul versante dei Pacs i radicali hanno fatto finta di non vedere la possibilità tuttora esistente di far maturare all'interno del centrodestra un certo percorso di riconoscimento delle coppie di fatto. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Quello della Rnp insomma è apparso ai liberali come l'ennesimo capriccio, l'ennesimo tentativo di creare consenso sorprendendo con scelte eclatanti, scandalizzando, dimenticando che il folklore in politica suscita simpatia ma non porta consenso. Il serbatoio di Pannella è destinato a restare limitato ai giovani libertari, per i quali la bontà di un governo si giudica dal numero di spinelli che ti concede di portare in tasca, «15 sono pochi per carità Capezzone ha ragione!». Come poteva il voto liberale seguire il volo pindarico verso lo Sdi di Boselli, tutto impettito e timoroso, nel suo vuoto anticlericalismo? Come poteva l'esuberante voto libertario seguire compatto il soporifero linguaggio del professor Prodi che si barcamenava tra Ruini e Bertinotti? Ai nove deputati radicali gli auguri più sinceri.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Da Ragionpolitica del 19 aprile 2006&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114545928164446425?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114545928164446425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114545928164446425' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114545928164446425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114545928164446425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/04/perch-i-liberali-non-hanno-seguito.html' title='Perché i liberali non hanno seguito Capezzone'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114545257743514993</id><published>2006-04-19T15:16:00.000+02:00</published><updated>2006-04-19T15:16:17.633+02:00</updated><title type='text'>Il vero programma è la spartizione della torta statale

</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt; “Saremo la forza più leale della coalizione e più rigorosa nel chiedere l'applicazione del programma”. Lo assicura il buon Alfonso Pecoraro Scanio facendo finta di non sapere quanto vuoto sia il piano enciclopedico “Per il bene dell’Italia”. Come faranno gli elettori a sapere se chi si batte per la Tav nel centrosinistra è in linea con l’inesistente programma o con i suoi interessi? Viene il sospetto che chiedere l’applicazione del programma significhi semplicemente non far saltare il banco e con esso tutta la torta che Prodi cercherà di spartire &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;equamente&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114545257743514993?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114545257743514993/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114545257743514993' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114545257743514993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114545257743514993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/04/il-vero-programma-la-spartizione-della.html' title='Il vero programma è la spartizione della torta statale&#xA;&#xA;'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114544426398405592</id><published>2006-04-19T12:57:00.000+02:00</published><updated>2006-04-19T12:57:47.796+02:00</updated><title type='text'>Financial sì, Financial no</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Consiglio illuminante quello di Filippo Facci sul &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=83040"&gt;Giornale&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt; di oggi. Quando la sinistra e i mass media italiani che le fanno da corollario la smetteranno d’incensare ogni scoreggia scritta oltre confine, ne guadagneremo tutti in capacità d’analisi.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114544426398405592?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114544426398405592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114544426398405592' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114544426398405592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114544426398405592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/04/financial-s-financial-no.html' title='Financial sì, Financial no'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114499978169014427</id><published>2006-04-14T09:29:00.000+02:00</published><updated>2006-04-14T09:33:37.983+02:00</updated><title type='text'>Potere sinistro - 1: Lezioni di Giustizia</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Sul &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/"&gt;Giornale&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt; di oggi il neo senatore diessino Gerardo D’Ambrosio ci offre pillole di saggia apertura sul fronte giustizia. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Alcuni suoi colleghi di partito, ad esempio, ritengono che per prima cosa bisogna abolire le leggi sulla giustizia approvate nella passata legislatura. È d'accordo? 'Andranno esaminate ad una ad una ma non costituiscono una priorita''. Nessun intervento quindi? 'Guardi, i guai della giustizia sono altri... Nella sua agenda ideale quali sono gli interventi prioritari da attuare? 'Tutti quelli che rendono la giustizia certa e rapida. Meglio l'applicazione di una condanna piu' mite in tempi rapidi piuttosto di una condanna pesante che non viene mai espiata.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;È bastato qualche voto in più per stravolgere l’approccio della sinistra ad una possibile riforma della magistratura. Considerando anche la spinta dei rosapugnettari a favore della separazione delle carriere possiamo stare tranquilli…&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114499978169014427?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114499978169014427/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114499978169014427' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114499978169014427'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114499978169014427'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/04/potere-sinistro-1-lezioni-di-giustizia.html' title='Potere sinistro - 1: Lezioni di Giustizia'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114500164225650587</id><published>2006-04-13T10:00:00.000+02:00</published><updated>2006-04-14T16:17:53.450+02:00</updated><title type='text'>Delizie d’Unione: il Pacs tra Piero e Bobo</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/fassino_dalema2.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Con Piero Fassino io ho fatto un patto'. Lo ricordi. 'Quando decisi di portare il mio partito nella coalizione del centrosinistra, dopo che il ministero dell'Interno mi aveva bocciato il simbolo del garofano, sostenendo che si confondeva con il simbolo della Nuova Dc e del Psi di De Michelis...'. Quando si presento' da Fassino, cosa accadde? 'Semplice: trovai le liste della Lombardia gia' fatte e a me tocco' il posto numero 9... Arrivavo persino dopo una ricercatrice voluta da Prodi ed e' per questo che chiesi garanzie'. Di che tipo? 'Dissi: se non mi eleggono, com'e' quasi certo, mi portate al governo'. E Fassino? 'Disse che non c'erano problemi, facemmo comizi insieme...'. Ora Bobo Craxi aspetta una telefonata.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Non faccio i ricattucci che fecero, due tre mesi fa, tipi come Mastella o Di Pietro... Io so solo di aver salvato la vita politica di Prodi e Fassino e di tutti gli altri.(dal Corriere)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/fassino_dalema2.2.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" height="135" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/200/fassino_dalema2.1.jpg" width="159" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/fassino_dalema2.1.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Cosa farà la dolce Pierina? Cadrà nelle lusinghe del Clemente &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;sannita o del ruspante Tonino? Bobo in &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/fassino_dalema2.jpg"&gt;&lt;/a&gt;fondo sarà sufficiente &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;portarlo un po’ a spasso il pomeriggio… ma Romano in tutto &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;questo? niente da fare lei pensa ancora alle promesse del &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;marinaretto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/fassino_dalema2.0.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114500164225650587?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114500164225650587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114500164225650587' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114500164225650587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114500164225650587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/04/delizie-dunione-il-pacs-tra-piero-e.html' title='Delizie d’Unione: il Pacs tra Piero e Bobo'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114482957163346479</id><published>2006-04-12T10:12:00.000+02:00</published><updated>2006-04-12T10:16:41.586+02:00</updated><title type='text'>Il Polo perde ma l’Italia è più a destra di prima!

</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Al Senato, la Casa delle liberta' ha ottenuto 2 milioni e 772 mila voti in piu' rispetto alle elezioni del 2001. Alla Camera, ha ottenuto 2 milioni e 83 mila voti in piu', sempre rispetto al 2001. Questo significa che l'area di consenso della Casa delle liberta', dopo cinque anni di governo, si e' allargata, e cio' ben oltre l'aumento di poco piu' di un milione di voti validi.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;È l’analisi da non perdere di Alessandro Corneli che, sul &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=81506"&gt;Giornale&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt; di oggi, mette in evidenza un dato fondamentale di queste elezioni politiche.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114482957163346479?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114482957163346479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114482957163346479' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114482957163346479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114482957163346479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/04/il-polo-perde-ma-litalia-pi-destra-di.html' title='Il Polo perde ma l’Italia è più a destra di prima!&#xA;&#xA;'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114478094282361910</id><published>2006-04-11T20:42:00.000+02:00</published><updated>2006-04-12T15:49:38.630+02:00</updated><title type='text'>Le insidie della legge Tremaglia</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;“Nessun partito politico italiano, nella prossima legislatura, potrà illudersi di fare totalmente conto sui rappresentanti degli italiani all’estero, anche quando sono stati eletti su una lista che porta il suo nome”. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Così Sergio Romano concludeva dalle colonne del Corriere della Sera del 31 marzo la sua disamina sulla novità del voto degli italiani all’estero, manifestando tutte le sue preoccupazioni per l’eccessiva apertura della Legge Tremaglia. Prima di altri Romano intuiva lo stravolgimento che avrebbe portato questa novità del sistema elettorale rispetto alla configurazione del nostro Parlamento. L’obiettivo dei parlamentari eletti all’estero, scriveva infatti l’ambasciatore, sarà “&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;non la soluzione dei problemi della madrepatria, ma la soddisfazione delle esigenze dei suoi elettori”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. Il neo-senatore per l’aerea Sud America, Luigi Pallaro, ben prima del voto aveva preannunciato in caso di elezione il suo sostegno alla maggioranza, indipendentemente da quale coalizione avrebbe ricevuto l’incarico di governo. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;L’eccesso della riforma Tremaglia è effettivamente stato rappresentato proprio dalla previsione di candidati residenti nelle stesse circoscrizioni estere. Nelle altre grandi democrazie, che pure permettono il voto dei connazionali emigrati, i candidati sono gli stessi per i quali votano i compatrioti rimasti in patria. L’anomalia è tutta qui e non è poco se si considera che secondo la stessa Costituzione il parlamentare dovrebbe rappresentare tutta la nazione. In questo caso invece ci troviamo davanti a candidati che dichiaratamente promuoveranno l’interesse particolare delle comunità al di fuori dei nostri confini, considerando del tutto secondari i problemi della madrepatria. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Ma l’errore più grave in cui il centrodestra è inavvertitamente incorso è stato il modo stesso in cui ha preparato la campagna elettorale nella circoscrizione Estero. Pur correndo per un’elezione col sistema maggioritario&amp;nbsp;&amp;nbsp;– la legge era stata varata prima della riforma elettorale in senso proporzionale – il Polo come nelle circoscrizioni nazionali si è infatti presentato diviso partito per partito. Se nelle ripartizioni Nordamerica e Africa-Asia-Oceania, che hanno eletto ciascuna un senatore, la Cdl avesse per esempio corso con un’unica lista, avrebbe certamente ottenuto entrambi i seggi e a Palazzo Madama il risultato finale si sarebbe rovesciato a suo favore con 158 rappresentanti contro i 156 dell’Unione. Invece nonostante le percentuali dei tre principali partiti di centrodestra presenti in queste aeree - Forza Italia, Lista Tremaglia e Udc&amp;nbsp;&amp;nbsp;- superino in queste aeree il 55% dell’elettorato contro il 38% scarso dell’Unione, i due seggi in questione sono andati al centrosinistra. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;C’è infine un ultimo fattore che ha pesato sulla sconfitta del Polo nei collegi extraterritoriali, &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;la stampa estera&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. In Italia conosciamo bene attraverso quali filtri l’informazione politica giunga negli altri paesi. I primi ad essere sconvolti dal testa a testa sono stati proprio i giornalisti stranieri che da cinque anni si divertivano a denigrare all’estero il governo di Silvio Berlusconi. Se in Italia il premier è riuscito a compensare questa visione distorta della realtà con una massiccia campagna di comunicazione ciò non è stato possibile all’estero. Questa carenza è confermata del resto dal dato sull’affluenza alle urne d’oltremare che, malgrado le aspettative del ministro Tremaglia, si è fermata al 38,8% dando così particolare risalto alla maggiore militanza dell’elettorato di sinistra.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Su Ragionpolitica del 12 aprile&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114478094282361910?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114478094282361910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114478094282361910' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114478094282361910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114478094282361910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/04/le-insidie-della-legge-tremaglia.html' title='Le insidie della legge Tremaglia'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114467792742113178</id><published>2006-04-10T16:05:00.000+02:00</published><updated>2006-04-10T16:06:44.676+02:00</updated><title type='text'>Canta canta ma Forza Italia resta prima</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Quietatevi spifferi. Forza Italia tiene. Già dagli exit pool si conferma primo partito. Da qui si riparte. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114467792742113178?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114467792742113178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114467792742113178' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114467792742113178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114467792742113178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/04/canta-canta-ma-forza-italia-resta.html' title='Canta canta ma Forza Italia resta prima'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114467312751757633</id><published>2006-04-10T14:43:00.000+02:00</published><updated>2006-04-10T14:45:27.546+02:00</updated><title type='text'>A quarter to the exit</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/nuvoloso_g.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/320/nuvoloso_g.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Questo tempo grigio non promette nulla di buono…&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114467312751757633?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114467312751757633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114467312751757633' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114467312751757633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114467312751757633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/04/quarter-to-exit.html' title='A quarter to the exit'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114460631994420596</id><published>2006-04-09T20:11:00.000+02:00</published><updated>2006-04-09T20:30:04.553+02:00</updated><title type='text'>In Irpinia l’Unione presenta il suo vero volto</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/sademiJPG.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 334px; CURSOR: hand; HEIGHT: 197px; TEXT-ALIGN: center" height="197" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/320/sademiJPG.jpg" width="349" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Votare in Alta Irpinia offre la possibilità che non ti aspetti, quella di guardare in faccia lo scontro in atto, i suoi protagonisti principali. Il cavaliere, l’uomo della tv commerciale cresciuta all’ombra del Garofano di Craxi. Il democristiano, il professore del tressette della Magna Grecia, cresciuto all’ombra del sisma del 1980 con i vari Tanzi, Scalfari e Prodi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Più di Romano Prodi infatti &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;è Ciriaco De Mita il burattinaio dell’Unione&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;, è lui che, dopo dieci anni da demiurgo, ritornerà a Montecitorio per tessere in prima persona nuove trame e nuove clientele. I legami col professore sono poi notissimi. Prodi ascese all’Iri proprio per volontà dell’allora segretario dc, che frequentava Nusco dai tempi della Cattolica quando divideva la stanza col fratello di Ciriaco. Quali mosse prepara adesso il professore irpino? Forse la rottura con i ds e l’assalto al centro del Polo, certo non tornerà a Roma per adattarsi a un ruolo di secondo piano. La sua rete di potere nel feudo avellinese del resto peserà come al solito notevolmente sul bottino di voti della Margherita e quindi sulla sua linea politica. De Mita in fondo è da tempo sempre più presente accanto a Francesco Rutelli. La trasformazione dell’ex sindaco di Roma da radical chic di sinistra a basista democristiano mostra chiaramente la sua impronta. La stessa irrequietezza dell’ala rutelliana della Margherita è stata certamente ispirata da De Mita che non ha dimenticato la sufficienza con cui il professore lo mise da parte nel 1996. Pur non essendovi più la simpatia di un tempo non vi è dubbio tuttavia che, in caso di vittoria dell’Unione, l’influenza del potente esponente democristiano su Prodi sarà enorme. Noi ci prepariamo.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114460631994420596?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114460631994420596/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114460631994420596' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114460631994420596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114460631994420596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/04/in-irpinia-lunione-presenta-il-suo.html' title='In Irpinia l’Unione presenta il suo vero volto'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114453130203406778</id><published>2006-04-08T23:21:00.000+02:00</published><updated>2006-04-08T23:21:42.056+02:00</updated><title type='text'>Il doppiopesismo della sinistra sui brogli elettorali

</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;I timori manifestati ieri da Silvio Berlusconi, in merito al rischio brogli nella prossima tornata elettorale, sono stati puntualmente derisi dal centrosinistra come l’ennesima riprova dell’inaffidabilità del presidente del Consiglio. Romano Prodi li ha esclusi spiegando che il governo controllerebbe ogni cosa e quindi non ha nulla da temere. Piero Fassino dal canto suo ha sentenziato che in un paese democratico come l’Italia i brogli “non ci sono mai stati”. Ma il problema può essere veramente liquidato in maniera così semplice? &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;I meccanismi di voto in realtà vengono garantiti proprio da un largo coinvolgimento popolare sulle operazioni di spoglio che sono pertanto &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;coordinate e non controllate dal governo &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;come ha invece affermato Prodi che ha evidentemente come modello democratico di riferimento la Bielorussia. Chiarito questo, che la sinistra vanti un esercito di militanti su tutto il territorio che il Polo non ha, resta una verità incontrovertibile. Chiunque abbia preso parte almeno una volta alla operazioni di spoglio ricorderà senza dubbio la saccenza e l’invadenza con cui i rappresentanti di lista della sinistra assediano gli scrutatori pronti a chiosare ogni più semplice decisione pur di portare acqua al proprio mulino. Ciò che ha detto Silvio Berlusconi ancora una volta è quindi la classica verità sotto gli occhi di tutti che però nessuno osa ammettere. Il rischio brogli del resto, come insegna la campagna Bush ws Gore, è in genere tanto più grande quanto più lo scarto tra le due coalizioni si preannuncia esiguo. Ma c’è di più. Al segretario della Quercia, che trova scandaloso parlare di brogli in Italia, bisognerebbe chiedere come mai dall’opposizione negli ultimi mesi sono piovute sull’esecutivo una serie di sospetti sulle possibili manomissioni del voto favorite dal ricorso allo scrutinio elettronico? L’accusa è reiterata anche sull’&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Espresso &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;di questa settimana da Beppe Grillo l’ultimo vate reclutato dall’intellighenzia di sinistra. Eppure il ministro per l’Innovazione, Lucio Stanca, ha più volte ricordato come il ruolo dell’informatica nelle prossime elezioni sarà semplicemente sperimentale e come nel caso di discordanza con lo scrutinio cartaceo, quest’ultimo conteggio prevarrà senza dubbio su quello elettronico. In effetti basterebbe dare un’occhiata al decreto del 3 gennaio 2006 che disciplina appunto la sperimentazione informatica per le elezioni politiche. In un unico semplice articolo il provvedimento precisa esplicitamente che “&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;a conclusione delle operazioni di spoglio delle schede, il presidente dell'ufficio elettorale di sezione attesta la conformità degli esiti della rilevazione informatizzata dello scrutinio rispetto a quelli risultanti dall'annotazione sulle tabelle di scrutinio cartacee. In caso di discordanza tra i risultati, il presidente, senza procedere ad ulteriori verifiche, provvede agli adempimenti previsti dalla legge, tenendo conto dei risultati riportati sulle tabelle di scrutinio cartacee&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;”. Dov’è l’equivoco? La vicenda dimostra ancora una volta la ricerca esasperata della polemica vuota da parte del centrosinistra. Eppure chi promette la serietà al governo dovrebbe imparare ad esercitare questa virtù anche dagli scranni dell’opposizione. Ma del resto si sa il professore se non ha poltrone è abituato a migrare. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Su Ragionpolitica del 7 aprile &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114453130203406778?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114453130203406778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114453130203406778' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114453130203406778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114453130203406778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/04/il-doppiopesismo-della-sinistra-sui.html' title='Il doppiopesismo della sinistra sui brogli elettorali&#xA;&#xA;'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114441070104798806</id><published>2006-04-07T13:51:00.000+02:00</published><updated>2006-04-07T13:51:41.066+02:00</updated><title type='text'>Quello che la stampa estera scrive (ma che nessuno riprende)</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;A tutti coloro che considerano la stampa internazionale come ILVERBO consiglio la lettura di questo interessante post di &lt;/span&gt;&lt;a href="http://watergate.blogsome.com/2006/04/06/prodi-vergogna/"&gt;Watergate&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt; che raccoglie tutte le critiche piovute sul professore dall’estero durante il suo incarico a Bruxelles. Io mi limito a riprendere l’estratto di &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Liberation:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;According to Jean Quatremer, the veteran correspondent of Libération in Brussels, the world’s &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;press agrees that Romano Prodi is the worst President of the European Commission ever&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. The Eurostat affair, which has destroyed any pretence that the reputation of the Prodi Commission has cleaned up the act of its predecessor, comes after a long period in which the President himself has seen his own authority ebb away remorselessly. At last &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;October’s economic summit, he literally said nothing&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;, even though the economy is supposed to be the Commission’s patch. The only country which is not aware of Prodi’s terrible reputation, says Quatremer, is Italy. This is because &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;the majority of the press is hostile to the Berlusconi government&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;, and sees in Romano Prodi the man who has the greatest chances of beating him (Trad. dal fancese, &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.europeanfoundation.org/docs/177id.htm"&gt;Liberation&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt; 27 settembre 2003, vedi sopra, con aggiunta dell’European Foundation).&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;(Estratto dal blog di Watergate)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114441070104798806?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114441070104798806/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114441070104798806' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114441070104798806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114441070104798806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/04/quello-che-la-stampa-estera-scrive-ma.html' title='Quello che la stampa estera scrive (ma che nessuno riprende)'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114434066763590625</id><published>2006-04-06T18:20:00.000+02:00</published><updated>2006-04-06T18:24:27.750+02:00</updated><title type='text'>Forattini oggi sul Giornale</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/forattini%206aprile.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/320/forattini%206aprile.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114434066763590625?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114434066763590625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114434066763590625' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114434066763590625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114434066763590625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/04/forattini-oggi-sul-giornale.html' title='Forattini oggi sul Giornale'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114424527212687477</id><published>2006-04-05T15:54:00.000+02:00</published><updated>2006-04-05T15:54:33.296+02:00</updated><title type='text'>Etica e libertà: lo scontro ideologico del 9 aprile</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Felicità contro funzionalità. Il duello Prodi-Berlusconi di lunedì si può riassumere in questa dicotomia. Al di là della capacità comunicativa dei due leader si sono scontrate due ideologie che riflettono due approcci contrapposti alla politica, uno più legato ad una visione messianica dello Stato, l’altro portato a considerare lo Stato nella sua mera funzione di macchina istituzionale a servizio dei cittadini. Lo scontro politico nell’Italia di oggi riscopre le categorie antitetiche dello stato morale contrapposto allo stato liberale e questa sfida è stata percepibile nel diverso linguaggio usato dai due contendenti. Prodi continua a far riferimento ad obiettivi generali, facilmente condivisibili ma poco indicativi dell’azione di governo. Più attenzione alla scuola, più attenzione al Sud, ai giovani, ai lavoratori, alle donne. Berlusconi dal canto suo punta ad una descrizione sempre meticolosa delle modalità con cui ottenere quello che è l’obiettivo scontato di entrambe le coalizioni:&amp;nbsp;&amp;nbsp;la crescita del Paese. Ma mentre l’Unione continua a proporre una visione religiosa della politica per cui soltanto la loro coalizione punterebbe al “&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Bene del Paese&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;” – questo il titolo del programma di Prodi – il centrodestra cerca di coinvolgere gli elettori sulle tecniche di governo per favorire il benessere di tutti. La diversità è ancora quella tra un’Italia agganciata alla prima repubblica, ricca di propositi di bontà, e l’Italia &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;berlusconiana &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;che si appassiona alle scelte concrete della politica. Piaccia o meno è questo l’esito della rivoluzione del Caimano. Se oggi abbiamo un dibattito bipolare, se oggi come mai l’Italia si confronta sulle scelte di politica fiscale, tentando addirittura di soppesarle e di valutarne l’applicabilità, questo è soltanto merito di Silvio Berlusconi e della rivoluzione liberale che il suo ingresso ha innescato nella politica italiana. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Il popolo del Caimano non è l’Italia scadente, bigotta e di passaggio, descritta e denigrata in questi giorni da Antonio Padellaro e Eugenio Scalfari, ma&amp;nbsp;&amp;nbsp;è l’Italia che preferisce confrontarsi sulle decisioni concrete e non sulla morale della felicità, è l’Italia che vede per la prima volta la possibilità concreta di giudicare l’operato di un governo. Per la prima volta l’elettorato italiano ha infatti di fronte una classe politica che si assume la responsabilità delle proprie scelte senza tirarsi indietro dalle problematiche del presente, senza dare l’impressione che finora è andato tutto male o così così e domani &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;col tuo voto si può cambiare&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;È la sinistra quindi e non Berlusconi che ha spaccato il Paese. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;L’ingresso dell’imprenditore milanese ha rivoluzionato il modo di relazionarsi alla politica degli italiani, la sinistra invece, non accettando questo cambiamento, è rimasta arroccata sul suo elettorato di parrocchia ed ha diviso il Paese in buoni e cattivi o stupidi. Chi manifesta oggi fiducia nel suo governo democraticamente eletto è oggetto di ludibrio, quando non di disprezzo da parte degli elettori di sinistra, educati dai loro giornali a considerare la politica del centrodestra, non semplicemente una politica non condivisibile nelle priorità e nelle modalità d’azione, ma una politica di meri interessi e strafottente dei problemi della gente. Ecco allora rispuntare la visione messianica dello Stato sintetizzata alla perfezione dall’affermazione conclusiva dell’appello di Prodi: “&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;noi viviamo bene solo se gli altri vivranno bene”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. Questa al di là, degli interessi di bottega di ogni partito, è oggi la discriminante ideologica più evidente. L’Unione vuole imporre agli italiani una visione etica dello Stato che interviene e raccoglie per ridistribuire meglio, per realizzare una società più giusta, più felice. Il Polo offre una visione dello Stato discreto, lo Stato liberale che si affida all’iniziativa dei suoi cittadini e va incontro ai più deboli senza togliere a chi ha di più. Questa differenza è emersa concretamente anche nel duello quando i candidati hanno affrontato il tema delicato delle fasce di reddito più deboli. A Berlusconi che parlava di allargamento della &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;no tax aerea e del quoziente familiare&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;, Prodi ha legittimamente opposto un non meglio specificato aiuto diretto che non potrà non ricadere sulle tasche del ceto medio. Il confronto tra le due italie è tutto qui.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;L’Italia promossa dal leader della Cdl, è l’Italia che vuole rimboccarsi le maniche senza piangersi addosso ed allo Stato chiede soltanto di favorire un contesto, una società strutturalmente pronta a favorire l’iniziativa privata. L’Italia di Prodi, è l’Italia che aspetta innanzitutto dallo Stato la redenzione della società e che cerca sempre la spinta di qualcuno, della famiglia, delle istituzioni, delle imprese per realizzare qualcosa. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;È questo il motivo per cui l’elettore di sinistra non riesce a distinguere le responsabilità del governo, dalla crisi internazionale. La sua visione ha bisogno sempre e comunque di un capro espiatorio, di un responsabile colpevole di non avergli dato la possibilità di conseguire il successo. Lo scontro quindi non è solo tra forze ma tra visioni politiche, le stesse che da oltre due secoli si confrontano in Europa. Da un lato il liberalismo di John Locke che crede nella priorità della società degli individui sullo Stato strumento di garanzia, dall’altro lo statualismo giacobino che predica la priorità dello Stato, e quindi di uno Stato etico interventista, sugli stessi individui. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Il successo più grande conseguito in questi anni resta la rinascita in Italia di una scuola di pensiero liberale e questo successo, al di là dell’esito delle prossime elezioni politiche, possiamo esser certi continuerà a migliorare il livello di partecipazione del cittadino italiano alla vita del Paese.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114424527212687477?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114424527212687477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114424527212687477' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114424527212687477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114424527212687477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/04/etica-e-libert-lo-scontro-ideologico.html' title='Etica e libertà: lo scontro ideologico del 9 aprile'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114423171378224509</id><published>2006-04-05T12:08:00.000+02:00</published><updated>2006-04-05T12:25:32.466+02:00</updated><title type='text'>Apologia del Coglione</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/cogli.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 234px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" height="171" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/320/cogli.jpg" width="263" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Ai cari amici di sinistra, a quelli che ieri a Largo Argentina si sono affrettati a gustare quel po’ di celebrità che qualche cartello con la loro &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;denominazione d’origine controllata &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;poteva dargli, ricordo che dall’altra parte sono secoli che siamo ormai felicemente derisi e insultati da ogni contesto culturale a causa delle nostre idee. Perché tanto disagio per un &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Coglione &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;che vi dovrebbe onorare? Siete sempre pronti a fare da maestri di vita. Presto educati all’arte dello snobismo radicalchic, sempre unici quando sfottete con quel senso di superiorità misto a sarcasmo che vi portate dentro fin nella culla gramsciana. Basta con questo perbenismo di maniera che stride con una realtà culturale dominata dalla vostra prepotenza! Le mie orecchie sbalordite hanno sentito professori di liceo che emulavano in malo modo un Benigni o un Moretti e mettevano alla berlina chi osava non dico difenderLo ma semplicemente riflettere su quella proposta alternativa alla sinistra. I miei occhi hanno visto corridoi ed aule di università piene zeppi di soloni di sinistra che da un lato cristianamente sputavano sopra questo “parvenu volgare e ambizioso”, dall’altro dimenticavano immediatamente la storiella dei conflitti d’interesse quando c’imponevano di spendere 200 € per acquistare i preziosi testi che scrivevano guarda caso per il loro stesso esame. Sono stato e continuo ad essere gioiosamente turlupinato sul treno, in spiaggia, al lavoro. Dovunque basta avere un &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Libero &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;o un &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Giornale &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;in mano per essere felicemente considerato un misero stupido, uno di quei disgraziati che non capendo ha mandato a Palazzo Chigi un criminale. Uno di quelli che Antonio Padellaro sull’Unità ha definito popolo del Caimano, &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;minoranza di massa, combattiva, entusiasta che si sente consustanziale con il fondatore del partito e quasi unita a lui in una sorta di corpo mistico&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;. &lt;strong&gt;Ed ora voi vorresti rubarmi questa parte del fesso ante litteram?&lt;/strong&gt; Siamo seri mie cari rosapugnettari e rifondaroli e margheritini. Lo sfottò del Berluska è stata l’occasione per divertirsi una volta di più grazie al nostro fantastico premier, quanto vi annoierete senza! E se nessuno mai si era permesso di darvi del &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Coglione&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;, fidatevi, serve anche questo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;nella vita!&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114423171378224509?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114423171378224509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114423171378224509' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114423171378224509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114423171378224509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/04/apologia-del-coglione_05.html' title='Apologia del Coglione'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114414687299317405</id><published>2006-04-04T12:34:00.000+02:00</published><updated>2006-04-05T12:50:38.023+02:00</updated><title type='text'>Quando L’Espresso epurava Prodi</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/copbbb.0.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Dalle &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Balle Blu &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;di Travaglio al &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Caimano &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;di Moretti, dal &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Viva Zapatero &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;della Guzzanti a &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Quando c’era Silvio &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;di Deaglio sono solo alcune delle decine e decine di titoli di libri e documentari che affollano gli scaffali delle Feltrinelli di tutta Italia per informarci su tutte le “malefatte” del presidente del Consiglio. Tanta passione nell’indottrinarci sul passato oscuro di Silvio Berlusconi non trova tuttavia una minima corrispondenza nei confronti dell’altro aspirante premier Romano Prodi che pure, come ebbe a dire Piero Ostelino, “&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;non è il candido professore di provincia tutto casa, chiesa e bicicletta&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;” che il centrosinistra vorrebbe far credere. Dalle sedute spiritiche sull’&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;affaire Moro &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;agli sperperi delle due presidenze Iri con la sponsorizzazione di Ciriaco De Mita, il professore ha infilzato una serie d’insuccessi che dovrebbero quantomeno spingere a dubitare delle sue qualità manageriali ma su tutto domina il più osservato dei silenzi da parte dei media. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/60-61bbb.0.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/bubbolo34.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/320/bubbolo34.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Eppure non è sempre stato così.&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Nel dicembre del 1993 quando il Pds di Achille Occhetto, forte della fresca vittoria alle comunali, veleggiava sicuro verso Palazzo Chigi, &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;L’Espresso &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;ci regalava un’inchiesta nella quale venivano indicati i lottizzati dc ai vertici delle aziende statali da smobilitare all’indomani della vittoria della sinistra nelle politiche di primavera. Nel titolo la rivista, diretta allora da Claudio Rinaldi, definì questi manager della balena bianca come “&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Orfani di un boss minore”, &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;che con l’avvento del Pds al potere esecutivo si sarebbero trovati col culo per terra. E chi guidava la nomenclatura targata dc? In cima alla lista la giornalista Paola Pilati poneva proprio Romano Prodi, lo stesso personaggio cui oggi i post-comunisti offrono le proprie insegne per guidare il governo del Paese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Interessante rileggere l’introduzione alla figura del professore emiliano:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;“Ma vediamo chi sono questi orfani di Gava, De Mita, Misasi o Forlani, questi vedovi di Andreotti e Silvio Lega. Cominciamo da quello che è sempre stato per decenni il simbolo dell’infeudamento scudocrociato nell’economia, l’Iri. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Romano Prodi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;, presidente per la seconda volta dell’istituto di Via Veneto, è un tecnico-politico, vale a dire che la sua figura professionale è sempre stata rafforzata dalla sua militanza nell’ala sinistra della Dc: deve infatti la sua prima nomina, alla metà degli anni Ottanta, a Ciriaco De Mita, allora segretario del partito e ora a un dc super partes &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;(!!!) &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;come Oscar Luigi Scalfaro. Il fatto di avere questa sponda istituzionale potrebbe garantire oggi, la solidità della sua poltrona. E questo mantello protettivo Prodi lo potrebbe stendere anche ad alcuni degli uomini del suo impero[…]D’altronde una parte della sua grandezza la Democrazia Cristiana la deve alla capacità di occupare tutti gli spazi possibili…Era solo qualche settimana fa. La vecchia nomenclatura sembrava destinata a non morire mai. Prima che la balena bianca affondasse…”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/copbbb.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/1600/copbbb.1.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 124px; CURSOR: hand; HEIGHT: 130px" height="178" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1752/1191/320/copbbb.1.jpg" width="132" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Tredici anni fa la rivista, da sempre laboratorio politico della Quercia, riconosceva insomma Prodi come &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;l’uomo simbolo della lottizzazione democristiana&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;, non quindi un mite accademico ma un burocrate con tanto d’impero di clientele da gestire. Oggi tutta questa verità sembra sepolta ma allora, quando la sinistra era appena insolentita dalle uscite anticomuniste del Cavaliere cui venivano dedicate copertine in fez e camicia nera, il nemico sul cui cadavere si doveva danzare era ancora la balena bianca di Romano Prodi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Le immagini sono linkabili&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Da Ragionpolitica del 3 aprile&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114414687299317405?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114414687299317405/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114414687299317405' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114414687299317405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114414687299317405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/04/quando-lespresso-epurava-prodi.html' title='Quando L’Espresso epurava Prodi'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114406673807264635</id><published>2006-04-03T14:18:00.000+02:00</published><updated>2006-04-03T14:18:58.140+02:00</updated><title type='text'>Esorcismo per far perdere Prodi</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Prodi nostro&lt;br /&gt;Che stai con Mieli,&lt;br /&gt;sia De Benedetti il tuo nome&lt;br /&gt;sia Fiat la tua volontà&lt;br /&gt;come in Sme così in Serbia,&lt;br /&gt;dacci oggi la nostra tassa quotidiana&lt;br /&gt;e rimetti su di noi il debito pubblico&lt;br /&gt;come con noi già facesti assieme&lt;br /&gt;ai tuoi predecessori.&lt;br /&gt;Non ci indurre nell’Unione,&lt;br /&gt;ma liberaci dal tuo male,&lt;br /&gt;Amen&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114406673807264635?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114406673807264635/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114406673807264635' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114406673807264635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114406673807264635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/04/esorcismo-per-far-perdere-prodi.html' title='Esorcismo per far perdere Prodi'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114387945026959304</id><published>2006-04-01T10:15:00.000+02:00</published><updated>2006-04-01T10:17:30.303+02:00</updated><title type='text'>Il Sole24ore castiga il governo con i dati del 2002!</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ogni voto che il Polo riuscirà a guadagnare alle prossime politiche sarà oro colato per quanto fango sta ricevendo in questi mesi dalla stampa nazionale. L’ultima stoccata arriva dal Sole24ore di mercoledì sul quale sono stati pubblicati, in modo tremendamente disinvolto, dati del tutto tendenziosi che puntano senza mezzi termini a mettere alla gogna la politica di rilancio dell’economia promossa in questi anni dal centrodestra. Su questo versante la strategia dei media antiberlusconiani – è una definizione dalla quale a questo punto non possiamo esimerci – è ormai chiara. Sparare a zero in prima pagina con titoli ad effetto utilizzando ogni scaccolata prodotta da un centro studio o da una rivista internazionale e propinarla come verità incontrovertibile. Mercoledì il quotidiano di Viale dell’Astronomia però si è superato. A sostegno del solito articolo che manifestava, con turbamento saccente, preoccupazione per l’andamento della nostra economia sono state riprese alcune rilevazioni risalenti al 2002 e al 2003, cioè a quattro o tre anni fa quando il governo aveva appena avviato le riforme strutturali che soltanto oggi possono cominciare a mostrare i primi effetti positivi.&lt;br /&gt;I dati riportati dal Sole24ore sugli investimenti in ricerca, in cui l’Italia figura al 19° posto nell’aerea Ocse, risalgono per esempio al 2002! La percentuale di nuovi laureati è invece ripresa addirittura da una misurazione svolta nel 2003; evidentemente al Sole pensano che il governo possa ogni anno sfornare nuovi dottori a suon di decreti! Lo stesso dicasi per gli investimenti in Ict i cui valori di riferimento sono fermi ad un’analisi del 2003.&lt;br /&gt;Insomma per Montezemolo &amp; Co. Berlusconi dovrebbe andare a casa perché nel 2002 il Paese lasciatogli dall’Unione era molto indietro rispetto agli altri stati dell’area Ocse. Il ragionamento per carità è in linea con l’area politica che Confindustria ha inteso appoggiare durante questa campagna elettorale. Da un quotidiano tecnico, come dovrebbe restare il Sole24ore, ci si aspetterebbe tuttavia che le proprie legittime posizioni fossero argomentate in modo meno grottesco. Quando l’articolista Luca Paolazzi cita il Factbook 2006 dell’Ocse come “bibbia delle statistiche”, per non farsi beffe dei lettori, dovrebbe quantomeno precisare che i dati raccolti nel rapporto non sono aggiornati anno per anno ma piuttosto puntano ad un’analisi di larghissimo periodo ma questo del resto non sarebbe funzionale a squalificare il governo. A noi è bastato fare qualche ricerca e visionare direttamente le serie riportate sugli excel del Factbook dell’Ocse disponibili on line per verificare come le tabelle di comparazione riguardassero, soprattutto per le rilevazioni sugli investimenti strategici in innovazione, gli anni tra il 2002-2003. A sinistra ridono quando il premier parla di stampa-contro, eppure ogni giorno chi segue con un minimo di attenzione i media non può fare a meno di scontrarsi con realtà come questa appena raccontata. Su queste stesse pagine solo un mese fa riportavamo i dati reali sull’andamento della competitività dell’Italia. Si tratta di dati diffusi dalla Commissione europea a gennaio basati su fonti Eurostat e Ocse aggiornate al 2005, numeri che non rappresentano un economia tricolore da sogno ma in cui è indicato chiaramente il trend positivo che il Paese ha imboccato negli ultimi anni con una crescita dell’innovazione. In particolare risultiamo ai primi posti proprio per gli investimenti strategici in cui secondo il Sole24ore saremmo fanalino di coda. Terzi in Europa dopo Austria e Finlandia per incentivi pubblici alle imprese che innovano; terzi, dietro Svezia e Germania, nella ricerca nell’alta tecnologia; terzi nel tasso di crescita annuo dei laureati in materie scientifiche, in penetrazione della banda larga e in finanziamenti pubblici in favore di R&amp;amp;S.&lt;br /&gt;Purtroppo l’Italia continua a pagare l’assenza di un’informazione obiettiva in fase di analisi politica. Nella redazione di Ferruccio De Bortoli non ignorano di certo che la validità di una politica di governo di cinque anni si misura sul trend più che sui livelli attuali dei parametri economici ovviamente influenzati dalla condizioni iniziali. Non ignorano neppure, almeno ce lo auguriamo, che in un’economia sempre più globalizzata gli spazi di azione dei governi sono ormai molto limitati. Gli andamenti generali dell’economia mondiale infatti obbediscono sempre più alle leggi naturali del mercato, ai suoi cicli positivi e negativi tremendamente sensibili alle anomalie di alcune aeree del pianeta come quella cinese ed indiana. Cavalcare questi fenomeni non è affatto semplice ed i risultati, anche ricorrendo agli sforzi più appropriati, possono essere sempre compromessi dalla variabile esogena di turno, vedi terrorismo o calamità naturali. Tutto ciò poi vale ancora di più per i paesi dell’euro, i cui governi non hanno neppure la possibilità di agire sul costo del denaro e devono rispettare vincoli comunitari, sicuramente giusti in linea di principio, ma poco pronti ad essere adattati alla difficoltà congiunturali degli ultimi anni. Quando il Sole24ore auspica una politica economica più inserita nel contesto europeo dovrebbe innanzitutto invocare una politica europea più flessibile, più rapida nelle proprie scelte, meno litigiosa nel suo complesso. Il caso delle misure antidumping è esemplare. Bruxelles ha perso due anni almeno per fare un primo passo verso ciò che gli Usa hanno applicato alla grande già da tempo tra l’altro ai danni della stessa Europa in alcuni settori come il chimico e il siderurgico. Non solo. Mentre noi affrontiamo complicate discussioni deontologiche sul liberismo, dall’altra parte dell’oceano gli inventori del liberalcapitalismo favoriscono la svalutazione della moneta, sostengono con massicci interventi del governo la produzione e stipulano accordi bilaterali con le tigri asiatiche. Il debito sta aumentando è vero ma a Washington sanno che se l’economia gira col tempo sarà possibile rientrare nelle spese extra di questi anni. Questo i giornalisti economici delle nostre principali testate lo sanno? Conoscono la forza con cui il nostro governo è intervenuto in sede Europea per rendere più flessibile un patto che la stessa Germania motore dell’Ue non riesce più a rispettare? O dobbiamo rassegnarci ormai a pagine di economia su cui ogni tabella ed ogni grafico va bene per far bella figura e nessuno è in grado di fare una lettura comparata seria e approfondita? Fin quando avremo giornali che alla vigilia di un voto così importante per gli italiani si perdono dietro a duelli televisivi, a intercettazioni col timer, ai Lando Buzzanca che cambiano bandiera ed, ahimè, a bambini bolliti 50 anni fa, non riusciremo mai ad avere una democrazia veramente matura in cui i cittadini sono messi in condizione di confrontarsi con i fatti e non con l’aria fritta.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Da Ragionpolitica del 31 marzo 2006 &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114387945026959304?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114387945026959304/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114387945026959304' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114387945026959304'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114387945026959304'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/04/il-sole24ore-castiga-il-governo-con-i.html' title='Il Sole24ore castiga il governo con i dati del 2002!'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114364509203613459</id><published>2006-03-29T17:11:00.000+02:00</published><updated>2006-03-30T18:47:05.963+02:00</updated><title type='text'>La libertà del merlo maschio</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Ho tirato un sospiro di sollievo quando il &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Corrierone &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;ha fatto il suo endorsement, fugando ogni dubbio che ancora legava qualcuno alla storica imparzialità di Via Solferino. Ora però Paolone Mieli dovrebbe capire che se continua così comincerà a far concorrenza al quotidiano della Quercia la qual cosa, con tutti i grattacapi che la &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;mortadella’s band &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;si ritroverà attraversando piazza colonna, non è proprio carina. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;L’enfasi posta all’appoggio di Lando Buzzanca al candidato diessino al senato Gianni Borgna [&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;date un’occhiata all’&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/downloadpdf.php?id=42671"&gt;Andrea’s version&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt; di oggi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;] è infatti tipico di un giornale di partito che fa passare l’idea che l’elezioni siano una gara a chi conquista più artisti. Al di là dell’introduzione tendenziosa della prima pagina il pezzo di Aldo Cazzullo mette ben in evidenza all’interno come si tratti non di un cambio di bandiera ma semplicemente di un voto &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;ad personam&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. Buzzanca stesso infatti dichiara che alla Camera il suo voto andrà ad An cui continua a legarlo quella piccola fimma tricolore che ancora arde. Certo l’attore&amp;nbsp;&amp;nbsp;non risparmia critiche alla politica culturale, secondo lui inesistente, della Cdl peccato per il vuoto della sua argomentazione: &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;in quattro anni non ho mai conosciuto Urbani&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. Come dire, uno che non viene a conoscermi non capisce un tubo di cultura, logico no? Probabile che se il &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;merlomaschio &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;si aspetta da un governo amico collaborazioni l’Unione sarà più pronta ad accontentarlo. Quello che invece il Corriere si ostina a non voler cogliere è la non organicità di intellettuali ed artisti ai partiti ideologicamente a loro più vicini. Se il controllo della cultura nel nostro Paese da parte dei comunisti ha avuto successo infatti, ciò si deve anche all’ubbidienza ferrea imposta ad artisti e studiosi targati con falce e martello contrapposta invece all’atavico e naturale individualismo diffuso a destra. Quando Cazzullo si crogiola nell’affermare &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;i vari personaggi non classificabili a sinistra nel mondo dello spettacolo e della cultura si vanno defilando a uno a uno, &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;non ci svela nessuna novità ma conferma quello che da decenni conosciamo, il monopolio della sinistra su questi settori. Albertazzi e Buzzanca, Sgarbi e Cardini, Veneziani e Buttafuoco hanno teste troppo pesanti per lasciarsi omologare nelle linee di partito ma al di là della loro scelta elettorale come restano a destra, restano anticomunisti. Questo governo se n’è sbattuto poco della cultura? Forse sì. Certamente oltre a curarsi poco di comunicare la qualità delle riforme varate non si è sforzato affatto di reclutare &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;testimonial &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;d’eccezione e questa in una democrazia è un errore da non commettere.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114364509203613459?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114364509203613459/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114364509203613459' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114364509203613459'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114364509203613459'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/03/la-libert-del-merlo-maschio.html' title='La libertà del merlo maschio'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114358121974771000</id><published>2006-03-28T23:26:00.000+02:00</published><updated>2006-03-28T23:27:37.916+02:00</updated><title type='text'>L'Unità invoca la conversione del popolo del Caimano</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Si preannuncia un lavoro più lungo e profondo della semplice vittoria elettorale&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. Sembrerebbe la&amp;nbsp;&amp;nbsp;chiusura minacciosa di un thriller di fantapolitica di Federick Forsyth, è invece la conclusione dell’editoriale del direttore dell’Unità &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.dsmilano.it/html/Pressroom/2006/03/uni6_0325_popolo-del-caimano.htm"&gt;Antonio Padellaro&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;, apparso sabato scorso sul quotidiano dei Ds. Dopo aver conquistato il potere con le politiche di aprile, secondo Padellaro, il centrosinistra dovrà infatti pianificare una strategia per addomesticare i bollenti spiriti di &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;questa minoranza di massa, combattiva, entusiasta che si sente consustanziale con il fondatore del partito e quasi unita a lui in una sorta di corpo mistico&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Se non fosse disgustosamente serio l’articolo di Padellaro risulterebbe davvero divertente, un classico esempio di cultura &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;veteromarxista &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;della conversione dei &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;kulaki&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;, come molti purtroppo se ne sono visti nella storia del comunismo. Ed invece a scrivere queste enormità, senza suscitare peraltro alcuno scalpore, è il direttore del quotidiano del partito che, dopo il 10 aprile potrebbe essere la prima forza di governo, ed allora c’è ben poco da stare allegri. Mentre gli elettori ancora incerti si sforzano di comprendere i programmi delle due coalizioni, cercando di carpire la criptica politica fiscale dell’Unione, c’è quindi chi già prepara piani per disfarsi di questa fastidiosa &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;minoranza di massa, otto milioni di persone, pronte... a riempire di corsa interi teatri per osannare il leader e invocare malefici contro l’odiato nemico Prodi. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Il richiamo di qualche giorno fa del presidente della Repubblica a favore di un clima più sereno nella campagna elettorale ha scatenato la solita corsa ad additare gli avversari come i veri destinatari del messaggio del Capo dello Stato. &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Ma non si capisce come si potrebbero rasserenare gli animi quando si arriva a considerare gli elettori dell’avversario, un parte di popolazione da rieducare. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Non la solita destra qualunquista e senza identità &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;– precisa con stucchevole presunzione Padellaro –&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;ma donne e uomini di ogni classe, ceto, mestiere e professione intimamente convinti che il capo dica il vero quando sostiene che il centrosinistra cova una irrimediabile vocazione illiberale e stalinista. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Sfugge evidentemente al direttore dell’Unità quanto il suo stesso editoriale costituisca il sostegno più concreto alla paure paventate dal premier. Se qualcuno come il sottoscritto nutriva non pochi dubbi sull’utilità di ricorrere ancora allo spauracchio del comunismo la lettura dell’editoriale di Padellaro ha fugato ogni incertezza. La sua idea ripropone quella presunta superiorità morale in nome della quale l’&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;intellighenzia &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;di sinistra pretenderebbe ancora di dominare la cultura del nostro Paese, chiudendo ogni spazio ad un pensiero diverso dal proprio. Il direttore dell’Unità che si siede in cattedra e pianifica la conversione degli infedeli riafferma la cultura religiosa insita nel pensiero politico della sinistra, per cui la società si divide in bene e male, in buoni, sotto le fronde ovviamente della Quercia, e in cattivi che seguono la via tracciata dal Caimano. Ecco quindi che la rabbia della sinistra non può limitarsi alla demonizzazione di Silvio Berlusconi ma va estesa necessariamente al suo popolo che, dopo la conquista di Palazzo Chigi, dovrà essere &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;spinto &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;a redimersi da questa perversa propensione politica. Eppure questo stesso appello è anche il riconoscimento più manifesto della debolezza di una sinistra post-comunista come quella italiana che rifiutando il dialogo si dimostra ancora incapace di rappresentare tutti gli italiani che in quelle radici non si riconoscono. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Un’ammissione involontaria quella di Padellaro, un autogol che compatta i sostenitori del centrodestra e può risvegliare l’orgoglio delle proprie radici nei tanti elettori &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;dormienti&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;tendenti a disertare le urne ma non certo disposti ad assistere indifferenti alla tracotanza dell’Unione.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Quando Antonio Padellaro preoccupato preannuncia ai leader dell’Unione &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;un lavoro più lungo e profondo perché il caimano sopravvive finché dietro di sé ha un popolo, &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;chiama infatti inconsapevolmente ognuno di noi a difendere la propria identità liberale. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Tutti, fino all’ultimo appartenente al fiero popolo del &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Caimano&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;!&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Pubblicato su &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ragionpolitica.it/testo.5261.prove_regime_sull_unit.html"&gt;Ragionpolitica&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt; del 28 marzo 2006&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114358121974771000?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114358121974771000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114358121974771000' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114358121974771000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114358121974771000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/03/lunit-invoca-la-conversione-del-popolo.html' title='L&apos;Unità invoca la conversione del popolo del Caimano'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114354906682010685</id><published>2006-03-28T14:31:00.000+02:00</published><updated>2006-03-28T14:31:07.036+02:00</updated><title type='text'>Considerazioni pre-elettorali:ridateci le preferenze!</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Gli italiani vogliono le preferenze. A quasi dieci giorni dal voto è questo il primo verdetto che si può trarre almeno per quanto riguarda la nuova legge elettorale. Chi scrive ha giubilato per il ritorno al proporzionale corretto col premio di maggioranza che era il dettaglio previsto dai padri costituenti ma mai applicato. Fin dal primo vagito dell’iter legislativo ho contestato chi vedeva nell’abbandono del maggioritario un attentato al sistema bipolare ignorando – spesso volutamente – che il bipolarismo si coniuga spesso all’estero con un sistema proporzionale. La realtà è, come riconoscono i politologi più intellettualmente onesti, che non esiste il sistema elettorale ideale per tutti i contesti. Il sistema elettorale è un vestito che va tagliato su misura della società specifica col compito di tradurre in rappresentanza la volontà popolare, conciliando nel miglior modo il principio della rappresentatività in primis e della governabilità in secundis. Pur superando alcuni difetti del &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;mattarellum &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;universalmente riconosciuti il nuovo sistema pecca nel limitare la libertà di scelta degli elettori con l’abolizione delle preferenze. Puntando ad ovviare al voto di scambio alcuni leader del Polo, Fini su tutti, hanno preferito rinunciare a questo strumento che innegabilmente aumenta la democraticità del voto. In questi giorni piove dallo stesso elettorato di centrodestra un fiume di critiche alla rimozione di questo diritto. Proprio il leader di un partito che per decenni aveva contrastato la partitocrazia ha finito per favorire il ritorno a quel sistema di potere. L’aggravante è poi rappresentata dalla constatazione che l’eliminazione della preferenza non risolve il problema delle clientele, che semmai si ripropongono sotto forme diverse di nuove correnti e nuovi partiti personalistici come avviene per esempio in Campania con la candidatura di un personaggio camaleontico quanto ambiguo come Carmelo Conte nelle file del grottesco Dc-Psi! E questi candidati maestri di clientele, caro Fini, finiranno sicuramente negli scranni del Parlamento, perché il loro consenso prescinde dal partito – figurarsi dalla coalizione! – ma è legato semplicemente al personaggio. Con l’inserimento della preferenza unica si sarebbe invece riconosciuto agli elettori il sacrosanto diritto-dovere di scegliere responsabilmente il proprio candidato evitando tra l’altro l’abominevole situazione di chi vedrà obbligatoriamente il proprio voto utile a far entrare alla Camera la simpatica Mara Carfagna, rispetto alla quale, Caro Silvio, Forza Italia avrebbe ben meglio da proporre!&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114354906682010685?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114354906682010685/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114354906682010685' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114354906682010685'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114354906682010685'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/03/considerazioni-pre-elettoraliridateci.html' title='Considerazioni pre-elettorali:ridateci le preferenze!'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114312460260624949</id><published>2006-03-23T15:36:00.000+01:00</published><updated>2006-03-23T15:39:48.343+01:00</updated><title type='text'>Battiato rosapugnetta</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Agli amici che mi aspetteranno al varco per sghignazzare davanti alla dichiarazione di voto di Franco Battiato per la Rosa nel pugno ricordo che tra le ultimissime canzoni vi è &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.battiato.it/discografia/2000/stratagemmi.htm"&gt;I’m that&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;I'm neither Muslim or Hindu &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Non sono mussulmano nè induista&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;nor Christian nor Buddhist &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;nè cristiano nè buddista&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;I'm not for the hammer &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;non sono per il martello&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;neither for the sickle &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;nè per la falce&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;and even less for the tricolour flame &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;nè tanto meno per la fiamma tricolore&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;because I'm a musician &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;perchè sono un musicista&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Resta la constatazione che se i rosapugnettari prenderanno tanti voti quante le dichiarazioni a loro sostegno di queste settimane fanno presagire l’Unione ci farà ridere un po’ di più.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114312460260624949?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114312460260624949/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114312460260624949' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114312460260624949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114312460260624949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/03/battiato-rosapugnetta.html' title='Battiato rosapugnetta'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114312429665357092</id><published>2006-03-23T15:31:00.000+01:00</published><updated>2006-03-23T15:42:57.436+01:00</updated><title type='text'>La Sgrena stavolta ha sgranato</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;A Giuliana Sgrena che contesta ''&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Quattrocchi era un mercenario. Anche se e' morto dicendo 'vi faccio vedere come muore un italiano' non meritava la medaglia d'oro''&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;, chiederei se conosce la differenza che passa tra un soldato e un mercenario, chiederei se il monopolio della solidarietà e della tolleranza, della giustizia e del buono che la sua sinistra rivendica non contempli anche quello del rispetto di fronte alla morte. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114312429665357092?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114312429665357092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114312429665357092' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114312429665357092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114312429665357092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/03/la-sgrena-stavolta-ha-sgranato.html' title='La Sgrena stavolta ha sgranato'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114295434386938730</id><published>2006-03-21T16:19:00.000+01:00</published><updated>2006-03-22T15:50:09.533+01:00</updated><title type='text'>E se Prodi chiamasse Otelma al Viminale?</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Quando ai miei cari amici di sinistra ricordo il passato tutt’altro che cristallino di Romano Prodi fanno perlopiù spallucce e si trincerano dietro un: &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;pur di abbattere Lui siamo disposti a votare un candidato che non ci rappresenta. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Lui ovviamente è diavoletto Silvio, di cui qualcuno invece si è talmente innamorato da tappezzare la propria cucina, in puro stile &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;arte povera&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;, con i disegni goliardici che ogni mercoledì quel matto di Giulianone regala col &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Foglio&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. Ora quanto segue è un &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;estratto dell’audizione di Romano Prodi presso la commissione Moro &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;avvenuta il 10 giugno del 1981. Il documento non servirà certo a far desistere i prodini da questa strategia elettorale dai quali tuttavia vorrei sapere se si sono mai chiesti, loro malgrado, come mai i vertici dei partiti del centrosinistra hanno accondisceso all’investitura di &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Re Mortadella &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;in onore del quale furono inscenate le &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;prime primarie senza gara&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;, roba che negli Usa patria non solo di primarie ma anche di Hollywood se la sognano. Come mai un uomo capace di esprimersi in un democristianese così sibillino sull’&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Affaire Moro &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;– il nervo scoperto di tutta la prima repubblica – può seriamente nel 2006 candidarsi alla guida del Paese e mietere consensi. L’invito è rivolto soprattutto ai &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;rosapugnettari&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;, o &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;rosanali &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;che dir si voglia, visto che durante l’audizione Prodi fu incalzato da un radicale ed anticomunista doc come Leonardo Sciascia, piuttosto irritato dalla &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;irragionevolezza &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;delle risposte del professore. Buona lettura!&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;AUDIZIONE DI ROMANO PRODI PRESSO LA COMMISSIONE MORO – 10 GIUGNO 1981&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;CORALLO: Per farla sentire meno ridicolo, dato che questa sensazione è un po’ comune a tutti … Mi scusi, professore, vorrei dirle che la scrupolosità della Commissione parte da un’ipotesi che dobbiamo accertare essere inesistente, e cioè - non credo molto agli spiriti - se ci possa essere stato qualcuno capace di ispirarli (…) Chi partecipò attivamente al gioco? Voi eravate tanti, però un ditino sul piattino chi lo metteva? &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;ROMANO PRODI: A turno tutti: c’erano 5 bambini; era una cosa buffa. Non crediamo alla atmosfera degli spiriti e che ci fosse un medium. Io le dico: tutti; anch’io ho messo il dito nel piattino (…)&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;[…]&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;FLAMIGNI: Dopo la seduta spiritica… &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;ROMANO PRODI: No, era veramente un gioco. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;FLAMIGNI: Non si può chiamare seduta spiritica. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;ROMANO PRODI: Non me ne intendo; mi dicono che ci vuole un medium. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;FLAMIGNI: Comunque il risultato, la conclusione è che almeno quando viene fuori la parola «Gradoli» le si attribuisce importanza perchè lo si comunica alla segreteria nazionale della Dc, al capo della Polizia; poi, si muove tutto l’apparato. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;[…]&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;FLAMIGNI: (…) sarebbe importante quantificare quali furono le domande. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;ROMANO PRODI: Questo non ha niente a che fare con la tecnica del gioco ed è evidente che me lo ricordi. Le domande erano: dov’è Moro? Come si chiama il paese, il posto in cui è? In quale provincia? E nell’acqua o nella terra? E’ vivo o morto? &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;FLAMIGNI: Quali erano le risposte ad ognuna di queste domande? &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;ROMANO PRODI: Qui intervengono problemi tecnici sui quali potranno essere date spiegazioni più esaurienti delle mie; comunque, vi erano delle lettere su un foglio e il piattino, muovendosi, formava le parole e indicava sì o no. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;FLAMIGNI: Che cosa succede: uno mette il dito su questo piattino? &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;ROMANO PRODI: No, tutti. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;FLAMIGNI: Ad un certo momento parte un impulso per cui il piattino si sposta e va su una lettera? &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;ROMANO PRODI: Sì. Posso comunque dire che, dopo questa esperienza, ho trovato tanta gente che mi ha confessato di aver fatto la medesima cosa. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;CORALLO: (…) Di solito, quando il piattino comincia a muoversi, la domanda che si fa è: chi è l’interlocutore, lo spirito con il quale ci si intrattiene. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;ROMANO PRODI: Alla fine è accaduto anche questo, ma all’inizio no. C’è stato chi ha detto: interroghiamo Don Sturzo o La Pira, ma le prime risposte, in un primo momento, erano soltanto sì o no. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;CORALLO: L’interlocutore era dunque ignoto. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;ROMANO PRODI: All’inizio sì, poi vi furono anche interlocutori vari tra i quali, per quel che mi ricordo, Don Sturzo (…) &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;CORALLO: Si trattava dunque di un gioco in famiglia, tra amici. Un’ultima domanda professore: tra i partecipanti, vi era anche qualche esperto di criminologia? &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;[…]&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;SCIASCIA: La contraddizione che emerge è questa: se c’è una seduta di gente che crede negli spiriti o, comunque, nella possibilità che si verifichino fenomeni simili, se c’è una seduta di questo genere - ripeto - e ne viene fuori un certo risultato del quale ci si precipita ad informare la Polizia ed il Ministero dell’Interno lo posso capire benissimo, ma che si svolga tutto questo in un’atmosfera assolutamente ludica, presenti i bambini, per gioco, e che poi si informi di ciò la Polizia attraverso la mediazione di uno che non era stato presente al gioco, e se ne informi quindi il Ministero dell’Interno, a me sembra eccessivo e contraddittorio. &lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;ROMANO PRODI: Ma è venuto fuori, onorevole, un nome che nessuno conosceva! Anche se ci siamo trovati in questa situazione ridicola, noi siamo esseri ragionevoli. Ci siamo chiesti tutti: Gradoli nessuno di voi sa se ci sia? Se soltanto qualcuno avesse detto di conoscere Gradoli, io mi sarei guardato bene dal dirlo. E’ apparso un nome che nessuno conosceva, allora &lt;/span&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;per ragionevolezza &lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;ho pensato di dirlo. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;SCIASCIA&lt;/span&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;: Direi per irragionevolezza. &lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;ROMANO PRODI: La chiami come vuole. La motivazione reale è che con una parola sconosciuta, che poi trova riscontro nella carta geografica, a questo punto è apparso giusto per scrupolo… &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;[…]&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;SCIASCIA: Chi ha deciso di comunicare all’esterno il risultato della seduta? &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;ROMANO PRODI: L’ho fatto io perchè ero l’unica persona che conoscesse qualcuno a Roma. Ho parlato con tutti, con Andreatta etc. Non è che ho telefonato d’urgenza; ho detto vado a Roma e lo comunico. Questo è stato deciso una volta che si è saputo che esisteva questo paese che nessuno conosceva. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;SCIASCIA: Ora le farò una domanda che farò a tutti. Lei ha mai conosciuto nessuno accusato o indiziato di terrorismo? &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;ROMANO PRODI: Mai. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;[…]&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;FLAMIGNI: Se avessimo ascoltato un riferimento di quella seduta in maniera molto impegnata e che i protagonisti credevano veramente allo spiritismo e alla possibilità di avere qualche forza in aiuto, allora mi darei una spiegazione, ma proprio perchè il professor Prodi parla di tutto ciò come un gioco, la mia curiosità si accentua. Ritengo che qualcuno potesse anche sapere. Parto da questa considerazione per dire che voglio conoscere le domande effettive e le risposte che sono venute fuori. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;ROMANO PRODI: Ho detto le domande effettive e le risposte. Uno dei problemi che si pone per una cosa del genere è proprio quello contenuto nella sua domanda. Crede che quando è uscito il nome di via Gradoli io non mi sia posto il problema di chiedermi se c’era qualcuno che faceva il furbo? Altrimenti non sarei qui in questa situazione in cui mi sento estremamente imbarazzato ed estremamente ridicolo (…)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114295434386938730?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114295434386938730/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114295434386938730' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114295434386938730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114295434386938730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/03/e-se-prodi-chiamasse-otelma-al.html' title='E se Prodi chiamasse Otelma al Viminale?'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114287458486563225</id><published>2006-03-20T18:09:00.000+01:00</published><updated>2006-03-20T18:11:45.863+01:00</updated><title type='text'>Anche il Financial Times censura gli applausi di Vicenza</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Come meravigliarsi se all’estero hanno una visione così distorta della nostra politica interna? Nella ricostruzione della convention di sabato dell’inviato del Financial Times, &lt;/span&gt;&lt;a href="http://news.ft.com/cms/s/7ce022d4-b76d-11da-b4c2-0000779e2340,dwp_uuid=4686f3c2-a39d-11da-83cc-0000779e2340.html"&gt;Tony Barber&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt; - ma fosse stato Andrea Barbato era meglio – nessun accenno agli applausi che il nostro tycoon ha ricevuto dalla platea degli industriali. &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Berlusconi frusta i leader dell’economia italiana &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;titola il FT. E nell’articolo dopo il riferimento alla battuta di Silvio sul collateralismo tra certi imprenditori e la sinistra nient’altro. Nessun riferimento alle risposte con cui il leader aveva spiegato gli sforzi compiuti dal governo in questi anni per rilanciare la nostra economia ma ampio spazio alla risposta stupida di mister Tod’s introdotta da un semplice &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Mr Della Valle said later&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. Non ha creduto opportuno il nostro Barber spiegare che quel &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;later &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;deriva dai fischi che l’imprenditore toscano si è beccato dai suoi colleghi quando ha tentato di prendere la parola? Segreti del giornalismo anglosassone, da sempre stella polare – e chissà perché – dei soloni della nostra stampa quotidiana.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114287458486563225?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114287458486563225/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114287458486563225' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114287458486563225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114287458486563225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/03/anche-il-financial-times-censura-gli.html' title='Anche il Financial Times censura gli applausi di Vicenza'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114285588303935356</id><published>2006-03-20T12:58:00.000+01:00</published><updated>2006-03-21T19:05:23.813+01:00</updated><title type='text'>Silvio skazzati anche per noi</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Ma che noia questi sinistri. Le critiche del lunedì sulla berlusconata di sabato ricordano tanto quelle becere malignità che le colleghe seminano intorno all’ultima arrivata in ufficio perché &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;virtù non luce in disadorno ammanto&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. Non paghi della vittoria che ormai sentono in tasca, arrivano a invidiarci ora anche la capacità di divertirci col nostro Silvio sciancato che a Vicenza si è tolto dalla scarpa un sassolino grande come il Monte Bianco che Dieguccio Della Valle – che di calzature se ne intende – gli aveva lasciato da un &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/primo_piano/politica/2005/12_dicembre/19/dellavalle.shtml"&gt;Porta a Porta pre-natalizio&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. Ricordate? Zio Tod’s prese in giro i foglietti del premier, a suo dire troppo lontani dalla realtà. Silvio se l’era legata al dito e aveva dichiarato &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;«Se il signor Della Valle volesse fare uno scontro con me ne uscirebbe con le ossa rotte». &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Zacchete! Alla presenza della loro platea di riferimento, quando ha rivisto la testa del saccente Diego ciondolare Silvio lo avrebbe probabilmente volentieri preso a calci nel sedere ma poi ha capito che era sufficiente &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;rompergli le ossa &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;affermando quello che tutto il mondo delle imprese, e non solo, sa ma che poi a dire il vero riconoscono in pochi: il signor Della Valle appartiene a quel gotha della grande finanza italiana cresciuta all’ombra della politica eppure uscito sorprendentemente intatto dalla furia giustizialista dei nostri magistrati. Lui è così, lasciatecelo stare. Quando non ne può più le spara. Lo ha fatto spesso in questi anni. A Sofia contro i tre cabarettisti di Zaccaria, a Strasburgo contro il kapò tedesco, l’anno scorso quando sbattendo i pugni sul tavolo impose agli alleati un primo passo verso la riduzione delle tasse. E sempre ogni volta che Silvio ha detto in faccia quello che sentiva, il suo elettorato, e non solo, si è divertito e lo ha amato perché in quello &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;skazzamento ipergalattico &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;si è riconosciuto e negli &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;scarpai &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;che scuotono la testa ha rivisto quei noiosi professoroni presuntuosi che non riconoscono agli allievi neppure l’onore dell’ascolto.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Berlusconi grande esteta ma scadente politico scrive oggi il pur sempre pacato Sergio Romano sul &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Corriere&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Confindustria-Polo è scontro &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;titola &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;La Repubblica &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;fingendo di non aver visto il successo riscosso dal presidente del consiglio tra gli industriali. &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Il premier: non c’è crisi &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;in prima pagina del &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Sole24ore&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. Tutti ad ignorare gli applausi o a fantasticare di fantomatiche claque, tutti a dimenticare che la politica vive anche di leader che trascinano, che arringano, che attaccano senza timore. Berlusconi alla sbaraglio o allo sbando. Berlusconi l’ultima carica. Eppure mi chiedo, se siete così convinti che sia l’ultimo canto del cigno ma perché arrabbiarvi tanto? Perché non godere con noi della più bella campagna elettorale della nostra storia democratica? Noi come scrive Giulianone, parafrasando il bellissimo libro di Mazzantini, il 9 aprile andremo a cercare la bella morte e conserveremo l’epica prima pagina di &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Libero &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;che ieri rappresentava Silvio come Enrico Toti pronto a gettare anche la gruccia contro l’icona dei poteri forti. Per il resto, cari sinistri, scusate ma saranno cavoli vostri!&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;PS: per chi vuole goderne ancora &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.studioaperto.mediaset.it/video/popup/videopopup_20153.shtml"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt; il video dello storico intervento di Vicenza&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114285588303935356?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114285588303935356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114285588303935356' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114285588303935356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114285588303935356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/03/silvio-skazzati-anche-per-noi.html' title='Silvio skazzati anche per noi'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114165600419727634</id><published>2006-03-06T15:40:00.000+01:00</published><updated>2006-03-18T13:32:16.073+01:00</updated><title type='text'>Silvio ti prego! Carmelo Conte no!</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Ormai è ufficiale, Carmelo Conte sarà il capolista della lista Dc-Psi al Senato in Campania. Chi voterà il Polo in quella regione saprà che con tutta probabilità, al fianco della propria coalizione, ci sarà questo vecchio esponente del Psi delle vacche grasse che tanta prosperità portò alla &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Campania infelix&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. Nostalgie giustizialiste? No, affatto. Non sono contrario al riciclaggio di certi politici della prima repubblica, anche se ho sempre apprezzato il politico che sa riconoscere di aver fatto il proprio tempo. Il punto però è un altro. Il signor Conte ha flirtato fino a qualche mese fa con i Ds e in particolare con l’ex-sindaco di Salerno, &lt;/span&gt;&lt;a href="http://silvioconvincimi.blogspot.com/2006/01/dalla-finanza-rossa-del-centro-nord.html"&gt;Vincenzo De Luca&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;, giustizialista della prima ora e da qualche mese indagato con l’attuale giunta comunale salernitana per lo sperpero delle risorse pubbliche e l’assegnazione “facile” di appalti. Nel 2004 De Luca guadagnò Conte e la sua Costituente socialista alla causa del centrosinistra in corsa per le provinciali e le regionali. Insomma ci prendiamo in casa &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;un mago delle clientele &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;che porterà anche qualche migliaio di voti in dote ma che ha una disinvoltura sfacciata a cambiar casacca. Quando si andrà alla conta pregherei Silvio di risparmiarci eventuali &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;peana &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;per i partecipanti ai valzer mastelliani, GRAZIE!     &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114165600419727634?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114165600419727634/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114165600419727634' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114165600419727634'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114165600419727634'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/03/silvio-ti-prego-carmelo-conte-no.html' title='Silvio ti prego! Carmelo Conte no!'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114112904501935247</id><published>2006-02-28T13:17:00.000+01:00</published><updated>2006-02-28T18:41:58.480+01:00</updated><title type='text'>Per l’Occidente: i dubbi ne accreditano il valore</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;"&gt;Il Manifesto per l’Occidente promosso da Marcello Pera sta sviluppando sui blogger di centrodestra un dibattito di altissimo livello. Dopo una prima entusiastica adesione, la comunità di TV ha cominciato a confrontarsi su posizioni che restano certamente “contigue”. Molti hanno lamentato un appiattimento eccessivo verso la deriva c.d. &lt;em&gt;teocon&lt;/em&gt;. I dubbi in questo senso sono arrivati non solo, come era prevedibile, dai riformatori liberali, ma anche da chi riconosce la pregnanza della dottrina cristiana nella cultura occidentale eppure fa fatica ad ammettere i valori religiosi come valori sintetizzanti dell’Occidente. Non può non venire in mente in questa discussione la figura del &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;"&gt;ghibellin fuggiasco &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;"&gt;che da cattolicissimo conservava le sue legittime perplessità su una politica di stato che s’identificasse con la Chiesa di Roma. Come è stato notato in molti post il Manifesto di Pera centra molto bene le difficoltà dell’Occidente e il bisogno di riscoprire l’orgoglio della nostra identità ma pecca nel ridurre la nostra difesa ad una difesa dei principi cristiani. &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;"&gt;Come si può dimenticare che in nome di quegli stessi principi qualche secolo fa nella nostra Europa si mandavano gli &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;"&gt;infedeli &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;"&gt;sul rogo? &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;"&gt;Ma accanto a questa disputa esiste un’altra problematica su cui incoccia il carattere teocon di questo Manifesto. Da un punto di vista squisitamente strategico, &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;"&gt;conviene veramente arroccarsi sulla religione e riconoscere così al fondamentalismo violento la rappresentanza di tutto il mondo musulmano? &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;"&gt;Non sarebbe meglio riconoscersi intorno ad un nucleo di valori laici, e non laicisti, condivisibili al di là del credo religioso? I principi cristiani costituiscono una parte fondamentale della nostra cultura cui non intendo assolutamente rinunciare ma presentati così rischiano di accreditare l’idea dello scontro di civiltà. &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;"&gt;Per l’Occidente &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;"&gt;può essere invece anche un musulmano o un buddista se questo significa rispettare la libertà dell’altro. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;"&gt;Queste in sintesi le mie perplessità. Oltre il quale mi preme sottolineare che il Manifesto di Pera resta una base importantissima dal quale partire. E fuor di dubbio che questa dichiarazione rappresenti l’affermazione di un mondo conservatore che riscopre la forza di emergere e di riaffermare le nostre radici. Se riusciremo a discutere in modo rispettoso sulle modalità attraverso le quali riaffermare l'orgoglio della nostra Storia questa affermazione potrà diventare veramente il Manifesto di tutte le nazioni dell'Occidente, scavalcando così trasversalmente ogni barriera ideologica e confessionale.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114112904501935247?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114112904501935247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114112904501935247' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114112904501935247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114112904501935247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/02/per-loccidente-i-dubbi-ne-accreditano.html' title='Per l’Occidente: i dubbi ne accreditano il valore'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114071350729150369</id><published>2006-02-23T17:51:00.000+01:00</published><updated>2006-02-23T17:59:56.543+01:00</updated><title type='text'>Innovazione: Microsoft elogia governo</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;In settimane in cui i sinistri quotidiani non si stancano di stigmatizzare il sorpasso del nostro paese sul Botswana nella classifica &lt;/span&gt;&lt;a href="http://silvioconvincimi.blogspot.com/2006/02/rapporto-almunia-quello-che-il.html"&gt;Wef&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt; sulla competitività, arriva il giudizio dell’ad di Microsoft Italia che sarà anche interessato ma non certo all’inerzia nelle politiche innovative. Ecco le dichiarazioni raccolte dall’Adnk:&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;''Per il futuro ci auguriamo che la sensibilita' sia tale da fornire sia al Ministero che alle imprese italiane, quegli incentivi e quei fondi che sono necessari per fare grandi progetti nel mondo dell'information technology''. Lo ha detto Marco Comastri, amministratore delegato di Microsoft Italia, nel commentare le politiche innovative e tecnologiche del Governo in questi ultimi cinque anni. ''Sono stati fatti passi in avanti estremamente importanti -sostiene Comastri- in primo luogo e' stato creato un Ministero che si e' dedicato alla tecnologia informatica, che ha operato nella direzione di fornire servizi tecnologici agli italiani, semplificando la loro vita. Lo ha fatto anche muovendosi in un ambiente che non ha fornito una quantita' di investimenti adeguata alle esigenze''. Infine Comastri ha commentato il recente via libera al decreto Stanca, che introduce il concetto di certificazione per la posta elettronica. ''E' senza dubbio una cosa positiva la standardizzazione e' l'elemento che permette una maggiore diffusione della tecnologia informatica. Nel caso della posta elettronica avere una certificazione che aiuta a scambiarsi i messaggi con standard definiti, porta sicuramente dei vantaggi. In questo senso abbiamo operato con le Poste Italiane, realizzando un progetto molto importante, ossia la 'raccomandata on-line', attraverso la quale ogni cittadino italiano puo' mandare una raccomandata senza spostarsi da casa''. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114071350729150369?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114071350729150369/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114071350729150369' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114071350729150369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114071350729150369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/02/innovazione-microsoft-elogia-governo.html' title='Innovazione: Microsoft elogia governo'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114070394361078168</id><published>2006-02-23T15:12:00.000+01:00</published><updated>2006-02-23T15:29:02.993+01:00</updated><title type='text'>Samarra ci urla la complessità l’Islam</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;La triste distruzione della moschea sciita a Samarra in Iraq da parte di estremisti sunniti è l’ennesima dimostrazione delle divisioni che lacerano dall’interno il mondo islamico. L’attentato ci aiuta a capire una volta di più la complessità della questione musulmana, le difficoltà a pianificare una strategia di confronto con una realtà che non ha un’autorità politica univoca in grado di controllare la situazione. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a questa criticità. Gli attentati interni al mondo arabo sono un fattore che deve pesare alla stessa stregua degli attentati contro gli occidentali. &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Quest’impostazione non collide con quanti chiedono ai nostri governi di alzare la voce con chi guida gli stati musulmani ma aiuta però a comprendere la difficoltà del percorso di pace. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Fino a quando in quei paesi non si svilupperà la consapevolezza necessaria a capire che la religione è soltanto la leva con cui pochi cercano di aizzare la moltitudine l’Occidente vivrà sempre con la minaccia di reazioni sconsiderate. La circolazione delle idee, il confronto interculturale e quindi la crescita nel mondo islamico di una nuova generazione più aperta al riconoscimento reciproco dei valori sono le strade irrinunciabili di una saggia strategia diplomatica. Dobbiamo restare inermi davanti alla violenza? Assolutamente no. I nostri stati devono reagire duramente ad ogni forma di terrore innanzitutto promuovendo misure di repressione preventiva del fanatismo religioso nei nostri confini. Gli immigrati che vivono in Occidente devono essere il nostro tramite privilegiato che ancora più dei leader musulmani può far maturare in Oriente una visione diversa del rapporto col mondo cristiano. E qui da noi che possiamo e dobbiamo cominciare a gettare le basi di una convivenza equa, paritaria, riconoscendo da un lato il loro diritto a coltivare il proprio culto dall’altro pretendendo un assoluto rispetto per i nostri valori religiosi, culturali e soprattutto democratici. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114070394361078168?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114070394361078168/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114070394361078168' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114070394361078168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114070394361078168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/02/samarra-ci-urla-la-complessit-lislam.html' title='Samarra ci urla la complessità l’Islam'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114062340133475337</id><published>2006-02-22T16:50:00.000+01:00</published><updated>2006-02-22T16:50:01.676+01:00</updated><title type='text'>Rapporto Almunia: quello che il Corriere non vede</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Oggi il Corrierone di Mieli, che punta sempre più a prendere nel cuore della Cdl il posto di Repubblica, si scatena nel proporre uno scenario catastrofico per la nostra economia, imputabile ovviamente alle scelte mancate o sbagliate del governo. La tecnica ormai è la stessa. Si parte da un dato, un’analisi a volte fondata a volte molto aleatoria, e intorno s’imbastisce un attacco frontale contro l’esecutivo di Silvio Berlusconi. Oggi Via Solferino ha pensato bene di approfittare della revisione del trend di crescita da parte di Bruxelles resa nota nella giornata di ieri dal commissario Almunia. Il dato che cosa dice? L’Ue cresce più di quanto si prospettava in autunno ma questo non vale per l’Italia che evidentemente per altri fattori vede il suo trend, comunque in crescita, ribassato dall’1,5% all’1,3. La revisione del nostro tasso di crescita certamente non è positiva ma la nuova proiezione è davvero così nera? I critici del governo notano che essa non riguarda gli altri grandi stati europei ma in realtà questa è una visione parziale dell’andamento delle economia del continente. Ormai dovrebbe essere assodato che l’Italia ha pagato più degli altri soci del club Ue la congiuntura negativi di questi anni. Lo stesso Piero Fassino ieri nel salotto di Vespa ha riconosciuto per la prima volta come le nostre difficoltà derivino dalla struttura della nostra imprenditoria e non dal governo che comunque per il segretario della Quercia sarebbe ovviamente responsabile per l’inerzia nella politica dell’innovazione. Insomma in Europa la nostra economia e quella tedesca in cui è trainante la produzione industriale hanno accusato maggiormente la concorrenza, spesso sleale non dimentichiamolo, dell’India e della Cina. L’Italia, anche questo ormai dovrebbe essere chiaro, avendo una forte presenza di industria a bassa e media tecnologia è stata letteralmente travolta dal ciclone asiatico. È colpa del governo? È colpa di Berlusconi se le nostre scarpe e le nostre pelli non sono manufatti high-tech? Cosa avrebbe dovuto fare il governo? Proporre i microchip per le scarpe col climatizzatore incorporato? Non è tutto. A sostegno della tesi catastrofista e ipercritica contro il centrodestra il Corrierone ci propina la scadente analisi sulla competitività del Wef, intitolata “Classifica globale della competitività”, quella per intenderci che ci pone al livello del Botswana. Ma è affidabile questo studio? Sapete chi ha condotto l’analisi in Italia? I ragazzi della Bocconi. Sapete di che tipo di rivelazione si tratta? Perlopiù &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;soft-data&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;, ossia la percezione degli imprenditori italiani sull’andamento della nostra economia. Capite si fa passare per analisi obiettiva un’inchiesta sulle impressioni dei manager italiani della competitività del nostro paese rispetto agli altri. Immaginate qual è l’attendibilità di simili interviste ai manager cinesi per esempio. La domanda è: visto che si parte dal rapporto sulla crescita preparato dalla Commissione Ue perché non prendere una delle numerose analisi dell’Eurostat? Forse perché queste indicano che il trend dell’Italia in materia d’innovazione cresce più della Svezia? Ancora un obiezione. Al Corriere qualcuno si sarà preso la briga di andare a leggere il comunicato di Joaquín Almunia che accompagna i dati sfornati ieri? Sembrerebbe di no, visto che sul quotidiano non si accenna ad una dichiarazione specifica contenuta nell’analisi sul nostro paese che già anticipa come nonostante le nuove previsioni la manovra correttiva dello scorso dicembre dovrebbe riuscire a garantire la stabilità evitando che per il 2009 il rapporto deficit/PIL sfondi il tetto del 3%. Sempre nel comunicato di ieri inoltre la commissione di Almunia riconosceva come tra le cause della minore prospettiva di crescita italiana vi sono gli aumenti previsti per il 2006 sul greggio, fattore che per ovvie ragioni – leggi nucleare – pesa sull’Italia più che sugli altri paesi europei e che di cui non si può parlare dal momento che non è imputabile al governo. A conferma di ciò è arrivata questa mattina la nota di Bruxelles sulla situazione specifica dell’Italia: &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Il programma di stabilità si basa su uno scenario macroeconomico plausibile, che prevede una crescita del PIL nel 2006 e nel 2007 in linea con le previsioni dei servizi della Commissione dello scorso novembre. La leggera revisione al ribasso della crescita del PIL dell’Italia per il 2006 contenuta nelle previsioni intermedie pubblicate ieri (dall’1,5% all’1,3%) non modifica significativamente la valutazione del programma. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Gli obiettivi di bilancio del programma, se raggiunti, garantirebbero un margine di sicurezza sufficiente per prevenire sfondamenti del valore di riferimento del 3% del PIL a partire dal 2009. Tuttavia l’obiettivo di medio termine non sarà raggiunto entro la fine del periodo oggetto del programma, né per tale obiettivo viene indicata un’altra scadenza.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114062340133475337?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114062340133475337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114062340133475337' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114062340133475337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114062340133475337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/02/rapporto-almunia-quello-che-il.html' title='Rapporto Almunia: quello che il Corriere non vede'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114060449628196427</id><published>2006-02-22T11:34:00.000+01:00</published><updated>2006-02-22T11:34:56.356+01:00</updated><title type='text'>Anche Mastella canta!</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Invito chi ama le chicche di Mastella a fare un salto sul sito rinnovato dell’&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.popolariudeur.it/"&gt;Udeur&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt; per ascoltare il fantastico inno del Campanile. Altro che Forza Italia! &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;“Udeur verrà, Udeur verrà, Udeur verrà, una nuova realtà!”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114060449628196427?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114060449628196427/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114060449628196427' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114060449628196427'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114060449628196427'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/02/anche-mastella-canta.html' title='Anche Mastella canta!'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114052488483056686</id><published>2006-02-21T13:28:00.000+01:00</published><updated>2006-02-21T13:30:54.646+01:00</updated><title type='text'>Chi critica Calderoli è un integralista?</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Non capisco questa necessità su TV di sottolineare continuamente la ovvia maggiore gravità degli attentati del fanatismo islamico rispetto alle &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;calderolate &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;di questi giorni. Non capisco perché uno che vuole dare del coglione ad un ministro perché ha fatto delle sparate codarde e propagandistiche debba passare per uno che vuole difendere la ragionevolezza dei tumulti di Bengasi. Non capisco perché si dice che Calderoli abbia avuto il merito di farci aprire gli occhi sui rischi per la nostra libertà d’espressione quando è più di un mese che è scoppiato il caso delle vignette danesi. Non capisco che cosa ci si aspetta quando si parla di rispondere in modo corrispondente, forse che una nostra brigata vada in giro per Damasco ad incendiare moschee? &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Io sono d’accordo in pieno sulla necessità di porre dei paletti a quello che per noi è inaccettabile. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Sono d’accordo sull’esigenza di reagire in modo fermo contro chi mostra titubanza nel contrastare ogni rigurgito anti-cristiano, però non è che oggi scopriamo d’improvviso l’acqua calda della discriminazione nei confronti dei cristiani nei paesi musulmani. Chi fa questo discorso viene tacciato di mancanza di lucidità nell’analisi ed invece si tratta di puro e semplice realismo. La collaborazione con governi come quello di Tripoli conviene, anche se non è esaltante, perché abbiamo visto come è stata sedata immediatamente la rivolta in Cirenaica. Qui nessuno mette in dubbio che ci vuole una grande pazienza per calcare le strade dell’incontro ma qualcuno per piacere mi spieghi oltre la condivisibile rabbia, per la reazione sconsiderata degli integralisti, qual è l’alternativa percorribile per limitare il ricorsa alla violenza? &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114052488483056686?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114052488483056686/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114052488483056686' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114052488483056686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114052488483056686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/02/chi-critica-calderoli-un-integralista.html' title='Chi critica Calderoli è un integralista?'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114043673562225257</id><published>2006-02-20T12:58:00.000+01:00</published><updated>2006-02-20T13:02:41.380+01:00</updated><title type='text'>Calderoli, la stupidità al governo</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Coltivo da quando avevo 15 anni una visione politica del mondo da destra. Senza iscrivermi mai a nessun partito ho studiato con interesse il variegato mondo della cultura di destra, le sue radici, i suoi “ismi” spesso l’un contro l’altro armati. Non posso accettare oggi che la difesa dell’identità, della mia identità passi attraverso gente come il ministro Roberto Calderoli. Mi fa specie che oggi non si possa fare a destra un discorso pacato sulla grave questione islamica senza rischiare di essere additati come anti-americani o filo-integralisti. Rivendico da destra il diritto di esprimere con forza il mio sostegno ad una politica internazionale che valorizzi la storia dell’Italia e il suo ruolo geopolitico nel Mediteranno. Rivendico al mio Paese quella posizione di &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Ponte con l’Oriente &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;che gli illustri orientalisti italiani pur con sfumature contrastanti hanno sempre riconosciuto come la più valida e coerente. L’Occidente può essere più forte solo se nel suo interno alcune nazioni sapranno coltivare più di altri la via del dialogo, del confronto &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;che non è la via dell’accondiscendenza tout court ma neppure quella delle armi, senz’altro le armi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. Calderoli non ha la cultura politica richiesta ad un rappresentante del governo italiano. Non rappresenta la disponibilità a comprendere una sensibilità religiosa diversa dalla nostra propria dell’Italia. Sì, è verissimo in molti paesi islamici i cristiani non vedono riconosciuti diritti fondamentali, ma cosa dovrebbe comportare questo? Dovremmo forse buttare secoli di cultura giuridica e di tolleranza, principi cardine nell’impero romano e quindi nella nostra storia? Dovremmo adeguare il nostro comportamento al loro? La mia identità non viene difesa da una vignetta che sfotte i musulmani semmai da una politica ferma nel perseguire un’apertura sempre maggiore da parte dei governi della mezza luna alle nostre istanze. Coraggioso non è chi come Calderoli superscortato e su una comoda poltrona fa sfoggio di una T-shirt. Coraggioso e utile è la presenza dei nostri militari di pace in quelle regioni, dei sacerdoti senza armi che si confrontano con quel mondo e il cui operato viene stupidamente compromesso dalle cazzate di un ministro indegno.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114043673562225257?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114043673562225257/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114043673562225257' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114043673562225257'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114043673562225257'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/02/calderoli-la-stupidit-al-governo.html' title='Calderoli, la stupidità al governo'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-114018892790376334</id><published>2006-02-17T16:08:00.000+01:00</published><updated>2006-02-17T16:08:48.183+01:00</updated><title type='text'>Destra radicale e Polo: precisazioni necessarie</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Il caso “Destra radicale” all’interno del Polo è scoppiato all'indomani del ben più grave proprio “caso-Ferrando” nel tentativo di compensare le posizioni &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;particolari &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;del candidato di un partito chiave nell'Unione, il cui leader aspira alla poltrona più alta di Montecitorio. Alla destra di An le cose sono però di gran lunga differenti e vale la pena segnalare alcune delle precisazioni più importanti:&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;1)Alternativa sociale non ha nella Cdl il peso che Rifondazione ha nell'Unione.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;2)Nessuno dei leader di As si è mai sognato di esultare per la strage di Nassirya.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;3)Per quanto riguarda Pino Rauti si tratta di un gentiluomo della politica italiana che involontariamente ha anche fatto un piacere ad An accreditandone la svolta di Fiuggi con la sua uscita. E' stato inoltre per 40 anni un leader di testa del Msi, oltre che segretario, buttargli addosso la croce di "impresentabile" è quanto meno incoerente oltre che irriconoscente da parte dei vertici di An. Senza contare la già grave sconfitta che nel '96 ci costò questa ostracizzazione. Infine Rauti stesso in una recente intervista sul Corriere ha riconosciuto di essersi pentito di aver accettato il ruolo di "pecora nera" che lo ha escluso dalla gestione di An nel quale invece sarebbe potuto rientrare a pieno titolo offrendo un contributo importante come coscienza critica interna al partito.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;4)I personaggi in questione riconoscono con argomentazioni solide la propria fiducia al premier e anzi tenerli forzatamente fuori dal gioco democratico potrebbe rafforzare la spinta verso posizioni estremiste in questi movimenti. La stessa estromissione di Ferrando in quest'ottica non mi sembra democraticamente corretta ma questi sono cavoli loro.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;5)L'unica candidatura veramente stonata è quella di Sayo e consorte ma mi sembra ormai definitivamente smentita.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Oltre ciò bisogna considerare che As si alleerebbe col Polo senza entrare diciamo così come socio della Cdl ma come cartello di partiti che ne appoggia la battaglia contro la sinistra. Questo è nella logica punto del bipolarismo che tutti vogliono difendere e molti temettero andasse disperso col ritorno del proporzionale e che invece è ancora così vivo e vegeto da spingere realtà anche molto diverse ad accostarsi in vista di un accordo quantomeno di programma. Ecco l’accordo con As non dovrebbe scandalizzare nessuno proprio perché programmatico. L’elettore di As sa bene che il suo rappresentante non potrà realizzare i suoi ideali (ma quale partito realizza in pieno gli ideali del suo statuto?) ma sa anche che il Polo al governo gli garantirebbe comunque un apertura maggiore su certi temi primo fra tutti quello sociale del lavoro e dell’assistenza che rappresenta il trait d’union tra la Mussolini, Tilgher e Fiore. L’elettore della Cdl dal canto suo non avendo un approccio “religioso alla politica” non avrà difficoltà a capire l’utilità di quest’accordo e conoscendo lo scarso peso di As nell’alleanza di centrodestra non si preoccuperà di quelle posizioni più radicali che ovviamente non potranno mai prender piede in un possibile nuovo governo dell’attuale maggioranza. La questione è stata come sempre chiaramente illustrata dal premier che nella conferenza stampa di questa mattina ha infatti dichiarato: &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;''In questi mesi ho sempre dialogato con Alessandra Mussolini sulla cui correttezza democratica nessuno può obiettare. E' stato messo a punto un accordo programmatico che consente alla Cdl di ampliare i consensi''. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Si tratta, ribadisce Berlusconi, &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;''di un percorso legittimo su cui non devono esserci ombre''. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;La decisione di non candidare Adriano Tilgher e Roberto Fiore &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;''sgombra il campo da qualsiasi contestazione'', dice il premier. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;A queste, &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;''doverose rinunce'', &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;si aggiunge quella di Alessandra Mussolini, ma di questo, sottolinea il premier &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;''non posso che prenderne atto perché non faccio parte del suo partito, anche se -ammette- un suo ripensamento mi farebbe piacere''.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Berlusconi spiega che con Alternativa sociale sono stati trovati accordi su ''il Mezzogiorno, il sostegno alle famiglie, il lavoro e la politica sociale''.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;(Fonte ADNK)&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-114018892790376334?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/114018892790376334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=114018892790376334' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114018892790376334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/114018892790376334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/02/destra-radicale-e-polo-precisazioni.html' title='Destra radicale e Polo: precisazioni necessarie'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-113993614184294810</id><published>2006-02-14T17:55:00.000+01:00</published><updated>2006-02-15T10:33:34.143+01:00</updated><title type='text'>Feltri ultima vittima della repressione berlusconiana</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Ora la &lt;/span&gt;&lt;a href="http://silvioconvincimi.blogspot.com/2005/10/quando-il-governo-arresta-i-suoi.html"&gt;Freedom House&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt; ci farà retrocedere ancora un po’. La condanna di Vittorio Feltri, come quella di Lino Jannuzzi e Massimiliano Melilli, darà una fotografia ancora più scura sulla libertà di stampa nel nostro Paese. Aspetto con ansia un altro show &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;spara minchiate &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;di Celentano… e in fondo chi se ne frega se questi giornalisti pagano perché hanno attaccato la sinistra. Ormai ho capito che in Italia abbiamo sfornato una nuova forma di governo paradossale: &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;la dittatura dell’opposizione. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Chi desiderasse rinfrescare la memoria sulla grottesca vicenda può trovarne &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.tvblog.it/post/902/freedom-house-tutta-la-verita"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt; un’ottima sintesi.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-113993614184294810?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/113993614184294810/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=113993614184294810' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113993614184294810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113993614184294810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/02/feltri-ultima-vittima-della.html' title='Feltri ultima vittima della repressione berlusconiana'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-113985474265765434</id><published>2006-02-13T19:19:00.000+01:00</published><updated>2006-02-13T19:20:12.036+01:00</updated><title type='text'>Allergie demitiane nell'Unione</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Non hanno bisogno di alcun commento le dichiarazioni rilasciate oggi da Tonino Di Pietro, alla cui acutezza sfugge un dettaglio minimo…che il leader della sua coalizione è un fantoccio del demiurgo di Nusco.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;''Non posso tacere che sono a disagio di fronte a candidature come quelle di Ciriaco De Mita presentato dal centrosinistra come capolista in Campania. L'Unione e il Paese hanno bisogno di un rinnovamento della politica, non della riesumazione di persone responsabili del fallimento della Prima Repubblica'': lo afferma Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori. ''Severino Citaristi, ex tesoriere della Democrazia Cristiana, fu il recordman degli avvisi di garanzia ai tempi di Mani Pulite - ricorda l'ex Pm - e i suoi segretari di riferimento erano Arnaldo Forlani e, appunto, Ciriaco De Mita. La logica ed il pudore consiglierebbero al centrosinistra di non candidare De Mita, soprattutto come capolista, in grado di decidere anche i candidati all'interno della sua circoscrizione''. La politica - aggiunge Di Pietro - e' fatta, me ne sono accorto a mie spese, di compromessi. Ma questa politica e' soprattutto compromesso e, allora, non puo' piu' funzionare. Lo ripeto: il politico deve essere al servizio del cittadino, sviluppare i programmi e dopo due legislature lasciare il Parlamento. I vecchi arnesi, i politici di professione, fanno ormai parte del secolo scorso e li' vanno lasciati''&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-113985474265765434?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/113985474265765434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=113985474265765434' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113985474265765434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113985474265765434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/02/allergie-demitiane-nellunione.html' title='Allergie demitiane nell&apos;Unione'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-113985434419351086</id><published>2006-02-13T19:12:00.000+01:00</published><updated>2006-02-13T19:39:27.386+01:00</updated><title type='text'>La Pivetti racconti la limpida storia di Prodi

</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Vorrei che per garantire la &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;par condicio &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;l’Authority delle TLC imponesse a Retequattro di preparare una bella trasmissione per Romano Prodi sullo stesso stile orchestrato dalla Pivetti per osannare Silvio Berlusconi. Vorrei che, come per Silvio, sfilassero davanti alle telecamere tutti i personaggi che sono cresciuti all’ombra del leader dell’Unione. Vorrei che si raccontasse come a 42 anni è diventato presidente dell’Iri, il più grande gruppo industriale del Paese, come ha realizzato 1979. Vorrei vedere tutti gli illustri personaggi che l’hanno “incoraggiato”, (Ciriaco De Mita su tutti) e poi vorrei vedere una panoramica sulle aziende italiane che ha svenduto alla grande dall’Alfa Romeo alla Cirio. È giusto che, come quel &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;furbastro &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;di Silvio, anche il buon Romano abbia la possibilità di far conoscere le tappe che hanno segnato la sua carriera, sempre privilegiata sulle autostrade democristiane. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-113985434419351086?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/113985434419351086/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=113985434419351086' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113985434419351086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113985434419351086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/02/la-pivetti-racconti-la-limpida-storia.html' title='La Pivetti racconti la limpida storia di Prodi&#xA;&#xA;'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-113922455773314962</id><published>2006-02-06T12:15:00.000+01:00</published><updated>2006-02-06T12:18:55.740+01:00</updated><title type='text'>Eco sfida il regime di Berlusconi</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Ennesimo grido di libertà ieri a “&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Che tempo che fa&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;” contro il regime berlusconiano. Particolarmente commovente è stato l’intervento di Umberto Eco, intellettuale ostracizzato, simbolo della libertà di pensiero, costretto all’esilio e ad una vita di stenti da un governo che per le sue “idee liberali” lo ha scalzato da ogni cattedra. Torna sul video il nostro “Solzenicyn al contrario” che per evitare le censure del potere tiranno camuffa i suoi messaggi in codici di saggezza. La storia sta tornando indietro, dice Eco, dopo un novecento senza guerre (ipse dixit) il mondo sta rivivendo tutto il male che si credeva superato. Nella nostra Italia poi domina il “populismo mediatico” con un premier tiranno che non accetta di sottomettersi al giudizio di un magistrato perché scelto per concorso pubblico (umbertino lo avevamo dimenticato!) e non dall’elettorato bue. Quanto a lui, dal suo pellegrinaggio di esule, racconta che oltre il confine i suoi colleghi lo guardano spaventato temendo che anche nei loro paesi possa farsi strada questa nostra forma di dispotismo, come già fu per il fascismo, esportato in Germania e Spagna. Di qui l’eloquio del professore bolognese è proseguito lungo le vie più sibilline del linguaggio della libertà, quel linguaggio che solo chi come Umberto Eco è figlio della falce e del martello, delle cooperative della solidarietà, della cultura libera ed aperta ad ogni confronto conosce bene! Grazie professore, grazie Fabio Fazio.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-113922455773314962?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/113922455773314962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=113922455773314962' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113922455773314962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113922455773314962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/02/eco-sfida-il-regime-di-berlusconi.html' title='Eco sfida il regime di Berlusconi'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-113821289779547557</id><published>2006-01-25T19:14:00.000+01:00</published><updated>2006-01-25T19:14:58.120+01:00</updated><title type='text'>La Cdl liberale depenalizza i reati d’opinione</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;Ancora una legge laica e liberale da parte della Cdl. Questa mattina il Senato ha dato il via libera definitivo al provvedimento che depenalizza i reati d’opinione, aggiornando così il Codice Rocco che su queste fattispecie mostrava tutti i suoi 76 anni! Accontentato così tra gli altri anche il direttore di &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;Libero&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;, Vittorio Feltri, che aveva attaccato duramente Silvio Berlusconi nel corso di Porta a Porta contestandogli proprio la lentezza sull’iter del testo per la depenalizzazione dei reati d’opinione. Le nuove norme prevedono una sostanziale depenalizzazione della materia, con il passaggio dal carcere a multe più o meno salate per i reati d'opinione e per le offese rivolte alle istituzioni repubblicane, ai simboli dello Stato, alle confessioni religiose. Ecco una sintesi delle principali novità:&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;Il vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate e quello della nazione, non comporterà più pene fino a tre anni di carcere ma solo una multa che al massimo sarà di 5.000 euro. Anche l'offesa ai corpi politici, amministrativi e giudiziari è reato passibile di una multa di 5-6.000 euro invece dei tre-quattro anni di carcere. Multa che sale però a 10.000 se il reato viene consumato nel corso di una cerimonia ufficiale o di una solenne ricorrenza nazionale.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;br/&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;In materia di religione nella legge e' inserita la tutela delle confessioni religiose che sostituisce quella fino ad oggi riservata alla sola religione dello Stato&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;br/&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;Nessuno potrà più essere perseguito per aver criticato il Capo dello Stato attribuendogli la responsabilità di misure prese dal governo. Se la critica e' accoppiata alla violenza si finirà sempre dietro le sbarre ma con pene più soft.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;br/&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;L'ergastolo per attentati all'integrità della nazione scompare e la pena massima è di 10 anni.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;br/&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;Modifiche anche alla legge Mancino in materia di razzismo. Si prevede la possibilità di punire o con la reclusione, massimo un anno e mezzo o con la multa la propaganda di idee a sfondo nazista sulla superiorità della razza o l'odio razziale ed etnico oppure si istiga a commettere atti di discriminazione per motivi di razza, etnici, religiosi. La reclusione da 6 mesi a 4 anni e' prevista per chi istiga a commettere o commette violenze o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-113821289779547557?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/113821289779547557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=113821289779547557' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113821289779547557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113821289779547557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/01/la-cdl-liberale-depenalizza-i-reati.html' title='La Cdl liberale depenalizza i reati d’opinione'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-113811289947691028</id><published>2006-01-24T15:28:00.000+01:00</published><updated>2006-01-24T15:31:25.563+01:00</updated><title type='text'>Legge sulla pedofilia: l’ennesima ad personam?</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;Non c’è nulla da fare. Ancora ieri Massimo D’Alema – ospite di Vespone – invitava i polli a ridere paventando il controllo certosino di Silvio Berlusconi sul panorama mediatico al fine di mettere sulla graticola l’opposizione. Eppure nello stesso panorama mediatico passa in sordina una legge di cui avevamo bisogno e che prima nessuno aveva fatto. Una legge tra le tante che non ha, perché non può avere, l’impronta di una coalizione o dell’altra e che infatti è stata approvata ieri sera all’unanimità dalla commissione Giustizia della Camera. In attesa delle polemiche che l’approvazione della riforma della legittima difesa sta già scatenando – e che saranno sicuramente amplificate dai giornali – ecco una sintesi delle principali misure della nuova strategia di contrasto a pedofilia e pedopornografia on line:&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;Inasprimento delle sanzioni contro i pedofili, escludendo tra l’altro il patteggiamento&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;br/&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;Interdizione per questo reato da scuole e pubblici uffici frequentati da minori&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;br/&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;Facoltà di perseguire d’ufficio i reati di sfruttamento sessuale dei minori&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;br/&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;Istituzione al Viminale di un ''Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete Internet'' cui è riconosciuta la prerogativa di indagare sui flussi economici che, attraverso le carte di credito, alimentano il commercio delle immagini dei minori&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;br/&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;Istituzione di un Osservatorio sulla pedofilia presso il ministero delle Pari Opportunità&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-113811289947691028?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/113811289947691028/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=113811289947691028' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113811289947691028'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113811289947691028'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/01/legge-sulla-pedofilia-lennesima-ad.html' title='Legge sulla pedofilia: l’ennesima ad personam?'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-113810295597915728</id><published>2006-01-24T12:42:00.000+01:00</published><updated>2006-01-24T12:46:23.836+01:00</updated><title type='text'>Legge Pecorella, giusta e liberale</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;La legge Pecorella sull'inappellabilità delle sentenze di proscioglimento &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;è un’obiettivo importantissimo che la Cdl deve puntare assolutamente a conseguire. Non si tratta infatti solo di portare a casa una novità che snellirà il lavoro dei tribunali e consentirà di investire più risorse sulle indagini più delicate. Si tratta soprattutto d’introdurre un &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;principio liberale fondamentale &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;che eviterà d’incastrare per anni e anni nella gogna giudiziaria cittadini lasciati nel limbo del sospetto davanti all’opinione pubblica. Qualche oppositore obietta: &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;la giustizia va perseguita fino in fondo! &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;Vero. Ma a questa legittima aspirazione il liberale sa opporre una visione meno onnipotente della giustizia, una visione che preferisce rischiare di tenere qualche mariuolo in più in strada piuttosto che lasciare un innocente in balia di avvocati e tribunali. Il cittadino consapevole della sua innocenza che si sottomette al giudizio di un processo, accetta di vedere la sua libertà limitata in quanto riconosce alla Stato la prerogativa di mantenere l’ordine anche appurando la sua stessa innocenza. Questa “deroga” deve però vedere dall’altra parte una magistratura che si sforza di far luce &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;al più presto &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;sulle responsabilità dell’imputato, altrimenti il suo ritardo può diventare più pericoloso della presunta colpevolezza che intende perseguitare. Insomma se tu Stato, nella persona del magistrato, non riesci a dimostrare la mia colpevolezza in prima battuta non puoi pensare di tenermi davanti all’opinione pubblica in una ambigua e indefinita posizione di “in attesa di giudizio”. La grande &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;ratio &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;della legge sull’inappellabilità delle sentenze di proscioglimento è tutta qui ed è quindi strettamente legata al &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;principio sulla ragionevole durata del processo penale &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;riconosciuto dalla stessa &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm"&gt;Costituzione&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt; all’articolo 111. Oltre a giocare ad indovinare chi si avvantaggerà del ddl Pecorella in caso di approvazione, sarebbe apprezzabile perciò che una volta tanto i quotidiani approfondissero un po’ di più l’utilità di questa proposta.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-113810295597915728?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/113810295597915728/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=113810295597915728' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113810295597915728'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113810295597915728'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/01/legge-pecorella-giusta-e-liberale.html' title='Legge Pecorella, giusta e liberale'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-113752245961251296</id><published>2006-01-17T19:27:00.000+01:00</published><updated>2006-01-17T19:33:37.320+01:00</updated><title type='text'>Anche Ciampi riconosce al governo l’attenzione per la ricerca medica</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Post dedicato a quelli che si scandalizzano se provi timidamente ad indicare qualcosa di positivo che questo governo ha realizzato.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Così il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nella lettera inviata oggi al ministro della Salute, Francesco Storace: &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Ho constatato con piacere che la legge finanziaria 2006, recentemente approvata dal Parlamento, ha destinato alla ricerca in campo sanitario un importo che supera in modo significativo gli stanziamenti degli anni precedenti. Nel rallegrarmi con Lei per il risultato molto incoraggiante conseguito esprimo l'auspicio che l'impegno per la ricerca, essenziale per una piena attuazione del diritto alla salute garantito dalla nostra Costituzione, sempre più possa rappresentare una responsabilità condivisa da tutti.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;A dicembre sulla questione ricordo era già arrivato a Storace l’apprezzamento di Umberto Veronesi - ex ministro alla Salute col centrosinistra – che indispettì l’opposizione tutta presa a contestare i presunti tagli alla sanità nella finanziaria in quei giorni all’esame del Parlamento. La sinistra pur di non riconoscere un solo merito al governo è disposta a sacrificare tutto. Eppure come si può parlare di senso dello Stato quando si mistifica la realtà anche su cose così delicate come la salute?&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-113752245961251296?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/113752245961251296/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=113752245961251296' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113752245961251296'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113752245961251296'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/01/anche-ciampi-riconosce-al-governo.html' title='Anche Ciampi riconosce al governo l’attenzione per la ricerca medica'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-113699960342122612</id><published>2006-01-11T18:13:00.000+01:00</published><updated>2006-01-11T18:28:03.416+01:00</updated><title type='text'>In Cina si lotta contro il Grande Fratello</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Sempre più ampio il fronte dell’opposizione interna al governo tirannico di Pechino. L’Ansa ha ripreso oggi quanto riportato dal sito internet – purtroppo per ora solo in lingua cinese – gestito dai dissidenti che riferisce sul passaggio al digitale di cinque giornalisti licenziatisi dal quotidiano &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Notizie di Pechino &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;per solidarietà con tre loro colleghi che nel mese di dicembre erano stati rimossi dall’incarico per i loro servizi con i quali avevano diffuso notizie che il governo intendeva oscurare.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;Notizie di Pechino aveva coperto in modo indipendente sia la vicenda di Dongzhou, il villaggio del sud dove almeno tre persone sono state uccisi in scontri di piazza con la polizia, che quella dell' inquinamento del fiume Songhua, provocato dalla fuoriuscita di materiale tossico da una fabbrica chimica. La notizia dello sciopero e' stata immediatamente ripresa da alcuni siti internet e dai blog degli intellettuali indipendenti. Pochi giorni dopo uno dei blog che aveva ospitato un' ampia discussione sullo sciopero - quello del giovane giornalista Zhao Jing - meglio conosciuto col suo nome di battaglia di Michael Anti - e' stato chiuso dal colosso americano Microsoft, che lo ospitava sul suo server. L' iniziativa della Microsoft - che e' stata oggetto di pesanti critiche da parte dei gruppi umanitari americani - non e' la prima, ne' la piu' grave delle azioni intraprese contro i dissidenti dai grandi gruppi internazionali ansiosi di sfruttare il mercato cinese. L' anno scorso la sua rivale Yahoo! ha infatti denunciato il giornalista Shi Tao - che aveva diffuso attraverso la rete un comunicato col quale si vietava ai mezzi di comunicazioni di parlare dell' anniversario del massacro del 1989 di piazza Tiananmen- alla polizia cinese. Shi e' stato condannato a dieci anni di prigione per aver divulgato segreti di Stato.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Due le osservazioni. La prima positiva riguarda i giornalisti cinesi più coraggiosi che stanno pagando duramente questo ruolo che vede l’informazione sempre più cruciale nell’aprire spiragli di libertà. L’altra osservazione invece è di colore opposto. I colossi del capitalismo americano non si fanno scrupoli ad accordare all’impero cinese l’opportunità di trasformare le nuove tecnologie di comunicazione in un diabolico strumento di controllo sugli individui di &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;orwelliana &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;memoria. Qualcuno ha parlato di un temibile &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;binomio tra tecnologia occidentale ed ideologia cinese&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. Quello di Pechino è effettivamente il nuovo totalitarismo del 2000, vestito da rispettabile potenza emergente fuori ma costituito da una micidiale forma di tirannide al suo interno. Il vero scontro di culture è questo. Non contro la millenaria storia cinese ma contro questa disinvolta repressione della libertà sempre più raffinata. I fanatici del libero mercato – che quasi sempre ignorano i principi più basilari dell’economia – riflettano prima d’indignarsi quando qualcuno propone differenti politiche di scambio con Pechino.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-113699960342122612?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/113699960342122612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=113699960342122612' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113699960342122612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113699960342122612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/01/in-cina-si-lotta-contro-il-grande.html' title='In Cina si lotta contro il Grande Fratello'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-113699426627440317</id><published>2006-01-11T16:44:00.000+01:00</published><updated>2006-01-11T16:44:26.326+01:00</updated><title type='text'>Dalla finanza rossa del centro-nord alla mala rossa del sud</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;C’è poco da godere e molto da riflettere dalla lettura di questo articolo apparso oggi sul Cs e che riassume bene l’ingarbugliata vicenda che ha coinvolto gli ultimi 15 anni di amministrazione comunale a Salerno.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;Bassolino apre il caso Ds a Salerno: gravi ipotesi di reato &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;SALERNO - Stretta di mano tra Antonio Bassolino e Vincenzo De Luca, decine di flash, evento che fa notizia, tipo Bartali e Coppi, Bernini e Borromini, anche se stavolta i protagonisti stanno dalla stessa parte, ds della Campania. La scena è la sala «Scozia», ospedale San Leonardo, Salerno. Bassolino, sindaco simbolo del «rinascimento napoletano», ora governatore della Regione, è venuto ad insediare un nuovo manager, che prende il posto di Domenico Pirozzi, quello che De Luca, sindaco simbolo del «riformismo salernitano», aveva definito «supercafone». De Luca, lo scorso ottobre, parlò inoltre di battaglia perduta contro la camorra, di emergenza rifiuti, di una «nuova tangentopoli in arrivo» e ce l'aveva con Bassolino. Ieri celebrava la sua vittoria contro il manager «uscito da una sceneggiata di Mario Merola», allo stesso tempo viveva la sua sconfitta poiché nella nuova tangentopoli, per ora, c'è dentro lui. Indagato, dopo Natale, per concussione su una storia edilizia, assieme al sindaco che ha preso il suo posto, Mario De Biase, già suo segretario. Indagato, con De Biase, per aver fatto dimettere l'assessore all'urbanistica, ds. In più, un consigliere comunale ds arrestato (ora scarcerato) per rapporti con la camorra, un assessore comunale ds dimesso per le accuse di un pentito e un procuratore inquisito per aver violato il computer del capo, al fine di acquisire notizie su questa clamorosa inchiesta. Dopo la stretta di mano, a denti stretti, De Luca, oggi deputato, va via veloce. Bassolino, invece, parla. Innanzitutto, non è giusto dire che i ds sono sotto accusa a Salerno e a Roma: «A Roma la questione Unipol non ha, neanche lontanamente, risvolti penali». A Salerno? «Qui ci sono ipotesi di reato gravi. Il pm ha chiesto l'arresto per l'ex sindaco e il sindaco, il gip ha ritenuto che non ci fossero le condizioni, pur rilevando l'esistenza di indizi seri». Ma bisogna distinguere fra giustizia e politica: «A Napoli abbiamo varato, dopo dieci anni, il piano regolatore, qui si è scelto di procedere per varianti e con le varianti c'è il germe del rischio...». E adesso? «Bisogna correggere, cambiare il rapporto fra istituzioni e città, fra coalizione e città, fra partito e città. In questi anni sono mancati gli anticorpi». Vanno tenuti fuori gli indagati dalle liste elettorali? «Credo che l'Unione si debba dare regole chiare, valide per tutti i partiti». Il sindaco De Biase dice che si è sentito solo in questi giorni... «Ma con tutti i casini che ci stanno a Salerno come si fa a dire che è la Regione che boicotta?». Tutti i casini? De Luca è laureato in filosofia, è stato sindaco dal '93 al 2001, ha portato Salerno all'attenzione nazionale. Affidò il nuovo piano regolatore della città ad Oriol Bohigas, l'architetto-star che ridisegnò Barcellona, addirittura, ma quel piano, costato milioni di euro, non è mai stato approvato. Si procede invece con varianti al vecchio piano, case popolari in zona Picarielli, ville al Masso della Signora, Parco Acquatico, al quale doveva partecipare una società vicina a Emilio Gnutti. Il progetto poi si trasforma in una centrale termoelettrica e qui ex sindaco e sindaco sono accusati di aver chiesto a chi doveva realizzarla di fare, in cambio, opere pubbliche e di tener conto di segnalazioni di ditte. De Luca ora dice: «Anziché attendere che il piano venisse elaborato, lo anticipavamo...». Poi, c'è la questione della «movida», vita notturna. I ds arruolano Vincenzo Bove, organizzatore di feste, lo fanno eleggere in Comune, gli affidano il settore. I magistrati lo accusano di associazione camorristica e usura. Poi c'è l'assessore allo sport e servizi sociali, Nino Savastano, ds, di cui i pentiti raccontano i rapporti col clan D'Agostino. Dimesso, senza avvisi di garanzia. De Luca ora parla di una «fase di stanchezza», dice che «noi ds siamo l'espressione della questione morale, ma anche della capacità di fare». Dice che ringrazia la magistratura «per averci aperto gli occhi sulla delinquenza organizzata», che sono stati fatti errori, che occorre rigore. «La Voce della Campania», aggressivo mensile, scrive che è finita la «Salerno da bere». Nella classifica del Sole 24 ore Salerno è ultima, fra le province italiane, per il tenore di vita. Bassolino e De Luca, al momento, paiono costretti a camminare affiancati, onde non bruciare la casa comune. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;Andrea Garibaldi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-113699426627440317?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/113699426627440317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=113699426627440317' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113699426627440317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113699426627440317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/01/dalla-finanza-rossa-del-centro-nord.html' title='Dalla finanza rossa del centro-nord alla mala rossa del sud'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-113698991601097601</id><published>2006-01-11T15:31:00.000+01:00</published><updated>2006-01-11T15:31:56.286+01:00</updated><title type='text'>
Noi di destra tutti ricchi borghesi, parola di Scalfari
</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Gli elettori di sinistra sono socialmente diversi, non hanno col denaro il rapporto stretto di quelli di destra&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. Questa la perla che ieri sera a Ballarò il cervello mummificato di Eugenio Scalfari ci ha regalato. Un linguaggio giacobino cui neppure la stessa sinistra crede più. Per la serie: SPARALA CHE CI CREDI! &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-113698991601097601?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/113698991601097601/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=113698991601097601' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113698991601097601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113698991601097601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/01/noi-di-destra-tutti-ricchi-borghesi.html' title='&#xA;Noi di destra tutti ricchi borghesi, parola di Scalfari&#xA;'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-113689418259152120</id><published>2006-01-10T12:56:00.000+01:00</published><updated>2006-01-10T16:09:17.716+01:00</updated><title type='text'>Ma io preferisco D’Alema a Veltroni</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Io preferisco D’Alema. Sì preferisco &lt;em&gt;baffetto barcaiolo&lt;/em&gt; che si arrampica sugli specchi riconoscendo i propri errori, a &lt;em&gt;fra Walter dal Campidoglio&lt;/em&gt; che – ospite domenica sera di &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Che Tempo che fa &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;– auspica ieraticamente un ritorno ad un confronto politico più sereno e rispettoso. Come può Veltroni continuare imperterrito a dare lezioni di stile agli altri, come può invocare una lotta che non punti alla “distruzione”, sono le sue parole, dell’avversario? Lui esponente di un partito che dell’attacco totale, morale e giudiziario, ha fatto la strategia prediletta da tangentopoli in poi? Mi fa più tenerezza, ed è perciò politicamente più intelligente D’Alema, anche se le sue scuse dovrebbero arrivare per altre colpe. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Vorrei che il presidente dei Ds facesse &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;mea culpa &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;non tanto per il collateralismo col mondo degli affari, inestricabile dalla politica, quanto piuttosto per quella saccenza con cui il suo partito ha puntato il dito in questi anni sui presunti poteri forti che agivano attraverso il centrodestra. Caro D’Alema disconosca una volta per tutte il valore della cultura del sospetto uguale verità che tanti danni ha causato al nostro Paese. &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Le elezioni politiche, ne son certo, non si giocheranno sulle vicende giudiziarie così come non si sono giocate sugli avvisi di garanzia contro Berlusconi nel 2001. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Gli italiani sono abbastanza intelligenti da capire che ormai son passati i tempi della rincorsa alla ghigliottina delle inchieste ancora in corso. &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;A sinistra l’elettorato non è più esigente o più dotato di autocritica, è stato semplicemente più illuso dalla sua classe politica &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;di riferimento che i mali fossero tutti dall’altra parte, che non fosse geneticamente possibile che a sinistra si giocasse con banche, catene commerciali, compagnie di assicurazione e telefoni se non con l’obiettivo di &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;rendere sempre più bella e gioiosa &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;lo spirito solidale delle cooperative. A me la rabbia dei vostri sostenitori più genuini ricorda tanto la stessa tristezza dei bambini che scoprono sotto il cappello di Babbo Natale la testa del papà o dello zio. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-113689418259152120?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/113689418259152120/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=113689418259152120' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113689418259152120'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113689418259152120'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/01/ma-io-preferisco-dalema-veltroni.html' title='Ma io preferisco D’Alema a Veltroni'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13515655.post-113647605438510743</id><published>2006-01-05T16:47:00.000+01:00</published><updated>2006-01-05T17:23:31.853+01:00</updated><title type='text'>“Le elezioni fanno male alla democrazia”. Parola di Giovannino Sartori</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Ogni volta che l’esimio professor Giovanni Sartori &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;soloneggia &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;dalla prima pagina del Corriere della Sera mi soffermo a pensare allo scarso rilievo che ormai hanno la professionalità e l’onestà intellettuale come requisiti per firmare un editoriale sul più importante quotidiano italiano. Sartori, più in forma che mai ed esaltato da un 2006 che sente sempre più come trionfo per i propri beniamini del centrosinistra, non ha più alcun pudore o dignità nello sparare a zero contro ogni atto della maggioranza, dipinta sempre più come “un’associazione a delinquere” in giorni in cui questo reato sembra così in voga su altre sponde. Stringo lo stomaco e rileggo con attenzione alcune delle bestialità, &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/primo_piano/editoriali/2006/01_gennaio/05/sartori.shtml"&gt;comparse oggi sul CS&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;, di questo maestro di moderazione, memore di come questi attacchi sconsiderati non fanno che bene al centrodestra, ricordate l’effetto boomerang di Santoro???&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;Le elezioni sono il momento demagogico della democrazia. Sono necessarie, ma non è detto che siano benefiche&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;la riforma della Costituzione varata dal governo Berlusconi prospetta elezioni a grandine, e cioè ad ogni crisi di governo&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;La nuova grande medicina è il rivotismo, il tornare a votare… Ai rivotisti (per così dirli) non viene nemmeno il sospetto che il nuovo voto possa ripetere quello precedente. Eppure è spesso così. Inghilterra, Stati Uniti, Svezia e parecchie altre democrazie impeccabili hanno avuto lunghi periodi senza alternanza, e cioè senza cambiamento di maggioranza.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;Il troppo votare stanca gli elettori, li stufa, e li allontana dalla politica; e per di più incentiva il malgovernare, il governare demagogico.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;Primo: la mafia. Avete mai sentito parlare, durante il lunghissimo (evviva, evviva) governo Berlusconi, della mafia?... Semmai e piuttosto alla mafia si offre, in cambio del voto, la «faraonica» pappatoia del ponte di Messina. Perché il voto mafioso può essere determinante da Napoli in giù. Anche per le sinistre, che difatti sorvolano.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;Secondo: il lassismo amministrativo. Quanto si lavora nei nostri grandi ministeri? Lì il «fuori stanza» è normale.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;Terzo: il diritto disatteso. In Italia la viabilità e i trasporti vengono continuamente interrotti, lo sciopero dei servizi pubblici è endemico. Ma se la polizia interviene (rarissimamente) è «violenza». A dispetto della legge (violata) bisogna sempre e soltanto «dialogare».&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Mi scusi professore ma non è che a furia di scalate e consorti troppo loquaci ve la state facendo sotto? Mi faccia capire. &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Le elezioni sono il momento demagogico della democrazia&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;. Ma che cavolo significa? Che può esistere una democrazia senza elezioni? Il rivotismo, come dice lei, avrebbe rovinati paesi come Usa, Svezia e Regno Unito? Non la sfiora minimamente il dubbio che una maggioranza uscente è pur sempre una rappresentanza che ha avuto un sostegno popolare e che quindi può avere anche il diritto di richiamare al voto l’elettorato? Ah sì dimenticavo, le elezioni sono il campo preferito dei demagoghi. Ma allora cosa dobbiamo fare Giovannino? Ci mettiamo nelle tue mani? Tra le cose che non si possono certamente obiettare a questa maggioranza è l’aver favorito una consultazione frequente della volontà popolare. Oppure lei esimio costituzionalista, che un po’ di storia contemporanea pure la conoscerà meglio di me, ricorda qualche altro governo repubblicano che sia durato tanto a lungo? E poi quei punti: mafia, lassismo amministrativo e infrastrutture. Lei è stato in grado di attaccare l’esecutivo sui punti sui quali ha ottenuto fuor di dubbio i risultati migliori. La Mafia caro professore non si combatte con i proclami, &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;avete mai sentito parlare&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;, ma con un azione ferma e costante di vigilanza fin nelle piccole cose. Sul piano della burocrazia questo governo ha avuto apprezzamenti internazionali per la rapidità con cui ha iniettato dosi massicce di razionalizzazione e tecnologia nella pubblica amministrazione. Sui lavori pubblici sono quegli stessi che i suoi amici promettevano da anni e che stanno modernizzando tutto il sistema di viabilità nazionale da nord a sud. Professor Sartori ma possibile che io misero pischelletto so tutte queste cose e lei no? allora le dico col mio caro Totò: &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;ma mi faccia il piacere! &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;     &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13515655-113647605438510743?l=arolk.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://arolk.blogspot.com/feeds/113647605438510743/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=13515655&amp;postID=113647605438510743' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113647605438510743'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/13515655/posts/default/113647605438510743'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arolk.blogspot.com/2006/01/le-elezioni-fanno-male-alla-democrazia.html' title='“Le elezioni fanno male alla democrazia”. Parola di Giovannino Sartori'/><author><name>Federico</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
