28 novembre 2005

“Pubblicità regime”: via al fondo High Tech per le PMI del Sud

Alla faccia di chi rosica quando i blogger suppliscono al vuoto mediatico sulle azioni concrete della politica, oggi scrivo del nuovo strumento lanciato dal governo per favorire l’innovazione nelle PMI del Mezzogiorno. La settimana scorsa è stato pubblicato in Gazzetta il decreto interministeriale che punta a promuovere la partecipazione del capitale di rischio nelle Pmi che utilizzano tecnologie digitali per l'innovazione di prodotto e di processo. L’iniziativa rientra nelle misure previste dalla Finanziaria per il 2005, approvata quindi un anno fa circa, e dimostra ancora una volta come l’attività di un governo vada valutata nei tempi giusti. Ma vediamo le novità di questo nuovo sistema di finanziamento.
In primo luogo le imprese che accederanno al Fondo avranno ben dieci anni per restituire il prestito, un tempo quindi sufficientemente ampio per raccogliere i frutti delle nuove tecnologie introdotte. I fondi sottoscritti saranno gestiti da SGR (società gestione risparmio) con una partecipazione dello Stato che varierà dal 50% per i fondi specializzati al 33% per quelli generalisti. Il supporto statale ridurrà al minimo il rischio degli investitori privati cui tuttavia in caso di successo del progetto saranno lasciati i maggiori profitti. Infine sul modello israeliano i costi dell'istruttoria, che spesso rappresentano un freno al venture capital, saranno a carico del fondo stesso.

24 novembre 2005

THANKSGIVING CHE?

Sarò probabilmente oggetto degli strali da parte dei tanti TVillers che stravedono per questa celebrazione ma perdonatemi se vi dico che questo TGiving day proprio non mi appassiona!
Scusatemi :-)

TFR: ennesimo gol del Governo, se ne parlerà?

E arrivò la riforma del TFR. Alla faccia di chi gufava anche quest’altra grande riforma è andata in porto introducendo nel nostro sistema pensionistico la previdenza complementare che consentirà una migliore efficienza di tutto il sistema di tutela dei lavoratori. La riforma entrerà in vigore dal 2008 anziché dal 2006, ciò da un lato scredita ogni accusa propagandistica – la maggioranza non potrà infatti raccoglierne con certezza i frutti di questa dura battaglia – dall’altro però sussiste il rischio che la nuova normativa non trovi un governo capace di renderla effettiva. La riforma del TFR è stata comunque la classica patata bollente che la Cdl responsabilmente ha affrontato. Divertente il siparietto fotografato dall’inviato dell’Apcom che qui riporto integralmente:

Un Giulio Tremonti particolarmente soddisfatto per l'approvazione della riforma del Tfr si trasforma in giornalista e rivolto a una cronista del Tg3 le chiede: "Posso farle io una domanda? Se lo aspettava?". Passa qualche secondo di sorpresa e la giornalista della tv pubblica ribatte pronta: "Si, era una delle ipotesi che avevo pensato, ma mi sembra importante anche il suo ruolo di mediatore". Il ministro dell'Economia non molla la presa e continua: "Ma mi dica è meglio averla nel 2008 (la riforma, ndr) o non averla per niente?". Nuova risposta della giornalista che replica: "Si, non c'è dubbio, l'importante è averla...". Quindi l'affondo del titolare di via XX Settembre: "Quindi lei lo dice in tv?". Risposta finale tra le risate: "Si che lo dico, io non riporto i miei pareri, riporterò il suo...".  

È esattamente quello che cerco di predicare con questo blog: POLO PARLA!

E-Government made in Italy promosso a pieni voti

Ancora un bravo al governo! Questa volta arriva direttamente dalla Conferenza Ue sull’e-Government in corso a Manchester dove è stato diffuso il rapporto sullo stato di avanzamento dell’ e-Gov nei paesi più industrializzati. Lo studio, commissionato dal governo Blair, ha plaudito ai considerevoli progressi compiuti dal nostro Paese nell'informatizzazione della pubblica amministrazione che sta portando importanti frutti a favore di una burocrazia più snella e più accessibile a cittadini e imprese. Nonostante la sfavorevole congiuntura economica il governo Berlusconi è stato in grado di colmare, secondo gli analisti, il gap digitale che l’Italia scontava nei confronti degli altri paesi più avanzati. Il report mette in evidenza gli sforzi compiuti dal governo sia sul versante delle infrastrutture, con lo sviluppo del Sistema pubblico di connettività, che su quello normativo con il varo del Codice dell’amministrazione digitale, in vigore dal prossimo gennaio. Ancora sulle smart card l’Italia sarebbe ai primi posti nel mondo grazie ai vari progetti che vanno dalla Carta d’identità elettronica alla firma digitale alla carta nazionale dei servizi. Lo studio ha approfondito anche nello specifico i servizi che, grazie al digitale, sono stati messi a punto nei diversi ambiti del servizio pubblico:  il Centro Unico di Prenotazione e le Carte regionali dei servizi sul fronte sanitario e i progetti promossi di concerto con la Moratti per fornire a tutte le scuole livelli adeguati di accessibilità alla rete e di strumentazione hardware.
Il rapporto è stato curato dalla società internazionale di consulenza , Booz Allen Hamilton, sul cui sito sarà presto disponibile. Dopo il silenzio sul buon andamento di occupazione e formazione, registrato dal rapporto Isfol, aspetto con curiosità come i quotidiani riprenderanno i dati positivi pubblicati da quest’osservatorio.