20 aprile 2006

Industria in crescita: che bravo Prodi!

C’è chi impazzisce per l’Economista, chi stravede a intermittenza per il Financial Times, chi non si perde una previsione delle agenzie di rating, chi si aggrappa al FMI. Poi ci sono i numeri e da questi in genere parte chi vuole capire qualcosa degli andamenti economici e chi vuole cogliere il peso – sempre più scarso – che i governi possono esercitare su queste dinamiche. Per voi i dati Istat su fatturato e ordinativi della nostra industria:

Nel mese di febbraio 2006 l'indice del fatturato dell'industria, calcolato con base 2000=100 sul valore delle vendite espresse a prezzi correnti, è risultato pari a 108,6 segnando un incremento dell’8,1 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Il fatturato è aumentato del 6,3 per cento sul mercato interno e del 12,7 per cento su quello estero.
L'indice degli ordinativi è risultato pari a 120,5, con una crescita tendenziale del 14,1 per cento. Gli ordinativi segnano un incremento del 15,3 per cento sul mercato interno e dell’11,3 per cento sul mercato estero.
Gli indici generali destagionalizzati del fatturato e degli ordinativi sono risultati pari, rispettivamente, a 111,4 e 112,4, presentando, nel confronto con il mese precedente, una variazione positiva dell’1,9 per cento, il primo, e del 4,3 per cento, il secondo.


L’unica cosa che mi skazza non poco è che adesso i media invertiranno il filtro e passeranno solo le analisi positive;)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

I giornalisti, da cani da guardia della democrazia, sono diventati cani da guardia dei sinistri.

Anonimo ha detto...

Spero che alla fine Silvio ti abbai convinto!
Il tuo blog ha sempre destato la mia curiosità!
Fammi sapere alla fine che hai fatto!
Ti aspetto!

Anonimo ha detto...

Non vedo tutto 'sto scandalo. Anche molto prima delle elezioni i dati ISTAT non raffiguravano la crisi percepita: disoccupazione al minimo (dovuta anche a regolarizzazione di immigrata e gente sfiduciata che si è cancellata dalle liste di disoccupazione), prezzi bassi (!), solo le esportazioni andavano e vanno male. Dire che l'ISTAT ha cambiato i dati in meglio è una stupidaggine.