28 luglio 2005

D’Antoni lancia alla Camera la sua candidatura al Bagaglino!

Tra i tanti parassiti che hanno annusato l’erba della Cdl vi è il caro Sergio D’Antoni, padre del “sindacalismo illuminato” ed ottimo epigono di Mariotto Segni nel fondare “grandi partiti” puntualmente scomparsi. Bene. Dopo aver capito che nel Polo non c’era più spazio anche per i suoi appetiti, che ahimè, già tanti ne avevamo, D’Antoni ha sposato la causa che gli sembrava in prospettiva più fruttifera di comode poltrone. Oggi il Sergio però ha fatto di più. Intervenuto nell’Aula di Montecitorio in occasione del voto sul Dpef il berluscones mancato (per fortuna!) ha espresso tutto il suo rimpianto per il patrimonio sociale degli anni novanta e per i modelli consociativi di cui è stato protagonista. È stata la celebrazione di quello che io chiamerei “collettivismo delle lobby” cosa ben diversa dal comunitarismo che si sforza di recepire tutte le istanze della società e non soltanto quelle più chiassose. Lascio qui alcune dichiarazione estrapolate direttamente dallo stenografico appena battuto da Montecitorio. Buona lettura, e un consiglio a Pingitore a riflettere per un ruolo D’Antoni nel Bagaglino.

Bisogna ricreare questo patrimonio di consenso sociale, che l'Italia ha costruito faticosamente negli anni Novanta e che, purtroppo, negli ultimi quattro anni è stato disperso e distrutto. Questo patrimonio era diventato un modello in Europa. La concertazione e la partecipazione democratica dei grandi soggetti collettivi costituiscono la base per uscire da questa situazione di crisi, se si vogliono trovare soluzioni che abbiano il consenso e che portino, successivamente, a comportamenti coerenti. Senza tali comportamenti, non avremo maggiori investimenti, maggiore consumo, né una maggiore capacità di credere nel futuro di questo paese…
La gran parte dei presenti in questo Parlamento è cresciuta in una cultura in cui lo Stato per primo dava l'esempio: dava di più a chi ha di meno, e dava di meno a chi ha di più…
Tale grande patrimonio di culture oggi vede un capovolgimento della situazione: si dà di più o tutto a chi ha di più o tutto, e si dà di meno o zero a chi ha di meno o zero.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

D'Antoni... Trovare di peggio è onestamente difficile. Democristiano e sindacalista: sta rovinato. Poverino, mi fa pena... GM

Massimo ha detto...

E quella gente si candida a governare ... governare ... diciamo piuttosto a razziare le casse dello stato con una nuova stagione di clientelismo e di ... rottamazioni.

Anonimo ha detto...

Parafrasando quella che era una presa in giro delle giunte comunali a partecipazione socialista agli inizi degli anni 80, si potrebbe dire che gli unici ex-democristiani "anomali" sono quelli che non stanno con voi.
Certo, e' difficile trovare di peggio di D'Antoni, ma non impossibile: tra FI, Udeur, Nuovo PSI e correnti miste di AN, di "rottami clientelari" alla D'Antoni ne troviamo numerosi e assai piu' rappresentativi. Perche' quelli puzzano meno?
Saluti

Federico ha detto...

Caro anonimo concordo in pieno con quanto sostieni e infatti mi auguro che nel Polo questi personaggi siano, se non cacciati, almeno messi a margine. Devo anche dire comunque che il mio post non intendeva attacare i post-democristiani ma piuttosto segnalare la mostruosa stupidità e cattiva fede delle argomentazioni di D'Antoni. La critica non è alla sua coerenza quanto all'assurdità di rimpiangere quella cara vecchia politica degli anni '80.