29 settembre 2005

Regalo "bastardo" al mio presidente


Con un blog con questo titolo oggi dovrei far festa e augurare al presidente del Consiglio di perdere queste elezioni al più presto liberandosi di questa palla al piede della politica. Fossi in lui Tahiti già non avrebbe più segreti e le rotte dei Caraibi sarebbero la mia passeggiata quotidiana. Conserverò con tutto il mio pessimismo l’ingenuità di continuare a credere che quest’uomo non è lì per i suoi interessi. Forse è lì per ambizione ma non per i suoi affari che avrebbe gestito di gran lunga meglio e più serenamente controllando le stanze dei bottoni dall’esterno come fanno tutte le lobby più pesanti. Lo so questa è un’argomentazione usurata ormai. Ma non cerco apologie solo intendo esprimere la mia simpatia perché al mondo c’è ancora gente sufficientemente matta da rincorrere un’ideale, un’ambizione legittima che è in ognuno di noi e che muove le nostre vite: l’ammirazione degli altri. La mia signor presidente l’ha già tutta per aver dato al nostro paese per la prima volta la stabilità di un governo di legislatura che ha offerto, anche ai denigratori, un punto di riferimento in cui individuare il decisore politico di tutte le scelte dello stato. Il mio regalo da amico un po’ bastardo consentimi nel giorno del tuo genetliaco è una tranquilla cartolina dalla polinesia francese.

2 commenti:

Massimo ha detto...

CRedo che tu abbia rappresentato molto bene il pensiero di tanti che, chi più chi meno, provano gratitudine per Berlusconi.
Per la sua coraggiosa scelta del 1994 e per la sua perseveranza a non mandare tutti al diavolo e godersi i soldi frutto del suo ingegno imprenditoriale.

Pode ha detto...

semplicemente credo che berlusconi non sia capace di starsene nella sua bella villa con le mani in mano. massimo rispetto per uno che le palle le ha sempre avute, ma non so come facciate a "essere grati" a berlusconi. ci ha soltanto inculati, e basta. e senza vaselina.

non che quell'altro mortadellone di prodi sia meglio. sono sicuro che farà altrettanto schifo.