Multipartitismo this is the question. Lo ha centrato molto bene Watergate palesando l’inutilità di rincorrere un sistema elettorale piuttosto che un altro per risolvere il problema della instabilità del nostro Paese attraverso. Come ho già scritto – precedente post – “non sono i sistemi elettorali a plasmare lo scenario partitico di una società” e per superare la nostra tradizionale frammentazione partitica ci vuole ben altro. Innanzitutto sia chiara una cosa. Buona parte dei partiti che stanno ingolfando il nostro sistema democratico non nascono su nuovi ideali da perseguire ma dall’aggregazione di interessi “molto particolari” che cercano di avere più voce nel contesto politico decisionale. Il multipartitismo perverso che va combattuto è in tal senso quel fenomeno che vede nascere ad ogni tornata elettorale partiti con un bacino elettorale in genere molto localizzato incentrati su una o due figure di politici spesso fuoriusciti da un partito più grande grazie al quale sono riusciti a crearsi una rete clientelare sufficiente a tener in piedi il loro nuovo movimento. In Campania il fenomeno è particolarmente frequente. È in questo modo che Mastella ha costruito il suo Campanile ed è così che nascono insignificanti movimenti anche nelle assemblee regionali che stanno diventando sempre più cruciali snodi di assegnazione di appalti e attribuzioni di incarichi. Lungi dal ridurre questo meccanismo, il Mattarellum lo ha alimentato ancora di più perché i collegi uninominali sono diventati né più ne meno che la proiezione del feudo del potente locale. Il multipartitismo ha così preso il sopravvento sulla partitocrazia. Da un sistema malato dall’ingerenza dei vertici dei partiti nazionali siamo passati ad un altro dove alle grandi segreterie si sono affiancati i vari Lombardo, Rotondi, Mastella cui vanno aggiunti tutti quei visir locali che i partiti si guardano bene da metter fuori per il serbatoio di voti che alimentano. Come uscire da questo meccanismo? Il voto di scambio si regge sui piccoli numeri. Per quanto forte un partito che nasce come distributore di interessi personali anche a livello regionale non supera certe percentuali quindi il sistema proporzionale con sbarramento al 4-5 % sarebbe un primo passo per non lasciare le grandi coalizioni sotto il ricatto di certi movimenti. Ma il nuovo sistema elettorale basterebbe a liberarci della frammentazione eccessiva? Forse. Tutto dipende dalla capacità di attuare la riforma costituzionale. Da qui dovrebbero arrivare i supporti utili a dare un nuovo assetto al panorama politico italiano come il rafforzamento delle prerogative del premier, col conseguente vincolo più forte tra eletti e coalizione, e la riduzione dei parlamentari per chiudere sempre più gli spazi di manovra ai piccoli mercanti di voti. Resteranno i grandi soltanto a mercanteggiare dirà qualcuno. Vero. Ma la politica sarà sempre veicolo d’interessi ed un rapporto palazzo/affari più concentrato diventerà tuttavia per forza di cose più trasparente specialmente se – come scrissi in un altro post – si mettesse mano ad una seria normativa sul lobby.
16 settembre 2005
15 settembre 2005
"Casini" proporzionali e proporzionale costituzionale
Dopo un coro di critiche emozionali mi sembra vadano aumentando nella blogsfera coloro che sono pronti a valutare l’apertura al proporzionale della maggioranza. Chi conosce i sistemi elettorali sa bene che non esiste un sistema assolutamente migliore dell’altro e che lo strumento andrebbe adattato alla realtà sociopolitica di ogni Paese. Ora prescindendo da dove questa nuova proposta della Cdl ci porterà un fatto è certo: l’attuale Mattarellum mal si adatta al contesto italiano perché è un sistema spurio ma anche perché appare catapultato su una realtà che non riuscirà mai a stabilizzarsi su un bipartitismo perfetto. Non sono i sistemi elettorali a plasmare lo scenario partitico di una società. Il campanilismo esasperato tipicamente italiano non ci porterà mai a due soggetti compatti e contrapposti, cosa che del resto avviene soltanto nel mondo anglosassone e non in Europa. Ancora una cosa rivolta a chi utilizza la Costituzione ad ogni piè sospinto per bloccare ogni riforma dello Stato. Ebbene i nostri padri costituenti scelsero il proporzionale come sistema elettorale prevedendo opportuni correttivi che assicurassero anche una stabilità governativa ma che poi non furono mai introdotti. Insomma anche al proporzionale come al maggioritario non è stata data la possibilità di esprimersi al meglio nonostante i 40 anni di applicazione! Un appello finale: SILVIO TORNA PRESTO CHE SIAMO INCASINATI DI BRUTTO!!!
SBARRATE FOLLINI PER FAVORE!
Ma Follini che ha nella testa? Cosa c’è di male nella richiesta di Gianfranco Fini favorevole a varare prima la riforma costituzionale e poi la modifica alla legge elettorale? Punto primo: la riforma costituzionale oltre ad introdurre dosi di federalismo le bilancia con una svolta in senso presidenzialista con un aumento delle prerogative del presidente del consiglio e questa è una battaglia direi antica dai tempi del Msi. Punto secondo: questa reazione fa dubitare ancora una volta del sostegno Udc alle riforme che se saltassero provocherebbero innanzitutto l’ira della Lega e buonanotte Cdl. Punto terzo: come credere alla buona fede di questi centristi del cavolo se all’indomani di una convergenza della maggioranza su una loro proposta cominciano a menar fendenti? Se si mette in discussione lo sbarramento si torna veramente alla prima repubblica!!!
14 settembre 2005
PROPORZIONALE:liste bloccate della discordia
Sulla scorta delle obiezioni sollevate da Walker vorrei puntualizzare alcune cose su queste benedette liste bloccate. Punto primo: mi spiace ma non colgo le differenze tra le liste bloccate ed i collegi uninominali dove comunque sono i vertici dei partiti che scelgono i candidati. Il diritto di non voto è l'unico antidoto in entrambi i casi salvo comunque favorire indirettamente chi ti hanno imposto ma c’è una differenza di non poco conto. L’emendamento depositato prevede il 50% delle liste bloccate mentre il restante resterebbe attribuibile con le liste di preferenza quindi uno spiraglio dovrebbe esserci. Faccio notare comunque che per quanto possa non piacere le liste bloccate, come pure i collegi uninominali, “dovrebbero” permettere al candidato premier di avere dei sostenitori fidati in parlamento e la cosa in ottica bipolare e presidenzialista francamente non mi sembra neppure così sballata o antidemocratica visto che si sceglie il premier prima che il parlamentare. Resto dell’avviso tuttavia che bisogna aspettare per emettere giudizi così netti. Del discorso morale francamente non m’interessa un fico secco. Abbiamo già dato troppe possibilità a questa opposizione e non mi sembra ce ne sia venuto un gran bene.
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