14 settembre 2005

BUSH NUOVO MESSIA?TV DISCUTE

Grazie ai commenti di altri TV riprendo la discussione sulle perplessità della politica estera di Bush.
Io resto convinto della legittimità di avanzare riserve su come gli americani si stanno muovendo sulla scena internazionale e non riesco proprio a capire come una semplice strategia politica possa assurgere al rango di dogma su un forum liberale. Quando Robinik riprende il tema delle atrocità del regime di Saddam non fa altro che prendere quella strada della polemica che chiedevo di evitare. Come potrei dire che gioivo per l’esistenza di quello status quo? Se però si vuole ragionare attentamente sull’approccio degli Usa all’intervento in Iraq non si può dimenticare che la molla che Bush – NON IO – considerava scatenante era la certezza che il paese nascondesse armi di distruzione di massa. Perché dobbiamo far finta di dimenticare la realtà dei fatti? In Inghilterra Blair ha vissuto il suo momento più drammatico quando è emersa la voce che il rapporto segreto su quell’arsenale fosse contraffatto e questo perché è su quella documentazione che aveva ottenuto il via libera dagli inglesi alla missione in Mesopotamia. Chi è disinformato allora? Io contesto chi vuole dimenticare tutto ciò ma soprattutto contesto l’accusa di antiamericanismo per chi semplicemente vuole analizzare la successione di certi eventi. La “stabilità” tra mille virgolette cui alludevo era la stabilità geopolitica che quel dannato governo di Saddam assicurava alla regione mantenendo l’Irak lontano dall’integralismo islamico, a sostenerlo non sono io ma autorevoli esperti di politica internazionale come Sergio Romano. Vie alternative? Tante, tantissime come quelle che si stanno sperimentando con la Corea del Nord del resto o con Cuba e come l’attenuazione dell’embargo e il coinvolgimento graduale nell’economia globale. Ma vi siete mai chiesti se Saddam fosse tanto fesso da preferire la sua caduta ad un compromesso ragionevole con quegli stessi Stati Uniti che anni prima lo avevano scelto proprio come baluardo all’integralismo sciita? Chi è disinformato? Chi ricorda la storia forse.
Abr invece mi contesta la scelta di una posizione ambigua, tertium non datur mi ricorda. Eppure caro Abr la ratio di questa discussione è tutta qui. Io credo che in un forum lo scambio di idee sia sempre proficuo e debba sempre sussistere la possibilità di schierarsi su posizioni diverse senza peraltro manifestare l’intenzione di passare dall’altra parte. L’accostamento a Fassino scusami non lo accetto. Sono 12 anni che mi rodo il fegato perché ho sempre avuto posizioni destrorse, contrarie alla vulgata di sinistra ma non vorrei mai essere costretto a rinunciare a ragionare con la mia testa per conformarmiad una nuova intellighenzia.
Vi ringrazio di cuore per aver accolto l’invito a dibattere su questo tema con durezza e rispetto.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Non capisco come mai ti ostini a mettermi in bocca cose che non ho detto... ma comunque... andiamo con ordine.

1. Non ho preso la strada della polemica. Ho solo fatto un appunto alle tue considerazioni e se non è permesso il contraddittori allora tanto vale non discutere. La tua affermazione è questa:

"Il punto non è dispiacersi per la caduta di Saddam, il punto è l’opportunità di far saltare in aria un equilibrio sicuramente deprecabile ma comunque stabile come quello irakeno"

Io tutti i virgolettati che dici di avere messo non li vedo e la frase non si presta ad interpretazioni ambigue. Al contrario. In questo post ribadisci e rafforzi la tua posizione:

"la stabilità geopolitica che quel dannato governo di Saddam assicurava alla regione mantenendo l’Irak lontano dall’integralismo islamico"

Non è definendo dannato un regime che ci si lava la coscienza e si sta a casa tranquilli. Non è assolutamente vero che l'Irak era lontano dall'integralismo Islamico (giusto per le tue polemiche sul disinformato o meno... non è una gara questa ;) )e ti consiglio di smettere di considerare autorevole Sergio Romano. L'Ambasciatore Romano è la persona più pollitically correct tra gli Antisemiti Antiamericani. Sergio Romano considera la liberazione degli Alleati in Italia una INVASIONE e detto questo... detto tutto.

2.Come ho già avuto modo di sottolineare in Iraq c'era Saddam e io lo considero peggio di un'arma di distruzione di massa (ricordo: 2 MILIONI di morti... nello stabile Iraq). Questeo polemichine sulle armi si armi no sono i feticci della sinistra ma il problema rimane: L'Iraq era un problema. Come risolverlo?
Io non ti voglio dire che le armi Saddam avrebbe potuto farle sparire o altro, non voglio dirti che se non c'erano mi chiedo come mai ha rifiutato le visite degli ispettori ONU. Non mi interessa. Ti prego però di non parlarmi di soluzioni tipo EMBARGO... e con questo passo al

3. La tua visione sull'embargo mi fa sempre più pensare che il mondo che ti va bene è un mondo che non conosci. Non solo l'Iraq è stata sotto embargo per decenni e nulla è servito (se non ad eliminare 2.000.0000 di Iracheni: Leggi GENOCIDIO), ma la bella e fiorente CUBA non mi sembra un modello proponibile (a meno che a te non vada bene un Paese dove alle persone vengono negati i diritti più elementari e sono in condizioni pessime... vivere a Cuba per credere).

4. Essere di destra non è un lasciapassare per il liberalismo o per il filo-Americanismo. La Destra Sociale non è nuova a fenomeni di antisemitismo, antiamericanismo e a posizioni che collimano con l'identificazione del nemico fatta dagli integralisti Islamici: I Paesi liberali.

5.Definire Bush Messia poi è l'ultimo livello che possa raggiungere la critica a persone che sostengono il suo governo. L'angolo in cui ci si rifugia è sempre definire i pro-Bush come degli indottrinati. In questo non ti discosti dalla Sinistra (che fa questo anche con gli elettori della CDL non riconoscendogli il diritto ad avere un pensiero politico ma piuttosto pensandoli come dei teledipendenti indottrinati da Silvio).

Ho rispettato la tua posizione ma non mi sembrache tu mi abbia reso rispetto.

Mi spiace ma l'etichetta di Antiamericano che tanto temevi ti sta sempre più cucita addosso.

Ciao!

Federico ha detto...

Ok robinik vado con ordine anche io:

1)Mi dispiace di averti dato l'impressione di non rispettare il tuo punto di vista. Vedi quando si hanno posizioni opposte è facile pensare che l'altro non sia bene informato. Sei stato tu ad alludere per primo a questo tipo di carenza quando hai scritto:

”Credo che definire stabile l'Iraq prima dell'intervento Americano significa essere egoisti o disinformati.”

Non è un problema perché credo rientri nella dialettica però non dirmi che ho intenzione di fare una gara.
Ma bando alle polemiche sterili.

2) Io non proponevo l’embargo come soluzione ma l’attenuazione dell’embargo come segnale di apertura anche verso la popolazione che ne era certamente più vittima che non Saddam.

3) non puoi negare che l’Irak di Saddam fosse lontano dai regimi integralisti senza argomentazioni. È un fatto invece che gli Usa lo sostennero contro l’Iran.

4) Essere di destra non è un lasciapassare sicuramente se lo ricordavo era semplicemente per rivendicare la possibilità di avere una posizione diversa all’interno di un forum di centrodestra

5) Dire "Bush come un messia" è una provocazione è vero. Ma allora perché chi muove una critica argomentata deve essere considerato un eretico? Possibile che a questo uomo politico non si possano muovere appunti di alcun tipo? Non è religione questa?

6) Non considerare irrispettose le mie repliche. Io anzi ti sono grato perché accetti il confronto e mi dai modo di mettere in discussione le mie tesi scusami ancora se ti ho dato un impressione diversa. È probabile che io mio sbagli ma ti prego di credere alla mia buona fede nonché alla mia assenza di pregiudizio verso gli americani. Comunque sappi che mi diverte molto questa discussione per quanto accesa.

Anonimo ha detto...

Scusami ma sono di frettissima (poi magari espliciteremo).

Si può criticare Bush ma farlo sull'intervento in Iraq e con le argomentazioni (ed i metodi) della sinistra pacifinta non solo significa non essere d'acordo con lui al 99,9% ma anche essere sospettabili.

In ogni caso credo alla tua buona fede e credo anche che potresti cambiare idea.

Se tu non lo facessi non ti preoccupare: Lo Zio Sam combatte ogni giorno per difendere la libertà: anche la tua di dire che sbaglia ;)

Cia!

Anonimo ha detto...

Sono felice che il parallelo con Fassino ti indigni; di fatto però hai usato più o meno la sua frase (sto con gli americani ma non con Bush, è sua). A me invece rattrista non poco veder citato come fonte autorevole un autentico pirla come Sergio Romano.

Qui nessuno vuole chiudere la bocca a nessun altro, infatti stiamo civilmente discutendo; ognuno però, se non è di sinistra, deve prendersi la responsabilità sino in fondo di ciò che sostiene. Il mio "o di qua o di là" questo significa.

Altrimenti, ci vuol niente a trovarsi d'accordo parlando banale come Ciampi o Pisanu: la pace è meglio delle guerra, l'esser buoni è preferibile all'esser cattivi, occorre dialogare coi moderati e colpire i fondamentalisti e giù giù per la scala delle banalità un tanto al chilo.

Cosa significa ad esempio dire che non si è anti-americani se si è anti-Bush? E', perdonami, un non senso, è gettare il sasso e nascondere la mano.
Mi risulta infatti che Bush sia stato eletto democraticamente, e non mi risulta che Bush abbia agito CONTRO la volontà della maggioranza degli americani. Anzi!

A meno che tu non sostenga che gli americani furono favorevoli l'attacco solo perchè INGANNATI sulle armi di distruzione di massa, dando a Bush dell'imbroglione; ti ricordo che fu lui il primo a essere ingannato dalla Cia, non a caso successivamente decapitata, col capo sottomesso a una authority esterna ed espulso dai briefing gionalieri al Presidente per la prima volta nella sua storia.

Sarebbe ora di finirla poi con questa storia che la guerra è dovuta alle armi di distruzione di massa: è un FALSO STORICO che gli Usa abbiano attaccato l'Iraq per quello.
Fu un nice to have, non la causa pricipale.
I giornali ci zomparono sopra, faceva titolo e vendite più dei veri motivi un po' troppo "difficili", per i loro lettori più distratti; Bush ha avuto il torto di non smentire(in fondo purtroppo gli faceva gioco).

L'Iraq fu in realtà invaso per ESPORTARE due cose: la democrazia, per togliere santuari e finanziamenti al terrore (effetti? Elezioni in Iraq stesso, Afghanistan, Libano, Egitto, Siria che traballa etc.etc.) e LA GUERRA.

Sissignore, per esportare la guerra: farla uscire dall'Occidente, drenando di fatto per due anni flotte di kamikaze da tutta l'Europa (Italia inclusa, reclutatori già condannati).
A qualcuno in TV dispiace aver esportato democrazia e tolto la guerra di casa per un po'? Non credo.
In definitiva, l'America e la coalition of the willing hanno attaccato il ventre molle del Medio Oriente, per far cadere anche altre mele marce e spostare il terreno di scontro dal centro di Manhattan.
Strategia intelligente e sottile.

Al confronto, che squallore pensare ai tentativi di Chirac di difendere i suoi appalti laggiù, di Schroeder e Zapatero di lisciare il pelo alla loro opinione pubblica! Coraggio e lucidità contro affarismo e opportunismo.

Ecco qui, discussione dura ma rispettosa come dici tu; a destra non abbiamo intellighentsie, abbiamo gente che discute più o meno appassionatamente, e non ha paura contrariamente ai troll di confrontarsi coi FATTI. Anche se "politicamente scorretti".
ciao, Abr